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  #1  
Vecchio 22-01-2011, 15:51
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Predefinito Reportage da Graceland

Ciao a tutti!
Seguo da sempre le vostre discussioni sul forum e, finalmente, ho deciso di iscrivermi anch'io per condividere con voi la mia passione per Elvis. A questo proposito, voglio raccontarvi la mia esperienza a Memphis dell'estate scorsa, mettendovi a parte delle emozioni che ho provato in quell'occasione e che sono mie personali certo, ma nelle quali molti, ne sono certa, potranno facilmente rispecchiarsi.
In verità, non sono sicura di sapere come cominciare il mio racconto. Il viaggio a Memphis è stato qualcosa di più di una semplice vacanza. In un certo senso, può essere definito un’esperienza spirituale. Si, nella misura in cui la nostra anima si è sentita profondamente coinvolta nell’intraprendere quest’insolita avventura. Non è facile affrontare, di punto in bianco, alcune delle nostre paure più profonde. E salire su un aereo che avrebbe viaggiato per molte ore su un oceano sconfinato è sicuramente una di queste. Quando si raggiungono certe altezze impensabili e, guardando fuori dal finestrino, non si vede altro che il cielo viene da pensare a quale forza misteriosa è stata in grado di spingerci a osare tanto e, che lo vogliamo o no, siamo portati a mettere in discussione tutti i nostri valori. Se dovessi morire adesso, cosa vorrei ricordare della mia vita? Cosa mi dispiacerebbe lasciare? E se non succedesse nulla, allora cosa continuerei a fare come prima? Cosa cambierei?
Quando l’aereo atterra, senza che il temuto disastro sia accaduto, non siamo più la stessa persona che è decollata il giorno prima. Inevitabilmente. Il clima è afoso (siamo a Giugno) e i polmoni fanno fatica a dilatarsi pienamente. Il nostro cuore è stretto in una morsa. Ma siamo felici, perché la meta agognata è vicina. Dopo una notte di meritato riposo (26 ore senza chiudere un occhio!!!) siamo pronti ad esplorare il mondo con occhi completamente nuovi. E quello che vediamo non delude certo le nostre aspettative. All’improvviso ci troviamo di fronte a ciò che da tanto tempo e tanto intensamente desideriamo vedere e toccare e l’emozione ci sommerge. Abbiamo immaginato tante volte questo momento, ma ora che il nostro sogno si è trasformato in realtà restiamo senza parole e, quasi, senza fiato. Possibile che questa fortuna sia capitata a noi? Davvero siamo qui con il nostro e non solo con la nostra immaginazione? Ci si sente degli eletti, dei privilegiati, e la sensazione si trasforma in certezza quando l’oggetto dei nostri desideri si manifesta in tutta la sua straordinaria bellezza. Mettendoci un pochino a parte della sua magia ……


A presto per la prima parte del reportage…..
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  #2  
Vecchio 22-01-2011, 17:36
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Geicn 56 Re: Reportage da Graceland

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Ciao a tutti!
Seguo da sempre le vostre discussioni sul forum e, finalmente, ho deciso di iscrivermi anch'io per condividere con voi la mia passione per Elvis. A questo proposito, voglio raccontarvi la mia esperienza a Memphis dell'estate scorsa, mettendovi a parte delle emozioni che ho provato in quell'occasione e che sono mie personali certo, ma nelle quali molti, ne sono certa, potranno facilmente rispecchiarsi.
In verità, non sono sicura di sapere come cominciare il mio racconto. Il viaggio a Memphis è stato qualcosa di più di una semplice vacanza. In un certo senso, può essere definito un’esperienza spirituale. Si, nella misura in cui la nostra anima si è sentita profondamente coinvolta nell’intraprendere quest’insolita avventura. Non è facile affrontare, di punto in bianco, alcune delle nostre paure più profonde. E salire su un aereo che avrebbe viaggiato per molte ore su un oceano sconfinato è sicuramente una di queste. Quando si raggiungono certe altezze impensabili e, guardando fuori dal finestrino, non si vede altro che il cielo viene da pensare a quale forza misteriosa è stata in grado di spingerci a osare tanto e, che lo vogliamo o no, siamo portati a mettere in discussione tutti i nostri valori. Se dovessi morire adesso, cosa vorrei ricordare della mia vita? Cosa mi dispiacerebbe lasciare? E se non succedesse nulla, allora cosa continuerei a fare come prima? Cosa cambierei?
Quando l’aereo atterra, senza che il temuto disastro sia accaduto, non siamo più la stessa persona che è decollata il giorno prima. Inevitabilmente. Il clima è afoso (siamo a Giugno) e i polmoni fanno fatica a dilatarsi pienamente. Il nostro cuore è stretto in una morsa. Ma siamo felici, perché la meta agognata è vicina. Dopo una notte di meritato riposo (26 ore senza chiudere un occhio!!!) siamo pronti ad esplorare il mondo con occhi completamente nuovi. E quello che vediamo non delude certo le nostre aspettative. All’improvviso ci troviamo di fronte a ciò che da tanto tempo e tanto intensamente desideriamo vedere e toccare e l’emozione ci sommerge. Abbiamo immaginato tante volte questo momento, ma ora che il nostro sogno si è trasformato in realtà restiamo senza parole e, quasi, senza fiato. Possibile che questa fortuna sia capitata a noi? Davvero siamo qui con il nostro e non solo con la nostra immaginazione? Ci si sente degli eletti, dei privilegiati, e la sensazione si trasforma in certezza quando l’oggetto dei nostri desideri si manifesta in tutta la sua straordinaria bellezza. Mettendoci un pochino a parte della sua magia ……


