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  INTERVISTA A SONNY WEST  -  SYDNEY, AUSTRALIA, 04 MAGGIO 2005


SCOTT JENKINS: Sonny, prima di tutto, benvenuto in Australia e grazie per averci concesso il tuo tempo.
SONNY WEST: Molte grazie, mi sto divertendo molto finora.
Scott: Puoi dirci qualcosa riguardo la tua vita prima di conoscere Elvis? Dove sei cresciuto?
Sonny: Sono nato nel 1938 - compiro' 67 anni a Luglio - e sono cresciuto a Memphis in un complesso di case costruito dal Governo. Non aveva importanza se avevi un figlio o dieci, potevi solo fare un certo ammontare di denaro, e se ne facevi piu' di quello, dovevi andartene. C'erano 6 di noi, era chiamato Lamar Terrace...molto poveri. Elvis viveva in un altro luogo simile chiamato Lauderdale Courts. E mio cugino Red viveva in un altro ancora chiamato Hurt VIllage. Eravamo poveri ma eravamo una famiglia unita, e c'erano sempre bambini con cui giocare.
Si giocava a basket, a football, a baseball.
Frequentai la stessa scuola di Elvis. Io ero nel 7 e 8 grado e lui era nel 10 o nell'11, 3 o 4 gradi davanti a me. Non l'ho mai conosciuto, mai incontrato. Cosi' me ne andai dal quartiere, andai in una scuola a Snowden per un anno, e poi in un'altra scuola.
Dopo aver terminato la scuola, entrai nell'Air Force, e incontrai Elvis nel 1958 mentre ero a casa prima di partire per la Germania. Mio cugino ci presento'.
Scott: Vi siete incontrati ad una pista di pattinaggio, giusto?
Sonny: Si'. Mio cugino presento' me e tre delle mie sorelle. Stavamo bene insieme, e lui disse a Red "Sai, mi piace veramente tuo cugino, dovrebbe venire a trovarmi quando tornero' dalla Germania". Andai da lui la settimana dopo il suo ritorno e la settimana dopo o poco dopo mi chiese se volevo lavorare per lui.
Scott: Quale tipo di lavoro ti ha dato da fare a quel tempo?
Sonny: "Qualsiasi". Quando mi chiese di lavorare per lui, gli chiesi "Per fare cosa?" e lui mi rispose "Qualsiasi cosa di cui ho bisogno". Disse guidare e avere cura delle cose per lui. Non ho nemmeno mai chiesto quanto mi avrebbe pagato. Guadagnavo 75$ alla settimana lavorando alla Ace Appliance Store. Stava per partire per la Florida per partecipare allo show TV di Frank Sinatra. Disse che quando sarebbe tornato saremmo andati a Nashville per registrare alcune canzoni e poi ad Hollywood per fare qualche film.
Scott: Hai descritto il periodo dei film come il migliore trascorso con Elvis. Perche'?
Sonny: Perche' ci divertivamo a fare film. Non c'erano responsabilita'. La sicurezza non era come negli anni 50, non era come sarebbe stata poi nel 1969 quando ha ricominciato ad esibirsi nuovamente, era diverso. Ci divertivamo proprio. Le co-stars lo amavano, anche loro erano incluse negli scherzi. Era un buon periodo e non c'erano molte pressioni. A quel tempo Elvis aveva ancora la possibilita' di girare per le strade e non essere sommerso dalla folla come invece successe piu' tardi. Era piu' una movie-star allora che una rockstar.
Scott: Durante gli anni 60 Elvis faceva 3 film all'anno e rispettive colonne sonore per 8 o 9 anni. Perche' non poteva uscire da tutto questo? Perche' non ha detto al Colonnello che voleva fare film migliori?
Sonny: Beh, l'ha fatto. Ha detto che voleva fare qualche film drammatico e smetterla con i film musicali.
Scott: Quale e' il ruolo di Elvis che preferisci?
Sonny: King Creole. Era anche il suo. Lo amava!
Scott: Quando ti parlava privatamente dei suoi film, specialmente negli anni 60 quando erano abbastanza brutti, cosa diceva? Quali erano i suoi pensieri, era imbarazzato?
Sonny: No, non era imbarazzato; "se vado alla Hawaii, canto alle ragazze e faccio a pugni con i ragazzi; vado ad Acapulco e canto alle ragazze e faccio a pugni con i ragazzi". Ma quella formula deve aver funzionato perche' ha dato soldi. Blue Hawaii ne ha fatti piu' di tutti.
