INTERVISTA A CELESTE YARNALL

Celeste Yarnall ha lavorato, seppur con una piccola parte, nel film 'Live A Little, Love A Little' interpretando il ruolo di Ellen, la ragazza che Elvis incontra ad una festa durante la quale canta 'A Little Less Conversation'.


Celeste, come sei stata scoperta?
E' una storia strana. Avevo 17 anni ed avevo appena terminato la scuola superiore. Stavo per fare la mia prima audizione per un prodotto per capelli, chiamato Show Curl. Mi ero agghindata in modo da sembrare più vecchia dei miei 17 anni e stavo camminando verso lo studio per l'audizione.
Rick Nelson e il suo amico Charlie Brett stavano giocando a football con altri ragazzi, e quando passai loro davanti, con il mio vestito e i tacchi alti, hanno iniziato a fare commenti e ad esprimere i loro apprezzamenti. Sentendo i loro "versi", altre persone uscirono dagli uffici, e prima che ce ne rendessimo conto, successe il pandemonio. A quel punto mi ritrovai tremante, come una ragazzina, quale ero in realtà.
Ozzie Nelson uscì dal suo ufficio e disse: "Che diamine sta succedendo qui?". E poi aggiunse "Chiunque sia capace di fermare il traffico in questo posto, merita di stare nel nostro show. Vorresti essere nel nostro spettacolo?". Gli risposi che mi sarebbe piaciuto moltissimo farne parte, ma che non facevo ancora parte di nessuna associazione o sindacato, ero solo all'inizio; e lui mi disse che avrebbero risolto anche quella questione e mi fece entrare nel Screen Actor Guild ed ebbi una parte in "Ozzie And Harriet". Ricorderò sempre la battuta che dovevo dire.

Come hai saputo del ruolo in "Live A Little, Love A Little"?
Beh, originariamente avevo fatto il provino per il ruolo che poi andò a Michelle Carey.
Il titolo della sceneggiatura originale era "Kiss My Firm But Pliant Lips".
Il primo giorno mi portarono ad incontrare Elvis: facevo fatica a credere che stavo avendo l'occasione di conoscerlo. Il mio cuore ha smesso di battere. Non so nemmeno come ho iniziato la conversazione e, a peggiorare le cose, ho avuto problemi con la sveglia durante i primi giorni di riprese. Odio il suono delle sveglie, così usai il servizio di sveglia "976 Wake", che mi chiamava e mi faceva alzare. Il problema è stato che il servizio non ha fatto il suo dovere, così mi ritrovai in ritardo per presentarmi alla preparazione di trucco e parrucco per la scena che dovevo girare: baciare Elvis. Venivo pagata per baciare Elvis!

Non avevi mai visto Elvis prima?
L'avevo visto una volta soltanto. Stava facendo shopping con un gruppo di suoi amici al The Broadway, e i nostri occhi si sono incrociati.
Non penso di avergli mai raccontato quell'episodio. 
Lui era bellissimo, fantastico quando ha girato "Live A Little, Love A Little". Era al meglio! Lisa Marie era appena nata, quindi era un periodo particolare. Abbiamo pranzato insieme ogni giorno nel suo camerino e siamo diventati molto amici. Avevamo un legame di tipo spirituale e ci piacevano gli stessi libri. Ad Elvis piaceva molto leggere e imparare, aveva una mente molto aperta e il suo modo di fare era tipico del gentleman del sud. Mi sentivo trattata come una principessa. Lo adoravo, lo amavo davvero tanto.

C'è una storia molto commovente riguardo Martin Luther King...
Sì. Fu la settimana in cui Martin Luther King venne assassinato. Mi ritrovai ad interpretare uno dei ruoli della mia vita, incontrare e lavorare con Elvis Presley, con quella tragedia che si vedeva in televisione. Ha pianto come un bambino quando ha saputo dell'assassinio di M.L. King.
Per Elvis rappresentava una parte dell'integrazione della comunità nera e sapeva che avevano un fratello in lui. Mi disse che si sentiva accettato dalla comunità nera e che loro lo vedevano come l'unico cantante bianco che sapeva cantare con l'anima. E noi sappiamo che questo è vero. E' stato un momento molto triste per entrambi.

C'è qualcosa di particolare che ricordi durante quei pranzi insieme?
Ricordo quello che mangiavamo a pranzo. Lui mi chiedeva: "Cosa vuoi per pranzo oggi, Celeste?" e io gli rispondevo: "Qualsiasi cosa che prendi tu".
Questo è un grosso errore con Elvis. Non avresti mai voluto mangiare quello che Elvis mangiava. Lo mettevano a dieta, una dieta molto rigida. Mangiavamo delle polpette di hamburger che sembravano dischi per giocare a hockey e degli orribili piselli verdi, oppure dei pomodori affettati. Non posso crederci di aver mangiato quella roba. Ma Elvis era bellissimo e non so se le persone si rendano conto di quando Elvis era bello. Il suo profilo sembrava quello dei romani che si vedono sulle monete. Aveva dei bellissimi occhi blu. Nel 1968 era veramente bellissimo.

Non ti ha mai parlato di voler lavorare il ruoli con più sostanza?
Oh sì. Si sentiva molto represso in quello che stava facendo. Non penso credesse veramente che ci fosse qualcosa di più che potesse fare musicalmente sullo schermo. Comunque gli è piaciuto lavorare in ‘Live A Little, Love A Little’, o almeno così è sembrato. Era un film moderno a quel tempo. Era una commedia sofisticata e penso l'abbia apprezzata. Abbiamo trascorso un bel periodo.


Pensi che il Col. Parker l'abbia limitato da ruoli migliori?
Sì, lo penso. Elvis aveva molto talento. Ricordo che sul set ogni tanto cantava e suonava, improvvisando. Penso che Elvis avrebbe potuto essere un grande attore, uno dei più grandi dei nostri tempi. Non ho mai incontrato il Col. Parker, ma ho la sensazione che Elvis si sentisse soffocato da tutto quel controllo su di lui.

Quando è stata l'ultima volta che hai visto Elvis?
L'ultima volta che l'ho visto di persona è stato sempre nel 1968. Abbiamo parlato ed è stata quella l'ultima volta che l'ho visto.

Per quale motivo pensi che Elvis sia ancora così famoso?
Posso dirti ciò che è stato per me. Io sono cresciuta con lui. Ho visto la sua prima performance all'Ed Sullivan Show, anche se mia madre, che ora ama Elvis, a quel tempo era scandalizzata dal soprannome "Elvis The Pelvis". Sono cresciuta con lui e quando l'ho incontrato non riuscivo a credere a quanto carisma avesse e quanto fosse simpatico. Lui amava le persone, era molto affettuoso, gentile e generoso. Non dimenticherò mai di aver trascorso del tempo con Elvis. Era una persona molto preziosa. Questi sono i miei sentimenti.
Ma, sicuramente, lui è ricordato per la sua musica, la sua leggenda, la sua generosità e Graceland. Non penso che tutti abbiano mai apprezzato la sua capacità come attore. Se la sua vita non fosse stata controllata in quel modo, avrebbe potuto scegliere personalmente il materiale su cui lavorare, piuttosto che fare un film dietro l'altro. Se così fosse stato, ora sarebbe ricordato come Marlon Brando o Al Pacino.