ELVIS PRESLEY & BARBRA STREISAND: L'OCCASIONE MANCATA

Paul Simpson, autore del libro acclamato dalla critica "The Rough Guide to Elvis: The Man, The Music, The Movies, The Myth", ha espresso, in un articolo, la sua opinione sulla vicenda che ha coinvolto Elvis Presley nella proposta, arrivata da Barbra Streisand nel 1975, di recitare come protagonista del film "A Star Is Born" insieme a lei.


La vita di molte persone sembra semplice quando non la si sta vivendo. Anche una vita controversa come quella d Elvis Presley, raccontata dalla maggior parte dei biografi, si può adattare ad un grafico abbastanza semplice.
Ha iniziato ad avere successo negli anni '50, ha attraversato in sonno gran parte degli anni '60, è salito sul palco per un grande ritorno, e poi ha inesorabilmente declinato verso quella che molti (incluso il suo grande biografo Peter Guralnick) hanno visto come una morte inevitabile, quasi misericordiosa, all'età di 42 anni.
Gli storici ci ammoniscono, dicendo che è troppo facile leggere una storia col senno di poi.
E dopo aver letto molti dei libri ed aver intervistato molti di coloro che hanno vissuto vicino ad Elvis negli ultimi anni, non ho avuto la percezione di una vita in carriera, che corre verso una morte prematura, ma di una vita che, verso la fine del 1975, avrebbe potuto prendere una via diversa, avere una svolta, più salutare.
Per me, ci sono due episodi nella vita professionale di Elvis Presley, avvenuti nel 1974 e 1975, che sono cruciali.
Per primo, il fallimento del sogno di realizzare un documentario sul karate.  
Secondo, all'inizio del 1975, quando era così depresso da far decidere al Colonnello di non rischiare una stagione intera a Las Vegas, il rifiuto di accettare la proposta di Barbra Streisand di essere co-protagonista del film "A Star Is Born".
Non sto dicendo che, se Elvis avesse realizzato il documentario ed interpretato il film, sarebbe ancora vivo. Ma forse, gli avrebbero ridato la stessa carica che aveva ritrovato nel 1968 con lo special TV, prolungando un po' la sua vita, scuotendolo dal torpore emotivo ed artistico nel quale era caduto negli ultimi anni della sua vita.
Riguardo l'offerta di Barbra Streisand, ci sono diverse opinioni riguardo l'entusiasmo e la volontà da parte di Elvis di cimentarsi in quel ruolo, che poi andò a Kris Kristofferson.
Ho intervistato Jerry Schilling, che era presente quando venne fatta la proposta, ed è sua opinione che Elvis avrebbe fatto di tutto per ottenere la parte. 
Citando testualmente le sue parole:
"Barbra venne nel suo camerino dopo uno dei suoi spettacoli per discutere la parte. Ero sorpreso di vederla, perchè eravamo stati a vederla pochi mesi prima. Io ed Elvis andammo nel backstage; Barbra gli chiese cosa ne pensasse del suo spettacolo, ed Elvis disse: 'Hai una voce splendida Barbra, ma continui a mettere la mano davanti al tuo viso mentre canti e questo distrae molto'. A quel punto ho pensato che non l'avremmo rivista mai più.
Invece lei venne nel backstage (di Elvis) con Jon Peters e parlarono dell'offerta mentre mangiavano.
Dopo che se ne furono andati, posso dirti che lui voleva farlo, ma come con molte altre cose che avrebbe voluto fare a quel punto della sua vita, si aspettava che delle persone avrebbero cercato di fermarlo. Feci alcune puntualizzazioni, in particolare sul fatto che il suo ragazzo (di Barbra Streisand) e parrucchiere Jon Peters, avrebbe prodotto il film, e lui (Elvis) si arrabbiò molto con me".
Per i lettori ossesionati dai tabloids scandalistici, è stata raccontata, in una biografia sensazionalistica sulla Streisand, anche una storia piuttosto discutibile riguardo una notte di passione tra lei ed Elvis, durante la quale lei avrebbe reso l'offerta ancora più intrigante.
Ernst Jorgensen, nel libro "Elvis Day By Day", dice che il Colonnello Parker chiese un milione di dollari come salario, 100.000 dollari per le spese, ed il 50% dei profitti: furono tali richieste a mettere fine all'affare.
Jerry Schilling ha dichiarato: "Non c'era modo che il budget per il film potesse sostenere due stipendi da superstare, ma ad Elvis non importava molto del denaro. Era abbastanza intelligente da capire che questo ruolo poteva essere la sua strada di ritorno al cinema".
E, come Elvis disse a Marlyn Mason, sua co-star in "The Trouble With Girls", l'unica ambizione professionale che sentiva di non aver mai realizzato era fare un film abbastanza buono, in modo che Hollywood smettesse di ridere di lui.
In questo frangente, Parker potrebbe aver temuto che il comportamento poco ortodosso del suo cliente potesse essere reso pubblico sul set del film. (E, ad essere onesti, la Streisand e Peters non si presentarono mai con una controproposta seria a quella fatta dal Colonnello).
Era una preoccupazione legittima, ma se la carriera di Elvis è capace di dimostrare qualcosa, è proprio che lui sapeva dare il meglio di sè quando poteva concentrarsi su un obiettivo immediato, importante e significativo per lui.
"Non era un uomo che aspettava le sfide, ma un uomo che le andava a cercare, anche a quel punto della sua carriera" ha detto ancora Schilling.
E Las Vegas, dopo l'esperienza di "Aloha From Hawaii" che aveva brillato su oltre un miliardo di persone, non era più una sfida.

