INTERVISTA A JOE ESPOSITO - LARRY KING SHOW 2002

Questa intervista è stata rilasciata da Joe Esposito ad Agosto 2002 al "Larry King Live".
Molti anni fa, nel nostro forum http://www.grazielvis.it/forum2/index.php era stata pubblicata una versione parziale dell'intervista. 
Questa è la versione integrale!
Joe Esposito è morto il 23 Novembre 2016.





Come hai conosciuto Elvis?
Facevo il servizio militare con lui. Ero con lui a Chicago. Sono stato arruolato nel suo stesso periodo. Mi ha seguito a Fort Hood, Texas, e poi in Germania.

Ma dove vi siete veramente incontrati?

L'ho conosciuto in Germania.

Non l'hai conosciuto a Fort Hood?

No. Lo vedevo, ma non ho mai avuto contatti con lui.

Avete fatto l'addestramento di base là.

Sì, l'addestramento di base.

Era il più famoso soldato dell'esercito, giusto?

Assolutamente.

Come è avvenuto il vostro incontro in Germania?

Un mio amico mi disse che durante il week end avrebbero fatto una partita di ‘touch football’ con Elvis e che avevano bisogno di altri giocatori. Mi chiese se volevo partecipare. Ed è così che iniziò tutto quanto. 

E tu, durante la sua carriera artistica, hai trascorso moltissimo tempo con lui. Eri molto impegnato nella sua carriera?

Beh, successe che, prima che lasciassimo il servizio militare, mi chiese cosa avrei fatto una volta fuori dal servizio militare. E io avevo un lavoro in un ufficio a Chicago. E lui mi disse: "Perchè non vieni a lavorare per me?". E io dissi immediatamente di sì. E fu così che iniziò la carriera con Elvis.

Lui ora avrebbe 67 anni.

67, sì. Avrebbe precisamente 67 anni ora.

E' circa la tua stessa età?

Io ne ho 64. Ero più giovane di 3 anni.

In Germania, com'erano le partite di ‘touch football’?

Erano meravigliose. Avevamo un campo regolamentare. Non era un vero campo da football, solamente un campo e abbiamo trascorso dei bei momenti.

Era un soldato come gli altri? Voglio dire, si alzava alle 5 del mattino?

Lui lavorava molto più duramente di me.

Veramente?

Io non ero sorvegliato. Lavoravo in ufficio, mentre lui era fuori nel fango come tutti gli altri. Ha lavorato come qualsiasi altro soldato e l'ha fatto con fermezza perchè veramente non voleva che la gente dicesse che ha avuto agevolazioni. Ha veramente lavorato sodo!

Come ho detto ad altre persone, non ho mai sentito parlare male di lui.

E' vero. Le persone che lo conoscono, che l'hanno incontrato, non parleranno mai male di lui. Solo le persone che non lo conoscono lo fanno. Per questo ho fatto questo DVD. ("Elvis: His Best Friend Remembers")

Di cosa parla il DVD?

Sai, sono passati 25 anni dalla morte di Elvis. Tre anni fa Terry Maloney mi propose l'idea di fare questo DVD in cui racconto la mia vita con Elvis e nel quale si possono vedere fotografie della mia collezione personale. Così ho pensato di farlo. Si vedranno fotografie di lui in vacanza, o durante la produzione di film, o dietro le quinte degli spettacoli, e altro...Parlo della mia vita con lui, di lui come persona.

Eri presente quando conobbe Priscilla?

Sì, c'ero.

Dove accadde?

A casa, in Germania. Lei era la figlia di un capitano dell'aviazione e vivevano a Wiesbaden, in Germania.

Lei aveva solo 14 anni, giusto?

Sì. Noi non lo sapevamo. Ne dimostrava 16.

Quale fu l'occasione dell'incontro?