Scott: Torniamo alle sue co-stars. Personalmente, Ann Margret e' sempre stata la mia preferita per un sacco di ragioni. Quali sono i tuoi ricordi delle co-stars di Elvis e il suo rapporto con loro?
Sonny: Ha avuto grandi relazioni. C'era Juliet Prowse, era fredda all'inizio. Frequentava Frank Sinatra. Ma il carisma di Elvis...solo qualche giorno vicino a lui, ed era gia' ai suoi piedi. Lui l'ha scongelata. Ha avuto anche un buonissimo rapporto con Shelley Febares. Lei ha fatto 3 film con lui. Lui le ando' dietro sin dal primo film. Pensava fosse adorabile: era piccolina come piaceva a lui. Ma lei gli disse "Sto frequentando qualcuno", e disse che era una cosa seria, cosi' lui fece marcia indietro. Ma quel feeling c'era ancora. Cosi' il film successivo lui riprese ad andarle dietro. Disse "Frequenti ancora lo stesso uomo?", lei disse "No". Elvis disse "Grandioso!". Allora lei disse "Sono legata a lui ora". Cosi' nell'ultimo film Elvis disse "Sei ancora legata a quell'uomo?" e lei rispose "No, l'ho sposato". Dopo un po' lui disse "Stavi cedendo, giusto? E hai dovuto sposarti per fermare questo, giusto?" e si misero a ridere. Ma Ann-Margret fu veramente la mia preferita. Tutti i ragazzi la adoravano. Ci divertivamo insieme a lei, lei capi' Elvis e ognuno vicino a lui.
Scott: Lei andava in motocicletta e altre cose del genere...
Sonny: Esattamente! Poteva relazionarsi con Elvis piu' di chiunque altro. Era la ragazza piu' simpatica di tutte.
Scott: Ci furono altre co-stars con le quali non gli ando' bene? Ci sono notizie secondo le quali trovo' Ursula Andress un po' fredda.
Sonny: No, ando' tutto bene insieme a lei. Erano molto amici. Lei lo voleva; Elvis ci disse di non lasciarlo mai solo con lei. Questo per un motivo: non ha mai cercato donne sposate. E lei era sposata con John Derek a quel tempo. John era quasi bello quanto Elvis, era un uomo molto piacente. Cosi' non successe mai niente, ma lavorarono bene insieme e passarono un bel periodo. Poi ci fu Barbara Stanwyck. Ci fu una strana situazione sin dall'inizio. Lei era molto fredda nei confronti di Elvis. Ma ancora una volta il suo fascino...Non ha mai ceduto, era una sfida per lui.
Scott: Ho visto foto di loro due tenersi per mano sul set di Roustabout.
Sonny: Si'. Qualche tempo dopo lei gli disse perche' non volle avvicinarsi a lui da subito. "E' perche' tu mi ricordi moltissimo Robert". Si riferiva a Robert Taylor, l'amore della sua vita. Avevano lo stesso look: capelli neri e le stesse caratteristiche. "Lui era generoso, e tu sei generoso" lei disse ad Elvis.
Scott: C'e' una cosa che ho letto di lei riguardo ad Elvis. Lei disse una volta "Mi dispice per il povero bastardo" nel senso che lui doveva sopportare di essere Elvis ed essere una star.
Sonny: Beh, Elvis amava essere Elvis. Amava l'adulazione, amava sentire le persone dire "Oh mio Dio, e' Elvis!". Discorsi come quello arrivano solitamente da persone che non lo conoscevano.
Scott: Hai avuto qualcosa da fare per il '68 Comeback Special?
Sonny: No, stavo girando un film a Tucson con Michele Carey, Henry Silva e Keenan Wynn. Al momento lo chiamarono "The Animals", ma cambiarono il nome perche' pensarono che la gente avrebbe potuto credere fosse un film Disney. Parlava di una ragazza rapita, che poi si vendica dei cinque ragazzi che l'avevano sequestrata, cosi'...venne chiamato "Five Angry Men".
Scott: Okay, cosi' nel 1969 Elvis fa ritorno a Las Vegas...
Sonny: Si', fu quando mi chiese di tornare e di lavorare ancora per lui.
Scott: E tu eri presente alla serata di apertura?
Sonny: Si'
Scott: So che e' quasi impossibile da descrivere, ma come fu il momento quando sali' sul palco di nuovo dopo cosi' tanti anni?
Sonny: Elettrizzante, questa e' la parola migliore. Cosi' tanta energia...