Per un uomo che, ai tempi del circo, dipingeva gli uccelli neri di colore giallo per venderli come canarini, Parker aveva dimostrato un certa mancanza di immaginazione nella sua gestione di Elvis. La sua tattica, sostanzialmente, prevedeva di prendere una formula - del tipo colonne sonore e film + tour di concerti - e continuare finchè c'era possibilità di prendere soldi.
I profitti per i continui tours di Elvis Presley, che avvenivano esclusivamente in U.S.A., si erano esauriti nel 1975 e l'offerta di Barbra Streisand poteva essere l'occasione per risollevare Elvis e rimetterlo in carreggiata.
Una cosa che Parker avrebbe dovuto capire è che il film "A Star Is Born" ha guadagnato 37 milioni di dollari al botteghino americano. E' sette volte quello che ha mai realizzato Elvis con i suoi film al medesimo botteghino!
Per quanto riguarda il film sul karate è spesso descritto come il capriccio di un ricco recluso e viziato. Eppure gli investitori si erano dimostrati entusiasti del progetto e, visto il successo dei film di Bruce Lee, pensavano che avrebbe potuto funzionare.
Parker, cercando di salvare Elvis da se stesso, ha fatto del suo meglio per limitare l'esposizione finanziaria dello stesso Elvis. Ed il film è svanito, dopo essere arrivato fino ad una casa di produzione.
Jerry Schilling dice che il film è finito così a causa delle condizioni di salute di Elvis, aggiungendo che "E' un peccato perchè avrebbe potuto essere una buona cosa ed avrebbe potuto portare un po' di soldi".  Ammette che, come per l'offerta di Barbra Streisand, Elvis potrebbe anche essersi stufato di certe questioni gestionali.
La sua stanchezza di certe situazioni ed il suo esaurimento portò ad una diminuzione del tempo che Elvis dedicava allo studio di registrazione negli anni '70, un fatto per il quale è stato molto criticato.
Ma il suo bassista Norbert Putnam mi disse che, man mano che passavano gli anni '70, si rese conto che gli veniva offerto, nella maggior parte dei casi, materiale che era stato cancellato e/o rifiutato da artisti come Tom Jones. Questo può spiegare perchè le canzoni che più gli interessavano erano, sempre di più, quelle che lui preferiva personalmente, come qualcosa di Roy Hamilton oppure "Promised Land" di Chuck Berry.
Ad Elvis, solitamente, viene data la maggior parte della colpa del suo declino e della sua morte. E, in un momento di onestà, avrebbe anche potuto ammettere le sue responsabilità. Ma il modo in cui è stato gestito, così sicuro e con i piedi per terra negli anni '50, è stato dannoso in tutto il corso degli anni '70. 
Non deliberatamente, ma attraverso una serie di errori: dissuadendolo dal tornare agli American Studios di Memphis, rifiutando di prendere in considerazione qualcos'altro che non fossero i tours, l'ossessione del voler incassare guadagni immediati per pagare le spese - a volte pazze - di Elvis ed i debiti di gioco d'azzardo di Parker.
Negli ultimi due anni della sua vita, Elvis - come dice la canzone "Suspicious Minds" - era preso in trappola. E la cosa più straziante degli ultimi anni è che lo si può percepire mentre pone la domanda resa celebre dal comico americano Will Rogers: "Se la stupidità ci ha messo in questo guaio, perchè non può tirarci fuori?".


Il 25 Luglio 1969, Elvis, Priscilla e Charlie Hodge hanno assistito allo spettacolo di Barbra Streisand all'International Hotel di Las Vegas
Elvis avrebbe fatto il suo debutto sul palcoscenico dello stesso hotel il 31 Luglio.
In quell'occasione, Elvis disse a Charlie: "Sembra un palco dannatamente grande da riempire. Ma non sarò così per me. Sarò circondato dalla mia band e dai coristi. Non sarò 
da solo".






Nel 2014, Barbra Streisand ha inciso un album di duetti dal titolo "Partners", in cui ha inserito anche "Love Me Tender" di Elvis Presley.
"
Elvis venne a vedere la mia serata di apertura all'International Hotel di Las Vegas e mi ha invitata alla sua serata di apertura. Lui era qualcosa, lui era veramente qualcosa!
Non ho mai compreso i suoi dischi all'inizio, e poi molti anni dopo ho pensato: "Questo ragazzo è bravo!".
La sua sensualità, la sua energia... Lui era una star! Era immenso!
Elvis venne a vedere la mia serata di apertura all'International Hotel di Las Vegas e mi ha invitata alla sua serata di apertura. Lui era qualcosa, lui era veramente qualcosa!
Non ho mai compreso i suoi dischi all'inizio, e poi molti anni dopo ho pensato: "Questo ragazzo è bravo!".
La sua sensualità, la sua energia... Lui era una star! Era immenso!
L'ho incontrato un paio di volte e siamo entrati subito in sintonia, come una sorta di contatto".





Source: elvis.com.au / Youtube