Un ragazzo dell'aviazione era nostro amico. E portò Priscilla a casa di Elvis per farglielo conoscere. Lei arrivò, ed eravamo noi ragazzi con alcune ragazze. E sulla porta apparve questa bellissima ragazzina, con un vestito alla marinara. Non dimenticherò mai quel giorno. Elvis le andò incontro immediatamente, si presentò ed iniziarono a parlare. E da lì iniziò tutto.

Quando Elvis scoprì la sua età?

Probabilmente quella sera.

Quanti anni aveva Elvis allora?

Ne aveva 24. Ma non ebbe mai paura di questa differenza di età.

E dei genitori che mi dici?

Loro penso si siano invece impauriti un po', specialmente il padre di Priscilla. Sai, era un uomo buono, ma un uomo dell'esercito. Così fece un mucchio di domande su di lui. Parlò molto con Elvis ed ebbero sempre un buon rapporto. Elvis disse che non avrebbe dovuto preoccuparsi, che non avrebbe mai ferito in nessun modo sua figlia.

Ti piace Priscilla?

Sì, molto. 

Dove avvenne il matrimonio?

Il matrimonio avvenne a Las Vegas, all'Aladdin Hotel.

Dopo il servizio militare?

Sì, dopo il servizio militare, nel 1967.

Quindi lui rimase in contatto con lei dopo il suo ritorno dalla Germania?

Sì, quando tornò dalla Germania rimasero in contatto, le telefonava. E intorno al 1962 lei venne a fargli visita. Lui promise al padre che l'avrebbe portata a vedere posti come Hollywood. Ed io ero là il giorno in cui arrivò. Andai a prenderla all'aeroporto e la portai a casa. E lei era così felice! Sai, il suo primo viaggio ad Hollywood, specialmente con una star come Elvis.

Quale era il tuo lavoro?

Nei primi anni, nel periodo di Hollywood ero praticamente il suo braccio destro. Mi occupavo di vari dettagli, e un sacco di volte mi assicuravo che si alzasse in tempo per andare in studio.

Altre cose?

Road manager.

Grande lavoro.

Sì, sì!

Come fu il matrimonio?

Il matrimonio fu grandioso. Veramente. Ero veramente orgoglioso di essere uno dei testimoni.

E' stato un matrimonio felice per un po' di tempo?

Sì, penso di sì. Molto.

La giovane età di lei creò problemi?

Non penso sia stata l'età. Non eravamo bravi ragazzi.

Facevi parte anche tu della Memphis Mafia?

Sì, ero uno di loro.

Loro ti considerano tale, anche se tu non sei di Memphis e del sud?

Sì. Ero l'unico yankee del gruppo.

Ti ha mai spiegato cosa era per lui il tradimento?

No, non lo spiegava. Lo faceva soltanto. Il problema era che tutti noi lo facevamo.

Tradivate le vostre mogli?

Sì. Io ho anche divorziato, più o meno nello stesso periodo in cui divorziò Elvis.

Perchè Priscilla non lo sopportò più? 

Sai, probabilmente lei non voleva ammetterlo, non voleva rendersi conto. Ma ha sopportato per un lungo periodo di tempo, finchè non è stata più disposta a farlo. Ecco perchè divorziarono.

Dopo quanto tempo è nata la loro figlia?

Nove mesi dopo il matrimonio. Esattamente nove mesi dopo! Complimenti all'Aladdin!

Quindi probabilmente non hanno avuto rapporti prima del matrimonio?

Assolutamente no! Nessun rapporto.

Per rispetto al padre di lei?

Esattamente.

Che tipo di padre era Elvis?

Era un buon padre. Elvis amava molto i bambini e gli animali. Anche quando ho avuto le mie due figlie, Debby e Cindy, era solito giocare con loro. E quando nacque Lisa, era un padre innamorato. Amava viziare sua figlia.

Sei andato a vedere tutti gli spettacoli?

Oh sì! Sono stato presente ad ogni sua esibizione dal 1960 fino alla sua morte.