A presto per la prima parte del reportage…..
Ciao Ariadne, sono contenta della tua recente decisione d'iscriverti al forum. Il tuo racconto e commovente e la redazione precisa con piacere continuerò a leggere quanto scriverai! Allora a presto!
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  #3  
Vecchio 22-01-2011, 17:44
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Predefinito Re: Reportage da Graceland

Ciao Ariadne, prima di tutto, benvenuta tra di noi!
Mi fa piacere sapere che ci hai letti per tutto questo tempo e, ancor di più, che hai deciso di unirti a noi!

L'inizio del tuo racconto è già coinvolgente! Spero di leggere presto il seguito!

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Vecchio 22-01-2011, 19:38
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Predefinito Re: Reportage da Graceland

Benvenuta Ariadne!!!!!!!!!!
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  #5  
Vecchio 24-01-2011, 15:57
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Predefinito Re: Reportage da Graceland

Come per Rossella, attendo di leggere anche il seguito del tuo racconto, Ariadne!
Adoro leggere le esperienze a Memphis!!

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  #6  
Vecchio 24-01-2011, 17:28
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Predefinito Re: Reportage da Graceland

In un’intervista rilasciata nel 1966, Elvis confessò che per lui Graceland era qualcosa di più di una casa. Era il posto dove risiedeva il suo cuore. Molto più di un posto in cui soddisfare delle esigenze concrete.…«Per me la mia casa è impregnata di tutti quei gesti di dolcezza e di gentilezza che mia madre, mia nonna e mio padre hanno fatto con affetto….Tutto quell’amore resta ancora racchiuso tra le sue pareti. Per me sarà così per tutta la vita».
E’ tenendo ben presenti nella nostra mente queste parole che abbiamo varcato i cancelli della tenuta, fermamente intenzionati a visitare la casa di un uomo e non un museo nazionale. E per un brevissimo istante ci siamo anche riusciti. La porta d’ingresso si è aperta e, ascoltando le parole di Lisa Marie registrate sull’audioguida (Quando scendeva le scale non si poteva non accorgersene. Non scendeva mai se non era completamente addobbato, pronto per farsi vedere. Portava sempre così tanti gioielli o qualcosa d particolare addosso, facendo rumore mentre scendeva. Sentivi sempre questo rumore di catene e catenelle e aveva sempre questa presenza grandiosa! Anche se rimaneva di sopra si sentiva la sua presenza…),quasi quasi ci è sembrato di vedere il padrone di casa venirci incontro per accoglierci. Ma l’incantesimo si è spezzato subito e siamo stati travolti dal flusso degli eventi. Spintonati continuamente dagli altri visitatori, abbiamo scattato fotografie ai vari ambienti e abbiamo ammirato a bocca aperta lo sfarzo degli arredamenti e dei cristalli. I custodi ci indicavano il percorso da seguire e noi diligentemente lo abbiamo seguito, passo dopo passo. Quando la visita è terminata eravamo frastornati e confusi. Non sapevamo cosa pensare e, soprattutto, cosa provare. Ma di una cosa eravamo certi: la prossima volta sarebbe andata meglio! E così è stato….