Scott: Perche' era terrorizzato, giusto?
Sonny: Si', eravamo fuori nel backstage con lui. Scherzavamo. Lui continuava a dire "Ecco, ecco". E poi andammo dietro al palco, dove fece la sua entrata, e si tranquillizzo' un po'. Continuavamo a fare stretching e wrestling Indian-style per allentare la tensione. Era molto teso. Ma quando sali' su quel palco, il sipario si apri' e il pubblico era in delirio. Non indossava un jumpsuit a quel tempo, ma un completo da karate che era solito indossare. Potevi sentire le donne urlare. Sembrava dinamite.
Scott: Non posso credere che la RCA non abbia registrato quello show, e che abbiano aspettato un paio di settimane per registrare il primo concerto di Elvis nell'anno.
Sonny: Penso al valore storico dello show... Gli errori, i problemi del suono nelle prime serate, ne sarebbe risultato uno schifo di album.
Scott: Cosi' dal 1969 al 1976, quando vi siete separati, quali concerti sono rimasti piu' impressi nella tua mente?
Sonny: Opening night...c'erano alcuni shows ai quali erano presenti celebrita'. Ci fu una volta Charlton Heston, e Elvis era un suo fan. Elvis era molto amico, come sai, anche di Sammy Davis Jr. Ma poi ci fu "Aloha From Hawaii". Nell'ora che ando' live...in tutto il mondo in 40 paesi...e sapeva di non poter fare nessun errore. Sembrava un dio greco. Era stato a dieta, e mi chiese di aiutarlo a perdere peso. Era paffuttello in "Elvis On Tour", e lo aiutai a smaltire qualche chilo. Era una dieta speciale nella quale devi avere 6 mesi di pausa nel mezzo della stessa, e lui voleva uscire prima dalla pausa. Io dissi niente da fare, ma lui ce la mise tutta e il risultato fu grandioso. Era all'apice della sua carriera, non e' mai piu' stato meglio. Da allora, fisicamente, e' stata tutta una discesa.
Scott: Ma ironicamente la sua voce continuo' a migliorare, con qualche eccezione in pochi concerti.
Sonny: Si', giusto. La sua voce era molto potente.
Scott: Parliamo della musica. Stavi molto negli studi di registrazione?
Sonny: Si', sicuramente. Ero con lui quando fece "Fame And Fortune", "Stuck On You" e quando fece la colonna sonora di "G.I. Blues".
Scott: Hai una canzone preferita?
Sonny: Mi e' stato chiesto molte volte. Onestamente, ce ne sono molte. Non posso sceglierne una.
Scott: Hai sentito il remix di "A Little Less Conversation" e "Rubberneckin" un paio di anni fa, cosa ne pensi? Come ti fa sentire la musica di Elvis remixata?
Sonny: Le ho sentite entrambe, e le trovo assolutamente fantastiche. Il remix ha dato loro un totale nuovo sound, e penso che pure ad Elvis sarebbero piaciute. Era un grande fan della tecnologia. Penso gli sarebbe piaciuto molto il 21 secolo con i telefoni cellulari, etc.. Sono d'accordo con tutto cio' porta la sua musica verso nuovi fans.
Scott: Negli anni 70, poteva entrare in molte direzioni musicali. Perche' pensi sia rimasto incollato allo stesso tipo di canzoni? So che molte persone volevano lavorare con lui, come Elton John, Phil Spector, Paul McCartney e Bob Dylan. Non ha mai voluto cambiare direzione?
Sonny: Penso ci stesse comodo. Questo e' cio' che di meglio mi viene in mente. Stava bene nei suoi shows e nella sua musica.
Scott: Sembra essere un'altra ripetizione. Registrare sessions, un paio di tours, poi un'altra sessions...
Sonny: Penso che cambiare direzione rappresentasse una sfida piu' grande di quella che volesse fare. Dopo due o tre ingaggi, disse che voleva aggiungere qualche nuova canzone, toglierne qualcuna e inserirne qualcun'altra. E le prepararono. E cosi' quando lo show parti', se aveva 5 o 6 canzoni aggiunte, ne sceglieva al massimo 4 o 5. Ci voleva del tempo prima che le cantasse tute o che esaurisse il materiale.
Scott: Ricordo l'opening night a Las Vegas nell'agosto del 1974. Inizio' con "Big Boss Man" invece di "See See Rider", incluse molte nuove canzoni. E indosso' il two-piece leather durante quell'ingaggio, invece dei jumpsuits. Pensi avesse un po' di paura di tentare qualcosa di nuovo?