Non ti sei mai stufato?

Mai!

Quanto era bravo come artista?

Il migliore. Assolutamente il migliore. Non aveva una scaletta per lo show. Aveva l'apertura e la chiusura, ma quello che faceva nel mezzo dello spettacolo era ciò che gli passava per la testa. Aveva una certa routine, ma la poteva cambiare nel bel mezzo dello spettacolo. “Facciamo questa canzone, facciamo quella canzone”. Era a suo agio sul palco. Amava esibirsi.

E anche incredibilmente generoso.

Sì. Certamente un uomo molto generoso. Ha sempre detto che voleva condividere la sua ricchezza con gli amici e anche sconosciuti.

Pagava bene?

La paga era buona, ma ricevevamo un sacco di premi. Alla fine di ogni tour ricevevamo un bonus. E facevamo circa 10 tour all'anno.

Era così generoso anche il Col. Parker?

Non così, ma lo era. La gente non lo sa, ma ha donato a molte organizzazioni di carità. Ma era anche un uomo d'affari e il denaro era molto importante per lui.

Elvis ha perso il contatto con il mondo esterno?

Sì, definitivamente. Tutti noi l'abbiamo perso stando vicino a lui. Avevamo solo il nostro piccolo gruppo.

Guardava molto la televisione?

Sì, molto. Ascoltava tantissima musica. Amava tutta la musica. Opera, gospel, country, rhythm and blues.

Come è iniziato il rapporto con i farmaci?

Beh, sai, in questo mondo (dello spettacolo) tutti noi veniamo a contatto con certe cose. Lavoravamo sodo, facendo film e, tanto per cominciare, Elvis soffriva di insonnia. Non riusciva a dormire, aveva un problema veramente grave. Così iniziò a prendere sonniferi per poter riposare.

So che andavate a dormire molto tardi.

Sì, intorno alle 6 del mattino. Elvis doveva dormire per poi svegliarsi per lo show successivo, ma quando si svegliava si sentiva inebetito dall'effetto del sonnifero, e qualcuno gli disse: "Ehi, prendi questa! Ti sveglierà!". Così iniziò a prendere anche farmaci per svegliarsi. Tutti noi lo facevamo.

Era sotto anfetamine e sonniferi...

Tutto il giorno. Finchè alla fine aveva bisogno di dosi sempre maggiori.

Ha fatto uso anche di droghe più pesanti? Come la cocaina?

No, non ha mai fatto uso di cocaina, che io sappia. Davanti a me almeno non l'ha mai fatto.

Eroina?

No, mai.

Marijuana forse?

La marijuana l'abbiamo usata qualche volta. Avrei preferito avesse fatto uso di quella piuttosto che delle altre cose.

Molti diversi medici gli prescrivevano farmaci?

Questa è una delle cose che succede quando sei una grande star: puoi avere tutto quello che vuoi. Non c'erano cose che si potevano rifiutare ad Elvis.

Lui aveva un medico a Memphis e a Las Vegas...

A Las Vegas; e se un medico non gli dava ciò che voleva, si rivolgeva a qualcun'altro.

Ed era in grado di esibirsi mentre prendeva farmaci?

Sì.

Questi sono tutti farmaci da prescrizione medica. Non si è mai spostato verso droghe illegali?

No, che io sappia no.

Cosa mi dici del mutamento del peso?

I mutamenti del peso erano dovuti perchè Elvis mangiava porcherie. Era una di quelle persone che mangiava per depressione. Ha mangiato hamburgers ogni notte per un lungo periodo di tempo. Gli piacevano i cibi fritti, tipici del sud. Ed era portato ad ingrassare. E quello era un problema. Iniziò così ad ingrassare.

Era molto depresso?