Alla prossima…..
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  #7  
Vecchio 24-01-2011, 20:46
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Post Re: Reportage da Graceland

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In un’intervista rilasciata nel 1966, Elvis confessò che per lui Graceland era qualcosa di più di una casa. Era il posto dove risiedeva il suo cuore. Molto più di un posto in cui soddisfare delle esigenze concrete.…«Per me la mia casa è impregnata di tutti quei gesti di dolcezza e di gentilezza che mia madre, mia nonna e mio padre hanno fatto con affetto….Tutto quell’amore resta ancora racchiuso tra le sue pareti. Per me sarà così per tutta la vita».
E’ tenendo ben presenti nella nostra mente queste parole che abbiamo varcato i cancelli della tenuta, fermamente intenzionati a visitare la casa di un uomo e non un museo nazionale. E per un brevissimo istante ci siamo anche riusciti. La porta d’ingresso si è aperta e, ascoltando le parole di Lisa Marie registrate sull’audioguida (Quando scendeva le scale non si poteva non accorgersene. Non scendeva mai se non era completamente addobbato, pronto per farsi vedere. Portava sempre così tanti gioielli o qualcosa d particolare addosso, facendo rumore mentre scendeva. Sentivi sempre questo rumore di catene e catenelle e aveva sempre questa presenza grandiosa! Anche se rimaneva di sopra si sentiva la sua presenza…),quasi quasi ci è sembrato di vedere il padrone di casa venirci incontro per accoglierci. Ma l’incantesimo si è spezzato subito e siamo stati travolti dal flusso degli eventi. Spintonati continuamente dagli altri visitatori, abbiamo scattato fotografie ai vari ambienti e abbiamo ammirato a bocca aperta lo sfarzo degli arredamenti e dei cristalli. I custodi ci indicavano il percorso da seguire e noi diligentemente lo abbiamo seguito, passo dopo passo. Quando la visita è terminata eravamo frastornati e confusi. Non sapevamo cosa pensare e, soprattutto, cosa provare. Ma di una cosa eravamo certi: la prossima volta sarebbe andata meglio! E così è stato….


Alla prossima…..
Una emozione a lasciare senza parole!
In una delle foto, sei accanto allo stesso specchio dove si specchiava Elvis, ti sei guardata anche te, Ariadne?
Belle foto, anche se piccoline e bel relato, incredibile!!!
Quando hai fatto il tuo viaggio a Graceland?
Grazie Ariadne e a presto spero!
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  #8  
Vecchio 25-01-2011, 09:26
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Predefinito Re: Reportage da Graceland

Ce lo siamo imposti categoricamente: non lasciarsi travolgere dalla folla, non lasciarsi distrarre dall’audioguida, non scattare foto banali. La sola cosa che conta è la casa. E’ necessario il silenzio attorno e dentro di noi per sentirla parlare, per permetterle di comunicarci ciò che vogliamo sapere da lei.
Così, siamo tornati in un orario più tranquillo, quando il flusso dei visitatori comincia a scemare, e siamo rimasti fino all’ora di chiusura. Di pomeriggio, la luce del sole conferisce al giardino sfumature decisamente più romantiche e le lampade accese in ogni stanza trasmettono un senso di maggiore intimità. Di norma il percorso obbligato della visita richiede circa 30 minuti per essere effettuato, e bisogna aggiungere almeno un’altra mezz’ora per la visita al trophy building e all’edificio del racquetball, ma noi siamo riusciti a rimanere ben tre ore e mezzo solamente all’interno dell’abitazione e nel giardino. Come abbiamo fatto? Bè, i custodi si sono dimostrati molto gentili e comprensivi. Pur non potendo comunicare granché con noi a causa della lingua, non hanno avuto difficoltà a comprendere il nostro stato d’animo. Avevamo praticamente le stelline negli occhi e la nostra emozione sarebbe stata evidente anche ai sassi, credo. Sono sicura che, con tutta l’esperienza che hanno, si sono resi conto subito che non appartenevamo alla cerchia dei curiosi o dei visitatori della domenica. Noi eravamo in cerca di qualcosa di diverso….Così non ci hanno disturbato. In giardino, poi, c’è una comoda panchina sotto il pergolato dell’ex garage, proprio vicino ad un grande ventilatore, e stando comodamente seduti ci si può guardare intorno tutto il tempo che si vuole. Era Giugno e la natura era nel pieno del suo fiorire. Gli scoiattoli scendevano e salivano continuamente dagli alberi e tutt’intorno nell’aria era diffuso un gradevolissimo profumo di fiori. Può sembrare una suggestione da parte mia, visto il luogo in cui mi trovavo, ma si trattava di un profumo che io personalmente non avevo mai sentito prima ed era decisamente più forte vicino alla tomba. La cosa straordinaria è che riuscivi a sentirtelo addosso anche molto tempo dopo che avevi lasciato la casa. E ti lasciava una sensazione di calore avvolgente. Dopo la prima volta che ho provato questa sensazione, non ho più avuto difficoltà a comprendere il fatto che Graceland sembrasse stregare coloro che vi entravano e improvvisamente desideravano di non andare più via. Io stessa sarei rimasta per sempre!