Sonny: Poteva essere un po'di paura. Il vecchio proverbio: se non e' rotto, non aggiustarlo, lo sai? Fu come quando fece "Can't Help Falling In Love" che fu la canzone di chiusura. Poi penso' di cambiarla con "Funny How Times Slips Away". Lo fece per alcuni concerti, poi torno' a "Can't Help...". E disse "Questa e' la mia chiusura". E si sentiva meglio con quella, era una grande hit per lui dal film Blue Hawaii.
Scott: Parliamo delle donne nella sua vita. Priscilla, negli anni 60. Non ho mai creduto nemmeno per un secondo che Elvis voleva sposarla. Penso sia stato fatto per far piacere al Colonnello, a suo padre e altri.
Sonny: Era innamorato di lei, all'inizio. Ma poi...devi ricordare che sono stati insieme sei o sette anni, e molto amore puo' scemare tra due persone in tutto quel tempo. C'e' ancora amore, ma l'intensita' e' svanita. Elvis lavorava ancora con co-stars...Io sentivo che lui non si voleva sposare, ma aveva dato la sua parola al padre di Priscilla qualche tempo prima. Cosi' quando lei ha compiuto 21 anni, suo padre chiese ad Elvis di onorare la sua promessa. Elvis resistette per un po', allora Mr. Beaulieu parlo' con il Colonnello. Cosi' il Colonnello ando' da Elvis e gli disse "Puoi scegliere tra due cose: sposarla o lasciarla. Non puoi continuare a vivere con lei perche' le cose si verranno a sapere". Cosi' decise di sposarla. Molto velocemente, anche. Non so niente di tutto questo. Stavo facendo un film. Tornai nella mia stanza, accesi la televisione e dissero "Elvis Presley si e' sposato oggi.." e dissi "COSA?!". Fu qualcosa che il Colonnello Parker organizzo' veramente in fretta.
Scott: Mi ha sempre stupito Elvis, con il suo ego e la psicologia dietro ad esso, nella sua mente era giusto avere relazioni con altre donne, ma quando scopri' che Priscilla aveva una relazione con Mike Stone e altri, divenne furioso.
Sonny: Si'. Tutte le superstars hanno un superego. Elvis aveva presentato Priscilla a Mike Stone. Era molto che lei aveva una relazione, aveva intenzione di lasciarlo per Mike, e questo feri' Elvis piu' di qualunque altra cosa. Se Elvis non avesse conosciuto Stone, non sarebbe stato cosi' doloroso per lui.
Scott: Pensi, nella mente di Elvis, che fu perche' "Elvis Presley, the Entertainer" era stato rifiutato o perche' la relazione di "Elvis Presley l'uomo" era in cattive acque?
Sonny: Penso la prima ipotesi. Elvis Presley The Entertainer. Era una sconfitta per lui.
Scott: Parliamo di Linda Thompson. Lei fu probabilmente la donna piu' forte che Elvis frequento' e che veramente era giusta per lui. E' la stessa impressione che avete avuto voi?
Sonny: Sicuramente. In fondo era una donna forte, basta solo guardare al successo che ha avuto negli anni. E si occupava di Elvis come nessun'altro. La gente mi chiede se Elvis l'avrebbe sposata, se fosse vivo oggi: non so rispondere a questo, ma so che se fosse stata presente il 16 Agosto 1977, lui non sarebbe morto quella notte. Non l'avrebbe lasciato solo per tanto tempo. Era una brava donna.
Scott: So che tu non eri presente l'ultimo anno, ma veramente Elvis e Ginger Alden erano fidanzati come lei dichiara?
Sonny: Beh, lui probabilmente le ha dato un anello e forse le ha fatto qualche promessa, ma sul fatto di essere fidanzati, non so. Lei era molto giovane a quel tempo, cosi' forse ha frainteso. Proprio non lo so.
Scott: In altre occasioni sei entrato nel dettaglio riguardo l'uso di droghe da parte di Elvis, e del resto della Memphis Mafia, te compreso. Fammi fare l'avvocato del diavolo. Ci sono state critiche nei confronti di coloro che circondavano Elvis, che voi eravate tutti un branco di uomini ubbidienti che non volevano mollare un piatto appetitoso. Inoltre, che non avete fatto abbastanza per fermare Elvis dal farsi del male. Cosi' ti voglio chiedere, Sonny, cosa hai fatto tu per tentare di fermarlo? L'hai preso e gli hai detto in faccia "Elvis, tu hai un problema di droga"?