Sì, specialmente negli ultimi due anni della sua vita. E' anche uno dei motivi per cui ho voluto fare questo DVD: voglio raccontare questa storia. Perchè la gente non si rende conto di cosa vuol dire essere una grande star, arrivare a 40 anni a quel tempo. Era come essere vecchi. E ci fu una fotografia su un giornale, non ricordo se ‘Life’ o ‘Look’, che diceva: ‘Grasso e quarantenne. Buon compleanno, grasso e quarantenne Elvis’. 
Questa è una cosa terribile da dire a chiunque. E questo è ciò che successe a lui. Un po' alla volta, cosa fai? Se sei depresso cerchi un modo per stare meglio, come una persona che beve, si prende qualcosa da bere. Lui prendeva pillole.

A quel tempo non c'erano antidepressivi...

Esattamente. A quel tempo se finivi in quella trappola, finivi a pezzi.

Quindi, il pubblico generalmente non conosce questi fatti?

No.

Al momento della sua morte, il Dr. Nick, suo medico personale, fu accusato di prescrizioni eccessive di farmaci, giusto?

Esatto.

Ha perso la sua licenza medica.

Sì, per un po' di tempo, sì.

Prendevate anche voi le stesse pillole?

Sì. Sono stato dipendente dai sonniferi anch'io per molto tempo. Prendevamo le stesse pillole perchè facevamo le stesse cose insieme. Quando stai con Elvis, stai con lui 24 ore al giorno. Fai tutte le cose insieme: vacanze, viaggi, tutto quanto insieme.

Non ha mai provato a combattere il problema della dipendenza?

Sai, quello che è sorprendente di lui, è che so che se avesse voluto sarebbe riuscito a smettere solo con le sue forze, perchè c'erano periodi in cui non prendeva nulla, e questi periodi duravano per molto tempo.

Quindi avrebbe potuto smettere?

Sì, se avesse voluto. Sai, c'è un sacco di gente che ci ha detto: "Perchè voi ragazzi non fate qualcosa?". Noi non potevamo fare proprio un bel niente se non era lui per primo a volerlo.

Dove trascorreva le vacanze?

Hawaii, moltissimo alle Hawaii. Anche ad Aspen un paio di volte. Ma le Hawaii erano il suo posto preferito. Si rilassava moltissimo mentre era là. La sua ultima vacanza (Marzo 1977) alle Hawaii fu bella: ha giocato un po’ a football sulla spiaggia, ha preso il sole.

La sua carriera ha avuto anche dei momenti di declino, giusto?

Sì. Negli anni 60, per il fatto che doveva cantare tutte quelle colonne sonore per tutti quei film, le sue vendite non andarono bene come avrebbero dovuto. Poi, come sai, c’è stata l’invasione dei Beatles e creò abbastanza problemi.

Al momento della sua morte non aveva nessuna canzone in classifica, giusto?

Sai, non lo so. E’ una bella domanda, dovrei controllare.

Ma lui continuava sempre a lavorare…

Sì, sempre…

A Las Vegas fece degli spettacoli memorabili, vero?

Assolutamente. Nessuno ha mai eguagliato Elvis in quanto a pubblico a Las Vegas.

Sempre all’Hilton?

All’inizio fu all’International Hotel, il quale poi venne venduto a Baron Hilton. Quindi era stesso lo stesso hotel.

Amava lavorare?

Elvis amava stare sul palco, amava sentire l’amore del pubblico e amava cantare. Stava seduto al piano per ore a casa sua a suonare e cantare.

Che rapporto aveva con i soldi?

Pessimo, davvero pessimo.

Comprava un sacco di macchine?

Una volta acquistò 13 macchine, acquistò un ranch. Lui era fatto così. Una volta eravamo a Denver, in Colorado. Acquistò alcune macchine a Denver. Un dj venne a sapere di questa storia il giorno dopo e disse: “Elvis se sei lì, vorrei avere anch’io una macchina nuova”. Il giorno dopo quel dj si ritrovò con una Cadillac nuova.

Non andò mai in fallimento?

Che io sappia no.

Trovava sempre una fonte per fare soldi?