Alla prossima….

P. S. Non ho ancora dimestichezza con le foto. Promesso che quando avrò imparato a postarle saranno di una grandezza più appropriata.

Grazie a Nella e alle altre per l’incoraggiamento a proseguire nel mio racconto. Ho apprezzato molto!!!!
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  #9  
Vecchio 25-01-2011, 22:42
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Ge743 Re: Reportage da Graceland

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Ce lo siamo imposti categoricamente: non lasciarsi travolgere dalla folla, non lasciarsi distrarre dall’audioguida, non scattare foto banali. La sola cosa che conta è la casa. E’ necessario il silenzio attorno e dentro di noi per sentirla parlare, per permetterle di comunicarci ciò che vogliamo sapere da lei.
Così, siamo tornati in un orario più tranquillo, quando il flusso dei visitatori comincia a scemare, e siamo rimasti fino all’ora di chiusura. Di pomeriggio, la luce del sole conferisce al giardino sfumature decisamente più romantiche e le lampade accese in ogni stanza trasmettono un senso di maggiore intimità. Di norma il percorso obbligato della visita richiede circa 30 minuti per essere effettuato, e bisogna aggiungere almeno un’altra mezz’ora per la visita al trophy building e all’edificio del racquetball, ma noi siamo riusciti a rimanere ben tre ore e mezzo solamente all’interno dell’abitazione e nel giardino. Come abbiamo fatto? Bè, i custodi si sono dimostrati molto gentili e comprensivi. Pur non potendo comunicare granché con noi a causa della lingua, non hanno avuto difficoltà a comprendere il nostro stato d’animo. Avevamo praticamente le stelline negli occhi e la nostra emozione sarebbe stata evidente anche ai sassi, credo. Sono sicura che, con tutta l’esperienza che hanno, si sono resi conto subito che non appartenevamo alla cerchia dei curiosi o dei visitatori della domenica. Noi eravamo in cerca di qualcosa di diverso….Così non ci hanno disturbato. In giardino, poi, c’è una comoda panchina sotto il pergolato dell’ex garage, proprio vicino ad un grande ventilatore, e stando comodamente seduti ci si può guardare intorno tutto il tempo che si vuole. Era Giugno e la natura era nel pieno del suo fiorire. Gli scoiattoli scendevano e salivano continuamente dagli alberi e tutt’intorno nell’aria era diffuso un gradevolissimo profumo di fiori. Può sembrare una suggestione da parte mia, visto il luogo in cui mi trovavo, ma si trattava di un profumo che io personalmente non avevo mai sentito prima ed era decisamente più forte vicino alla tomba. La cosa straordinaria è che riuscivi a sentirtelo addosso anche molto tempo dopo che avevi lasciato la casa. E ti lasciava una sensazione di calore avvolgente. Dopo la prima volta che ho provato questa sensazione, non ho più avuto difficoltà a comprendere il fatto che Graceland sembrasse stregare coloro che vi entravano e improvvisamente desideravano di non andare più via. Io stessa sarei rimasta per sempre!

Alla prossima….

P. S. Non ho ancora dimestichezza con le foto. Promesso che quando avrò imparato a postarle saranno di una grandezza più appropriata.

Grazie a Nella e alle altre per l’incoraggiamento a proseguire nel mio racconto. Ho apprezzato molto!!!!
Per il tuo commovente racconto, sono certa che i custodi hanno fatto la differenza, non c'è alcun dubbio!

-Alla prossima…. Puoi contarci!!!
Tranquilla per le foto, l'importante è leggere quanto avrai da raccontarci!
P.S. : Qual è l'orario di chiusura, Ariadne?
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  #10  
Vecchio 26-01-2011, 09:03
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Predefinito Re: Reportage da Graceland

L'orario di apertura di Graceland sono le 9.00 di mattina, ma noi stavamo lì davanti già da molto prima e assistevamo all'apertura dei cancelli. La sera, invece, verso le 18.30 , comodamente seduti nella Graceland Plaza, assistevamo alla loro chiusura. Ciò è stato possibile perchè alloggiavamo a due passi, all'Heartbreak hotel. Abbiamo anche ripreso Graceland di notte, tutta illuminata come per una festa. Sembra una casa ancora abitata, come se Elvis non se ne fosse mai andato. E' uno spettacolo altamente suggestivo e, per certi versi, commovente. Ma ne parlerò più in là.
Per il momento vi invio la prima parte di una serie di foto bucoliche della tenuta, per dare una visione di Graceland diversa dai soliti stereotipi e cercare di comunicare, almeno in parte, l'atmosfera da paesaggio incantato in cui è immersa...

A presto per un altro capitolo....
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