Sonny: Assolutamente. Gli abbiamo detto "Elvis, stai prendendo troppe medicine, ragazzo!". Lui non ne aveva bisogno, specialmente di antidolorifici. La prima volta che l'abbiamo notato fu nel 1974. Eravamo a College Park, nel Maryland. Elvis qualche volta veniva presentato alle guardie e altre persone che stavano dietro a noi in ogni citta'. Comunque, a College Park, Elvis quasi sveni' nella limousine. I suoi capelli erano spettinati, il che era inusuale perche' si curava sempre dei suoi capelli. Biascico' "Che c'e' Sonny?". Cosi' dissi "Elvis, questi sono i ragazzi che ci guardano le spalle" e poi lo feci risalire in macchina, era in un cattivo stato. L'abbiamo portato nella sua suite d'albergo, e chiamai Red e un paio degli altri ragazzi e Jerry Shilling. C'erano cinque di noi. E gli dissi "Che sta succedendo?". Red disse "Non so proprio come faremo a portarlo sull'aereo". Sapevo che eravamo nei guai. Abbiamo scoperto che alcuni dei ragazzi piu' giovani nel gruppo dei coristi "Voice", il suo fratellastro Ricky, stavano ottenendo prescrizioni illegali per lui. Cosi' gli abbiamo minacciati. "Ti spacchiamo in due, ragazzo. Non mi interessa se sei il suo fratellastro o suo fratello, ti spacco la testa!". Cosi' li abbiamo impauriti. "Di' ai tuoi amici dottori che li denunceremo all"AMA (American Medical Association)". Questo fu a Ricky. Lui era eroinomane e molto piu' in affari illegali di quanto lo fosse Elvis. Ricky disse ad Elvis cosa stava succedendo. Cosi' Elvis ci chiamo'. Disse "Voglio che restiate fuori dagli affari miei, so quello che faccio. Ne ho bisogno adesso, con quello che sto passando. Se non la smettete dovrete cercarvi un altro lavoro". Red lo guarda e gli dice "Elvis, cosa ne e' stato dei bei vecchi tempi quando non ne avevi bisogno?" e lui rispose "Red, non ci sono piu' bei vecchi tempi". E fu come una pugnalata al cuore. Mi fece veramente male. E quello fu il momento in cui capii cosa stava succedendo. Non c'erano centri di trattamento, nessun Betty Ford... Ci fun una volta in cui ricordo che un sacco di medicine arrivarono a Graceland. Migliaia di piccole pillole verdi e nere. Vidi la zia di Elvis, Delta, e le dissi che, se Elvis chiede, lei non aveva visto niente, lei non aveva visto queste. "Ti mandera' via di qui se pensa che gli hai nascosto qualcosa". Odiai farlo, probabilmente non l'avrebbe cacciata da Graceland, ma era l'unico modo per avere il suo appoggio. Lei disse ok.
Scott: Pensi che se ci fosse stato un Betty Ford, ci sarebbe andato?
Sonny: Poteva essere capace di andarci. Se avesse potuto entrarci in anonimato, allora forse si'.
Scott: Okay. Se Elvis aveva l'opinione di entrare nella riabilitazione, ma con il mondo che lo scopriva, l'avrebbe fatto?
Sonny: Non ti so rispondere.
Scott: Non voleva abbandonare i suoi fans. Aveva un ego, ma non e' mai stato arrogante. L'ironia in questo e' che se Elvis avesse detto al mondo "Sto prendendo troppe pillole" i fans gli avrebbero detto "Ok, Elvis. Cura te stesso e ci vedremo quando starai bene".
Sonny: Io so questo. Tu sai questo. Ma lui non lo poteva accettare. Non c'e' possibilita' che lui volesse che i suoi fans si sentissero dispiaciuti per lui. Niente da fare. C'erano alcuni fans allora, e stanno ancora la' tutt'oggi, che se Elvis avesse detto loro "Ho un problema con le medicine", loro gli avrebbero risposto "Ok, tutti hanno bisogno di qualcosa di tanto in tanto per tirare avanti". Questo e' cio' che qualche fans pensa. Ma non era questo il caso. Era una brutta, brutta, brutta situazione. Hebler ha detto il meglio nella conferenza stampa che si vede nel film "This Is Elvis": "Come si fa a proteggere un uomo da se stesso?"
Scott: Hai preso qualcosa con Elvis in quel periodo?