Sempre. Suo padre si lamentava per le sue spese, ma lui gli rispondeva: “Papà non preoccuparti, se avremo bisogno di più soldi, farò più soldi”.

Elvis è morto il 16 Agosto 1977. Dov’eri tu quel giorno?

Ero a casa sua, a Graceland. Ci stavamo preparando per partire per il nuovo tour.

Stava bene quel giorno?

Parlai con lui la notte precedente. Stava bene. Gli chiesi se aveva bisogno di qualcosa.

Per dove stavate partendo?

Ci stavamo recando a Portland, nel Maine. Dovevamo partire alle 7 di quel giorno e avremmo fatto lo spettacolo il giorno seguente.

Aveva un jet privato?

Avevamo il jet privato, chiamato ‘Lisa Marie’. Quel pomeriggio ero a casa sua. Avrei dovuto svegliarlo verso le 4 per prepararsi alla partenza. Ma la sua ragazza chiamò attraverso il citofono interno.

Non era Linda. Era una nuova ragazza.

No, era una ragazza che si chiama Ginger Alden. Aveva trovato Elvis svenuto nel bagno. Così corsi su per le scale e andai nel bagno, e lo vidi steso sul pavimento, e….

Era andato in bagno?

Era in bagno a leggere un libro. E questo è ciò che è successo…

Ti ricordi che libro era?

Mi sembra fosse "The Shroud Of Turin" o qualcosa del genere. L’aveva ancora tra le mani.
Comunque, girai Elvis e nel momento in cui lo toccai, capii che era morto. Presi il telefono e chiamai un’ambulanza. Salii sull’ambulanza con Elvis, Charlie Hodge e il Dr. Nick. Andammo all’ospedale e venne portato subito nella stanza di emergenza. Noi aspettammo in sala d’attesa.

Ma tu sapevi già che era morto?

Sì. Speravo ci fossero ancora possibilità, ma sapevo che non c’era niente da fare.

Quale fu la tua prima reazione? Elvis aveva 42 anni…

Sai, è stato come se non me ne fossi reso conto da subito. Come se avessi avuto un blocco nell’accettarlo. Ma è stato terribile, davvero terribile. Eravamo molto amici e abbiamo trascorso moltissimo tempo insieme. E lo considero il mio migliore amico. E’ così, quando perdi qualcuno con cui hai trascorso così tanto tempo…ho pensato che la mia vita fosse finita in quel momento. Lisa Marie era in visita a Graceland in quei giorni.

Quanti anni aveva?

Aveva 9 anni e chiamò Linda. Poi dovetti chiamare Priscilla per informarla.

Come reagì?

Andò fuori di testa quando glielo dissi.

Lei lo amava ancora?

Sì, sicuramente. Ma subito si preoccupò per Lisa e mi disse: “Come sta Lisa?” . Le dissi di non preoccuparsi, che Lisa Marie stava bene. Chiamai anche il Colonnello Parker e gli comunicai la notizia.

Chi diede l’annuncio alla stampa?

Avrebbero voluto che lo facessi io, ma non ce l’ho fatta.

Perché?

Non ci riuscivo. Me lo chiesero, dissi che l’avrei fatto, ma poi, emotivamente, non ci sono riuscito. Fu un giorno della mia vita che non scorderò mai.
E non scorderò mai nemmeno le migliaia di persone che gli resero omaggio da tutto il mondo per il suo funerale.

Per il funerale c’erano delle limousine bianche, giusto?

17 limousine bianche perché il colore preferito di Elvis era il bianco. Suo padre ci disse che dovevamo trovarle bianche. Sono arrivate da ogni parte del Paese.

Quale è stata la causa della morte? Quale è stata la diagnosi finale? Attacco di cuore?

Il suo cuore si è fermato. Semplicemente questo. Il cuore si è fermato.

Qualche legame con la droga?

