ELVIS MOVIES: UNA MINIERA D'ORO

...FORSE...

Questa estate 2017 segna 40 anni dalla morte di Elvis Presley. In questi decenni da quando ci ha lasciati, i suoi dischi hanno continuato a girare, la sua casa Graceland è una meta turistica ambita ed è regolarmente alle prime posizioni nella lista delle star decedute più ricche, secondo la rivista "Forbes".
Dal momento in cui è stato catapultato sulla scena musicale negli anni 50, fino agli ultimi anni a Las Vegas, la carriera di Elvis Presley racconta un sacco di storie intricate.
Da un punto di vista economico, comunque, la sua lista di dimenticabili, ma altrettanto famosi film,, offre un terreno molto fertile.
La maggior parte dei lettori avranno sicuramente familiarità con i film di Elvis, sebbene le trame non vengano subito in mente. Tra il 1956 e il 1972, ha fatto 33 film e in tutti ha avuto il ruolo di protagonista. Ed erano famosi. 
Al calcolo ai giorni nostri, il botteghino ha incassato l'importo equivalente di oltre 2,2 miliardi di dollari, solo prendendo in considerazione il territorio americano.
Ogni film, in linea di massima, aveva un costo di realizzazione di 2 milioni di dollari; una somma ragionevole negli anni 60. L'equivalente di 15,5 milioni di dollari ai giorni nostri.
In media, l'incasso era tre volte tanto al botteghino USA.
Hollywood vide in loro un'idea per fare soldi e garantirsi un profitto.
In qualche modo, i film di Elvis Presley sono stati i precursori dei video musicali di oggi.
Loro seguivano una formula provata e testata, generalmente posizionando Elvis in una località esotica, tipo Hawaii, Acapulco o Las Vegas, ad eseguire un album di canzoni nel mezzo di avventure come corse d'auto, voli in aereo o escursioni in fondo al mare.
Da una prospettiva di marketing, la realizzazione di questi film era una situazione vincente, un circolo virtuoso di soldi a palate.
I film pubblicizzavano l'ultimo album di Elvis ai suoi fans e, vedendo il film, venivano incoraggiati ad acquistarne la colonna sonora, mentre le radio, proponendo alcune canzoni, li invogliavano ad andare a vedere il film. Inoltre, c'era l'opportunità per i fans di tutto il mondo di poter vedere il loro idolo senza dover viaggiare.
Solitamente la casa cinematografica pagava i costi per la registrazione della colonna sonora, come anche per le foto pubblicitarie che servivano per le copertine: significava che anche la RCA aveva la maggior parte dei costi coperti.
I film erano sostanzialmente degli investimenti finanziari, ma di certo non entusiasmavano la critica. Essendo focalizzati sul profitto, significava che il budget era spremuto al massimo.
I tempi di realizzazione erano strettissimi - circa 4 settimane mediamente. Ci furono film come "Kissin' Cousins" che vennero fatti in meno di 3 settimane .
Le canzoni, poi, erano sempre peggio! Canzoni come "Yoga Is As Yoga Does" e "Dog's Life" erano anni luce dai successi che lo avevano reso famoso. 
In questa panoramica della carriera di Elvis Presley, Ernst Jorgensen cita la frase di uno dei Jordanaires, che ricordò che "il materiale era così brutto, che Elvis sembrava non riuscisse ad affrontarlo".
Non tutti i film, però, mancarono di qualità. I primi, come "Jailhouse Rock" e "King Creole" furono considerati dei buoni esempi di quel genere di cinema.
Ora, si può anche discutere se giudicare i film in base al successo finanziario o artistico, ma il periodo speso da Elvis Presley nel fare film, al contrario dei concerti dal vivo, è sicuramente una delle ragioni del suo declino a metà degli anni 60.
Verso la fine degli anni 60, la popolarità di Elvis era scemata; gli incassi al botteghino iniziarono a crollare e i dischi delle colonne sonore non scalavano più le classifiche, sebbene, stranamente, allo stesso tempo, case di produzione come la MGM e la United Artists pagavano ancora molto per il suo lavoro.
Il prospetto qui sotto mostra sia gli incassi del botteghino che l'incasso di Elvis Presley per ogni film. Nel tempo si vede come il guadagno di Elvis cresceva, mentre gli incassi dei botteghini calavano.





Sembra che Hollywood volesse pagare per il potenziale di una sua star, che li portava verso film economici e di bassissima qualità.
Le teorie economiche dicono che se il prezzo scende, anche il guadagno di Elvis scende.
Invece, è come se la sua fama lo isolasse dalle forze di mercato, con le compagnie cinematografiche pronte a tagliare altri costi pur di assicurarsi la loro stella.
La carriera cinematografica di Elvis Presley è spesso ricordata come un periodo giocoso e, giustamente, vista come un esercizio di marketing.
Effettivamente 2,2 miliardi di dollari sono un sacco di soldi, ma poteva essere questa carriera più soddisfacente?
C'è una lunga lista di cantanti che ha avuto una carriera cinematografica appagante, come Frank Sinatra e Dean Martin, fino a Justin Timberlake.
Nel 1977, in un articolo sul magazine "Rolling Stone", si leggeva che chi stava vicino ad Elvis diceva che lui avrebbe avuto molto di più da dare in quell'ambito.
Norman Taurog, che ha diretto molti dei suoi film, pensa che Elvis non abbia mai raggiunto il suo meglio. 
Robert Abel, co-regista di "Elvis On Tour", ha riassunto il tutto dicendo: "Elvis era sostanzialmente un bravo attore, con un sacco di vulnerabilità e di umanità che avrebbe potuto comunicare nei suoi film. E occasionalmente ci riuscì".
Comunque, i film sono divertenti per la maggior parte e, in questo modo, possiamo ancora vedere un giovane Elvis cantare classici come "Teddy Bear", "Jailhouse Rock" e "Can't Help Falling In Love". E non dimentichiamo che "A Little Less Conversation", la canzone che venne remixata e lanciata in mezzo ad un'intera generazione nel 2002 - appartiene al film "Live A Little, Love A Little".
Alla fine dei conti, questi film hanno fatto il loro lavoro, e ci hanno aiutato a dare longevità al Re fino al 21° secolo. 

Source: theconversation.com