Sonny: No. Prendevo pillole dietetiche e per dormire, specialmente negli anni 60. E stimolanti, giusto per stare in peidi con lui. Ma quegli antidolorifici? No, non mi sono mai interessati. Lui sperimentava con quelle.
Scott: Cosa pensa il gruppo di Charlie Hodge? Lo si vede in video e vari libri come un annoiato.
Sonny: Beh, Charlie era a tutti gli effetti uno di noi. Come ognuno nel gruppo - io, Jerry Schilling, Red e tutti - aveva i suoi problemi. Il piu' grande problema di Charlie era che voleva essere una superstar. Ma Elvis gli voleva bene ed era un bravo ragazzo. Se qualcuno mi chiedesse di alzarmi in piedi per Charlie Hodge oggi, lo farei.
Scott: Quale e' l'opinione generale riguardo Larry Geller, il cosiddetto consigliere spirituale di Elvis?
Sonny: Un idiota. Ha detto cosi' tante cretinate nel corso degli anni, e' incredibile. E' stato con noi per qualche tempo negli anni 60, e se n'e' andato intorno al 1966. Poi e' tornato negli ultimi mesi. Ma nel modo in cui lo dice, era stato li' per anni. E quella del consigliere spirituale e' una cretinata. Elvis ha sempre cercato la spiritualita', ma ha trovato gran parte di essa da solo da un sacco di persone e luoghi.
Scott: Cosa pensi del Colonnello?
Sonny: Sai, sono state scritte cosi' tante cose su di lui tutte sbagliate. Quando ha saputo che Elvis era morto, so che il suo cuore deve aver perso tre battiti. Lo so. Lui voleva bene ad Elvis, non mi interessa cosa puo' dire chiunque. Non lo dimentichero', dopo l'opening night a Las Vegas nel '69, il Colonnello venne nel camerino e disse "Dov'e' il mio ragazzo?" e getto' le braccia attorno ad Elvis, e aveva le lacrime che gli rigavano il viso. La gente lo ha criticato per non aver indossato un abito al funerale di Elvis, ma quello era proprio il Colonnello. C'erano voci che fosse un clandestino e che per questo motivo Elvis non ando' mai fuori (dagli USA). Falso. Il Colonnello era clandestino, ma era un grande amico del Senatore Lyndon Baines Johnson, che piu' tardi divento' il nostro Presidente. Cosi' il Colonnello poteva chiedergli di aggiustare le cose per lui, non c'era ragione per le quali il Colonnello non potesse uscire dal Paese. Ti dico, penso sia stato il migliore dei manager. Ho imparato moltissimo da lui quando viaggiavamo insieme per la sicurezza dei concerti di Elvis, era un uomo incredibile.
Sonny: Allora perche' non venne mai fatto un tour all'estero?
Sonny: Due ragioni: le armi e le pillole. Alla fine, Elvis non poteva fare senza, e non si poteva far passare quella roba attraverso la sicurezza degli aeroporti, non importa chi tu fossi. E il Colonnello non aveva veramente nessun contatto, cosi' era fuori discussione. E' un motivo per il quale decisero di fare "Aloha From Hawaii". Se Elvis non poteva andare dalla gente di persona, dovevano farlo via satellite.
Scott: Hai parlato molto di quando sei stato licenziato, e come Elvis ha incaricato suo padre di comunicare la cosa a te, Red e Dave (Hebler). Pensi che se Elvis avesse letto il libro "Elvis: What Happened?" per tempo, lui avrebbe...
Sonny: L'ha letto in tempo. Ha avuto i manoscritti speditigli da John O'Grady man mano che venivano scritti e sapeva cosa sarebbe stato scritto nel libro...
Scott: Sicuro, ma se fosse uscito prima, forse l'avrebbe aiutato a fare marcia indietro?
Sonny: Si'. Lo stava ferendo perche' sapeva essere la verita'.
Scott: E tutto e' stato ingigantito da Steve Dunleavy, penso.
Sonny: Sai Scott, questo e' il mio solo rimorso riguardo tutta la faccenda.
Scott: I giornalisti australiani, non puoi avere fiducia in nessuno di loro...