Dicono che ci siano legami con la droga, ma io penso che sia dovuto al suo stato di salute. Non mangiava in modo sano.

Problemi di peso?

Variazione continua di peso, aveva problemi al cuore, la pressione alta. Le persone non si rendono conto. Se si guarda alla sua famiglia dal lato materno, sono tutti morti in giovane età. Erano tutte persone portate ai vizi. Un paio di suoi cugini sono morti per overdose di droga, sua madre beveva parecchio.

Era in cura medica per la pressione alta?

Assolutamente sì. Era sotto farmaci perché aveva anche un glaucoma in un occhio per questo motivo. Inoltre aveva problemi intestinali.

Non lo sapevamo…

Infatti, nessuno ne parla. Ma tutte quelle medicine non lo aiutavano, perché Elvis pensava che se una pillola fa bene, due pillole fanno ancora meglio. Ma tu sai che non funziona così.

Cosa pensi di tutte quelle storie riguardo la sua morte?

Sul fatto che sia ancora vivo, intendi? Sai, queste cose mi fanno davvero arrabbiare. Le reputo assolutamente stupide. Il ragazzo è morto.
Non posso credere a quelle storie riguardo al fatto che non fosse lui nella bara. Fanno male ad un sacco di fans che vogliono ancora credere che sia vivo. Ricevo lettere nelle quali trovo scritto: “Per favore, dì ad Elvis che lo so che è vivo, che gli voglio bene e lo saluto”. E’ molto triste tutto ciò. Le persone vogliono fare soldi su queste storie. Questo è il problema.

Cosa hai fatto al funerale?

Ero uno di coloro che portava la bara. Devo ringraziare tutti i ragazzi che hanno lavorato alla sicurezza e tutte le persone che ci sono state vicino. E’ stato un enorme lavoro.

Quanti giorni dopo la morte di Elvis è avvenuto?

Tre giorni. Ci siamo tutti seduti e ci siamo detti che quella era l’ultima performance di Elvis. Dovevamo assicurarci che andasse tutto bene. Abbiamo lavorato tutti duramente. E’ stato incredibile come le cose siano andate lisce con tutte quelle persone là fuori.

Il corpo venne mostrato, giusto?

Sì. Suo padre volle assicurarsi che tutti potessero dire addio ad Elvis. E migliaia di fans arrivarono per ore e ore.

Alla stampa non fu permesso però…

No, la stampa no.

Il "National Enquirer" ha delle fotografie però…

Sì, hanno pagato un sacco di soldi ad uno dei suoi cugini per introdurre una macchina fotografica e fare una fotografia.

Che hai fatto dopo?

Circa 3 mesi dopo mi resi conto che non ci sarebbe stato più nessun tour, e andai in depressione, una depressione che durò per molto tempo. Ancora oggi mi manca, davvero.

Elvis è stato il primo ribelle del rock’n’roll, giusto? Andava controcorrente…

Certamente! A quel tempo le canzoni erano carine, ma niente di speciale. Penso che i giovani stessero cercando qualcosa.

Lui ha cambiato la musica.

Lui ha cambiato la musica, ha cambiato la storia.

E come anche i Beatles hanno detto, lui ha influito su di loro.

Sì, come disse John Lennon: "Se non ci fosse stato Elvis non ci sarebbero stati i Beatles". 
Ho incontrato molte star, e tutti dicono la stessa cosa. Elvis ha influenzato tutti. Anche i ragazzi giovani oggi.

Quando sei tornato dalla Germania, ha iniziato a girare. Quale è stato il primo posto dove ha lavorato?

La prima cosa che abbiamo fatto è stato andare allo show TV di Frank Sinatra a Miami. E’ stato davvero eccitante. Elvis era davvero nervoso. Si può vedere benissimo che era nervoso.

Sembrava stesse benissimo…

Beh, sai, stare nell’esercito ti mette in forma.

Ricordi il nome di quello show?

"Welcome Home Elvis".