Sonny: (Ride). Esattamente! Lui scriveva a quel tempo per "The Star". E c'era una grande differenza tra il tuo giornale (Sydney's Daily Telegraph) e quello. Non l'abbiamo stuzzicato. Il suo giornale glielo fece scrivere. E Steve non ha il calore e la compassione. Non era un fan. Se avessimo avuto la possibilita' di scegliere lo scrittore, avremmo scelto qualcuno come te. Il modo in cui tu stai chiedendo queste cose interessanti riguardo questo e quello... Se avessimo avuto qualcuno che cercava di capire Elvis, forse sarebbe stato totalmente diverso. E Steve non lo era. Questo e' il mio rimorso. La gente pensa che l'abbiamo fatto per soldi. E questo non e' davvero il caso. Una volta che ci aveva licenziati, non potevamo fare nulla per fermare le droghe, come gettarle. Cosi' abbiamo detto "Sfidiamolo". Cerchera' di farci passare per bugiardi. Cosi' all'inizio del libro, si legge "Lui leggera' questo, e si infuriera', ma forse gli fara' bene"(...and he will get hopping mad...). Veramente la parola "Hopping" deve essere un'espressione australiana, io non l'avrei mai usata, penso sia stato Steve ad aggiungerla. Ma quella era comunque la nostra intenzione, che la gente ci creda o no. Riguardo ai soldi, abbiamo avuto una chiamata da John O' Grady. Era un detective che aveva fatto alcune cose per Elvis. Comunque, eravamo nella nostra suite all'Intercontinental Hotel con Steve un giorno, e lui ci stava registrando. Avevamo ricevuto due pagamenti sinora per il libro. Presi io la chiamata. John disse "Non c'e' bisogno che ti dica chi rappresento", io dissi "Capisco". Lui disse "Noi abbiamo avuto alcune discussioni e ci piacerebbe che non faceste il libro. E ci piacerebbe che veniste qui proponendoci una cifra per non farlo. Dissi "E' l'ora delle svendite, giusto?". Lui disse "No, chiamiamola una liquidazione in ritardo". Ora, John mi ha chiesto molte volte nel corso degli anni, cos'ha Elvis che non va, cosa ha preso? Era ovvio che lui non voleva che Elvis sapesse che ci eravamo parlati in precedenza. "Non voglio parlare di nient'altro ora, eccetto il vostro venire qui con una proposta". E sapevo proprio allora, Scott, che la telefonata stava venendo registrata. Lo sapevo. O Elvis era all'altra linea ascoltandoci. Dissi "John, prendere i soldi ci fa essere proprio come i dottori che gli danno le medicine". Lui disse che il prezzo doveva includere ogni spesa gia' sostenuta, tutto quello che volevamo. Cosi' dissi che c'erano tre di noi, e dovevo parlare con gli altri (Red e Dave). Ma gia' sapevo la risposta. Cosi' chiusi la chiamata e andai a chiedere agli altri. Tutti noi dicemmo "Niente da fare". Cosi' John richiama e io gli dico di no. Non poteva crederci. E suona divertente oggi per il gioco "Chi vuol essere milionario?", ma John disse "E' questa la vostra risposta finale?" e io dissi di si'. Lui disse "Okay, arrivederci", ecco tutto. Il libro non fu fatto per soldi. Probabilmente potevamo ricavarci un paio di centinaia di migliaia di dollari non scrivendolo. E poi piu' tardi abbiamo saputo che la gente disse che ci erano stati offerti 50.000$, ma non c'e' mai stato uno specifico ammontare.
Scott: Quando e' stata l'ultima volta che hai visto Elvis?
Sonny: E' stato al mio compleanno - il 05 Luglio 1976-. Eravamo a Memphis per il suo show al Mid-South Coliseum . E' stato dopo lo show, stavamo camminando verso la limousine. Ho detto qualcosa del tipo "Hey capo, bello show" e lui disse "Grazie, ci vediamo piu' tardi. E buon compleanno Sonny". Dissi "Grazie capo, ci vediamo dopo", e quella fu l'ultima volta che l'ho visto. Non gli ho mai detto addio... e poi era troppo tardi.
Scott: Tutti ricordiamo dove eravamo quando abbiamo sentito che Elvis era morto. Dov'eri tu?
Sonny: Ossignore. Mia moglie Judy ed io stavamo portando una cavalla araba - abbiamo alcuni cavalli arabi - per vedere se era pronta per procreare. Eravamo da un dottore che possedeva uno stallone molto bello. Stavamo andando dove si trovava lo stallone. Mentre tutto e' pronto per l'accoppiamento dei due cavalli, il dottore arriva correndo e guardandomi mi dice "Sonny, hai sentito?". Ho guardato verso di lui e gli ho detto "Elvis e' morto?". Era sbalordito e disse "si'". Ho lasciato andare il cavallo e sono caduto sulle ginocchia. Ho iniziato a gridare come un bambino. Andai verso la recinzione, le diedi un pugno e spaccai il legno. Il dottore non aveva idea. Disse "Mi dispiace, non te l'avrei detto se avessi saputo che ti avrebbe ridotto cosi'". Rientrai a casa, prese il cavallo e lo accoppio' per me. Il telefono squillo', ma non ero in grado di prendere nessuna telefonata. I miei genitori, la mia famiglia, i miei amici, stavano chiamando. Mia moglie prese tutte le chiamate per me. Poi mi disse "Sonny, c'e' Red al telefono". Cosi' Red e sua moglie Pat venirono a casa, e finimmo tutti l'uno tra le braccia dell'altro e singhiozzammo. Amavamo Elvis, lo amavamo molto.
Scott: Ancora oggi, ovviamente.
Sonny: Si'. Non possiamo credere che sia morto. Cosi' fu come lo scoprimmo. E' stato il momento piu' devastante della mia vita. E ho perso un fratello per suicidio. Era un giocatore d'azzardo. Aveva perso tutto: la sua famiglia, sua moglie, tutto per giocare. Cosi' si e' puntato una pistola alla testa e ha messo fine alla sua vita. E ho perso i miei genitori, ma loro erano molto anziani quando morirono. Ma con Elvis, e' stato piu' traumatico. Ho trascorso piu' tempo con lui che con qualsiasi altro mio fratello! Cosi' Elvis e' stata la perdita piu' devastante che mi sia capitata.
Scott: Si sa che le droghe e il cibo grasso hanno ucciso Elvis fisicamente. Ma cosa pensi l'abbia ucciso dentro?
Sonny: L'apatia. Questa e' la parola migliore. C'erano molte sfide che poteva fare, ma per qualsiasi ragione, decise di non farle. A cui si aggiunge la noia e le droghe non erano una buona combinazione. Hai sentito della storia riguardante Barbra Steisand che voleva Elvis come star del film "A Star Is Born", ma il Colonnello evito' che questo succedesse? Questo e' solo in parte vero. Elvis era d'accordo di entrare nella parte per il film, e poi si ritiro'. Disse al Colonnello di fare il suo prezzo troppo alto. Fu Elvis a non volerlo fare, non il Colonnello.
Scott: Se Elvis fosse qui ora, cosa gli diresti? E cosa pensi ti direbbe?
Sonny: Gli direi "Elvis, spero tu capisca perche' abbiamo fatto quello che abbiamo fatto. E' stato un atto d'amore, stavamo cercando di aiutarti e di salvarti la vita. Ma non ha funzionato, e mi dispiace di averti ferito". Penso ci perdonerebbe. Quando ci ha licenziati, ha detto a suo padre di darci abbastanza soldi per vivere per tre mesi: 5.000$. E parlo' di riassumerci di nuovo. Non aveva intenzione di riassumere Dave. Per qualche ragione, pensava che Dave inseguisse solo i soldi e la fama stando dietro ad Elvis. Ma non era del tutto vero. Dave si preoccupava per lui e lo ammirava. Cosi' invece di riassumerci, suo padre si e' sbarazzato di noi con due settimane di paga.
Scott: Dicci riguardo il tuo show, il "Sonny West Life With Elvis Tour": cosa si possono aspettare i fans?
Sonny: Spero di entusiasmarli e raccontare loro storie che li facciano ridere. Ci sono anche altre persone che sono venute qui. Red, Joe etc... Voglio che il pubblico sia nella stanza con me ed Elvis. Possono chiedermi qualsiasi cosa che vogliono. Parlare di pettegolezzi, fatti, etc. Spero di poter dissipare alcuni pettegolezzi, sistemare alcuni fatti, alcuni miti, alcuni pettegolezzi e sbarazzarmi di loro.
Scott: Infine Sonny, che messaggio vuoi lasciare ai fans australiani di Elvis?
Sonny: Solo che so che qualcuno di voi sta ancora pensando male di me. Lo accetto, e non sto cercando di farvi cambiare idea. Ma per quelli di voi che sono curiosi, prometto che avrete un'altra prospettiva quando lascerete lo show.
Scott: Sonny West, grazie ancora per il tuo tempo.
Sonny: Grazie Scott. E' stato un piacere.


(Intervista originale di Scott Jenkins a Sonny West, liberamente tradotta da Lisa - Grazielvis.it)

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