Lui ha cantato una canzone di Frank e Frank ha cantato una delle sue. Frank cantò "Love Me Tender".

Esatto, esatto. Io ero così eccitato. Sai, per me era la prima volta…

Elvis cantò "Witchcraft".

Esattamente. E’ stato fantastico. Una volta Frank, quando Elvis arrivò alla ribalta, disse cose spiacevoli su di lui.

L’aveva messo in ginocchio.

Esattamente. Ma una volta che incontri Elvis, le cose sono totalmente diverse, e improvvisamente ti ritrovi ad apprezzarlo perché c’è una bella differenza tra ciò che la gente dice riguardo ad una persona e…

A Frank piacque molto?

Oh sì.

Ed iniziò ad apprezzare la sua musica. Quale fu la prima volta in cui avete lavorato davanti ad un pubblico pagante?

Pubblico pagante? Non fino al 1969, quando arrivammo all’International Hotel.

Ha inaugurato lui l’hotel?

No, non l’ha inaugurato lui. E’ stata una mossa furba. Barbra Streisand lo fece. Noi eravamo il secondo gruppo. Abbiamo lasciato che fosse lei a ‘districare i nodi’.

Quello fu il primo concerto a pagamento. Elvis ha fatto anche opere di carità?

Sì. Abbiamo lavorato per diversi motivi su questo argomento. Una volta alle Hawaii per l’"Arizona Memorial", e anche nel periodo in cui girava film.

Com’erano le persone nei suoi confronti?

Incredibili. La gente urlava, sveniva…Era incredibile per me vedere tutto questo.

Lui come reagiva?

Non si capacitava. Non capiva perché. Diceva: "Non capisco perché. Perché la gente fa questo per me?". Elvis aveva questo effetto sulle persone perché aveva una bellissima voce, cantava con emozione e sentimento e loro lo sentivano. E qualsiasi persona che l’ha visto dal vivo sul palco, aveva l’impressione che stesse cantando appositamente per quella persona, non per 20.000 persone.

Lui suonava anche il pianoforte?

Gli piaceva suonare il piano.

E la chitarra…

Sì, gli piaceva. Ha suonato qualsiasi strumento, ma non benissimo. Gli riusciva facile. Era una di quelle persone con quel tipo di talento.

Com’era per il resto?

Tutt’altra persona. Guardava un sacco di football e la boxe.

Appassionato di sport?

Sì, soprattutto per il football e la boxe.

Praticava il karate, giusto?

Sì, moltissimo. L’ha imparato durante il servizio militare.

Aveva paura di arrivare a 40 anni?

Sì, ne aveva. A quel tempo era il momento della discesa. Oggi come oggi no. Ma a quei tempi, quando arrivavi a 40 anni, iniziavi il periodo di declino. Quindi puoi immaginare cosa pensa una grande star a quel punto…

La morte.

La morte e la vecchiaia. "Come sarò quando avrò 50 anni? Quelle ragazze saranno ancora lì ad urlare per me?" E’ deprimente tutto questo.

Cosa pensi avrebbe fatto Elvis se fosse sopravvissuto e arrivato ai 50 anni?

Beh, penso avrebbe continuato a cantare ed esibirsi. Voleva dirigere qualche film. Era stufo di fare quei film, voleva dirigerli. Avrebbe voluto fare film d’azione e commedie. Lui adorava le commedie. Quindi avrebbe fatto questo e molto altro, ma non avrebbe smesso di esibirsi sul palco finchè avesse potuto.

Quindi anche oggi pensi starebbe lavorando?

Sì, avrebbe fatto come Frank Sinatra, che non ha voluto fermarsi.

Tutti quei vestiti che indossava, li sceglieva lui?

Sì. Succedeva che lo stilista faceva dei disegni e lui sceglieva questo o quello. Talvolta presentava lui stesso delle idee allo stilista. Quando fece il concerto dalle Hawaii aveva l’aquila americana sul costume perché era molto patriottico e sapeva che sarebbe stato visto da tutto il mondo.

Cosa ricordi dell’incontro con Nixon?

Non c’ero. Ne ho saputo qualcosa solo dopo che è avvenuto. L’ha tenuto nascosto a tutti, tranne ad un paio di persone.

Lo sai che alla "Nixon Library" l’immagine più venduta è quella di Elvis con Nixon?

Oh sì, ci credo.

Elvis ha avuto alcune relazioni con persone famose, tra cui Ann-Margret. Ann lo ha ammesso. Lei era innamorata di lui, giusto? Lui amava lei?

Sì, hanno avuto una storia d’amore molto forte, durata circa un anno e mezzo. Erano molto simili e molto divertenti. Ridevano moltissimo quando stavano insieme e hanno passato un bel periodo. Ma sai, non poteva funzionare. Lui non voleva una moglie che fosse nel mondo dello spettacolo; lui voleva una moglie che restasse a casa a badare ai bimbi.

Pensi si sarebbero sposati se lei avesse accettato questo?

Non ci ho mai pensato, ma forse…Chi lo sa…Non lo sapremo mai.

Non si è mai risposato…

No, mai.

Voleva? Ne ha mai parlato?

Non ha mai parlato dell’idea di volersi risposare. Avrebbe voluto avere più figli, ma non è mai successo.

Sei rimasto in contatto con Lisa?

Sono più in contatto con Priscilla. Lisa ha il suo gruppo di persone più giovani. Loro non amano stare con i vecchi.

Come sta Priscilla?

Priscilla sta bene. Ci incontriamo occasionalmente, parliamo. Le ho viste a Memphis quest’anno in Agosto.

Cosa succede là in quel periodo?

Ci sono un sacco di manifestazioni. Moltissimi tributi ad Elvis. Durante il 25° anniversario ho visto un sacco di persone che non vedevo da molto tempo. Si sono ritrovate nuovamente e hanno reso omaggio ad Elvis, andando sul palco e parlando di lui.

Parlaci del suo rapporto con i suoi genitori. Prima di tutto con sua madre.

Era molto attaccato a sua madre. Lui nacque gemello e il gemello nacque morto, così sua madre riversò tutto l’affetto su di lui, non potendo più, tra l’altro, avere altri figli. Si prendeva cura di lui e non lo lasciava uscire a giocare molto.

Quanti anni aveva quando è morta?

44 anni. Per problemi di fegato.

Elvis come l’ha presa?

Malissimo. Era in servizio militare in quel momento. L’ha distrutto la morte di sua madre. Era una persona molto sensibile e la morte di sua madre l’ha devastato. Infatti, molto difficilmente parlava di lei dopo la sua morte.

Il rapporto con suo padre?

Buono. Erano molto legati. Amava suo padre, ma era più legato alla madre.

Parlaci di Graceland.

Graceland l’aveva acquistata per sua madre. Era molto importante per lui. E’ un bellissimo luogo. Amava starci.

E’ vero che aveva uno scimpanzé?

Sì, Elvis amava molto gli animali. Questo cucciolo di scimpanzé era in vendita ed Elvis decise di comprarlo. Lo adorava. Il suo nome era Scatter.

Lo portò a casa?

Sì, abbiamo costruito un recinto per lui, ma Elvis lo faceva uscire. Aveva dei piccoli vestiti per lui. Lo portava in giro con lui. Era divertente.

Aveva cani e gatti?

Cani, gatti, anatre, polli, cavalli, asini. Amava davvero gli animali.

Parlava spesso del suo peso?

A volte. Ci siamo seduti a parlare con lui. Un sacco di persone gli hanno parlato dicendogli: “Elvis devi tornare in forma. Sei un po’ appesantito”. Lui ti ascoltava, ma a volte non voleva.

Grazie Larry per avermi ospitato nel tuo show.

Grazie a te Joe.