INTERVISTA A SHIRLEY DIEU

Shirley Dieu è stata fidanzata di Joe Esposito per quasi 5 anni ed è diventata parte integrante del gruppo più ristretto di amici di Elvis Presley durante quel periodo.
Shirley e Joe sono rimasti grandi amici fino alla morte di quest'ultimo (avvenuta il 23 Novembre 2016), vivendo entrambi nello stesso complesso residenziale. Joe ha contribuito alla pubblicazione del libro di Shirley - "Memphis Mafia Princess", uscito nel 2014.
In questa lunga ed interessante intervista - rilasciata nel 2014 - Shirley parla di alcuni aspetti del periodo in cui ha vissuto a stretto contatto con Elvis Presley.



Shirley, ci potrebbero essere alcuni fans che non hanno familiarità con il tuo nome. Chi è Shirley Dieu?
Beh, ho appena terminato di scrivere un meraviglioso libro sulle mie memorie dal titolo "Memphis Mafia Princess".
Parla della vita che ho condiviso con Elvis ed il suo entourage nella metà degli anni '70. Io sono la ragazza bionda nelle fotografie scattate sulla spiaggia delle Hawaii, che sta seduta con un Elvis sorridente. Ero la fidanzata di Joe Esposito a quel tempo. Joe ed io abbiamo vissuto insieme per 6 anni, siamo ancora grandi amici. Sono stata abbastanza fortunata da viaggiare con Joe in tutti i tour di Elvis e durante le vacanze, ed ho trascorso molti giorni a Graceland durante gli ultimi 3 anni della vita di Elvis. Elvis era un amico meraviglioso ed è stata una benedizione averlo conosciuto.


Come e quando hai incontrato Joe?
Ho incontrato Joe nel 1974 all'Hilton di Las Vegas. Stavo lasciando lo showroom ed avevo deciso di tornare nuovamente per vedere lo spettacolo. Mentre stavo uscendo, sono stata fermata da un uomo che ho pensato fosse il maitre d'hotel e che mi ha offerto un posto a sedere migliore. Più tardi si è presentato come Joe Esposito.
Dopo esserci frequentati per circa un anno, mi sono trasferita da Joe. Ho conosciuto la sua ex-moglie Joanie, che era una donna straordinaria, ed in seguito, dopo che io e Joe ci siamo separati come coppia, sono diventata amica di Martha, una ragazza che lui ha incontrato e poi sposato. In realtà siamo diventati tutti come una famiglia e siamo sempre rimasti legati. La moglie di Joe, Martha, è mancata da poco e manca moltissimo a me ed a Joe.


Il titolo che hai scelto per il tuo libro, "Memphis Mafia Princess", è intrigante. Per favore raccontaci come l'hai scelto. Quando una donna è trattata come una principessa, credimi che se lo ricorda. La gente si riferiva a noi come la Memphis Mafia. Ho vissuto con quei ragazzi molte settimane in viaggio, in vacanza, a Graceland ed io, come le altre donne, eravamo trattate come principesse da Elvis, come anche dagli altri ragazzi e dai fans. Pertanto il titolo "Memphis Mafia Princess" mi sembrava azzeccato.

Anche nella foto in copertina sembri la Principessa D (Diana). Quale è la storia dietro la fotografia? Non c'è nessuna storia. Questa fotografia è stata fatta nel 1977 e quello è il modo in cui ero allora. Presumo fosse lo stile che si usava allora, sebbene la Principessa Diana fosse solo un'adolescente nel 1977. Non penso che molte persone la conoscessero a quel tempo.
So che non ho sentito parlare di lei finchè non ha sposato il Principe Carlo nel 1981. Ma penso che lei sia una delle persone più meravigliose che siano esistite. Sono onorata di assomigliarle in qualche modo.


"Memphis Mafia Princess" copre gli anni che hai trascorso con Joe a Graceland ed on tour con Elvis.  Ti sei sempre focalizzata solo su quel periodo della tua vita nel libro, oppure hai inizialmente considerato una biografia più ampia? No, in realtà non avevo intenzione nemmeno di scrivere un libro su Elvis. Mi sono svegliata una mattina ed ho sentito lo Spirito Santo che mi spronava a scrivere. E' stata una sensazione talmente forte! Ricordo che dicevo a me stessa: "Oh, cavolo, okay, okay, lo farò". Mi ci sono voluti 4 anni per completarlo a causa di una malattia, oltre al fatto di averlo dato e poi ripreso da molti editori e agenti che volevano controllare quello che avevo detto. Ho deciso di pubblicarlo da sola (che è molto costoso) piuttosto di mettere a repentaglio la mia storia per quello che era.
Ho scritto "Memphis Mafia Princess" in modo da poter condividere com'era vivere nel mondo di Elvis negli anni '70, e non quello che alcuni editori hanno pensato che fosse o devono aver pensato che fosse per vendere più libri. Questo libro non è stato scritto per profitto, è stato scritto per amore ed è stato scritto per i fans di Elvis.


Quale è stata la tua impressione di Elvis la prima volta che l'hai incontrato?
Era un uomo molto gentile e divertente. Era il centro dell'attenzione e sembrava gli piacesse che fosse così. Cercava sempre di essere divertente o di dire qualcosa di intelligente.
I ragazzi intorno a lui lo adoravano. Le celebrità che erano nella stanza avevano soggezione di lui. 


Hai visto Elvis cambiare sempre di più man mano che lo conoscevi e se sì, sotto quali aspetti? Ovviamente mi sentivo sempre più a mio agio con lui man mano che passava il tempo. Gli ho sempre voluto bene come ad un fratello. Era abbastanza vecchio per essere mio padre, ma non lo vedevo poi così tanto più vecchio di me. Era molto simile ad un adolescente.
Avevo circa 20 anni quando l'ho incontrato ed entrambi eravamo spiriti liberi. Forse non allo stesso livello intellettualmente, ma certamente allo stesso livello nel desiderare di goderci la vita.


Come descriveresti la vita a Graceland?
Era totalmente diversa da come è adesso. Ci sono tornata circa un mese e mezzo fa. Non andavo là da quando ho testimoniato per Lisa e Priscilla nel calvario nel quale abbiamo dovuto difendere l'azienda dalla causa della famiglia Alden nel 1982.
Era la seconda volta che andavo a Graceland dalla morte di Elvis. Non mi è piaciuta. Mi mancavano tutte le cose che se ne sono andate dalla casa. Soprattutto la nostra famiglia.
Dico questo perchè eravamo come una famiglia. La zia Delta, le cameriere gentili, la nonna silenziosa, il dolce Vernon, Lisa e la sua piccola amica Laura. E ovviamente Elvis e tutti i ragazzi. Era così diverso. Molto triste.
I nuovi impiegati "Guide del tour" a Graceland non avevano idea di come fosse realmente.
I mobili su cui una volta stavamo seduti erano vietati ed il grande schermo del televisore, che abbiamo tutti guardato nella tana, non c'era più.
Quando era una casa, potevi sentire l'odore del cibo cucinato e potevi sentire il calore, potevi sentire le risate, tutti erano pieni di allegria e tutti ci conoscevamo e ci volevamo bene, ma ora non c'è più niente.
Graceland per me ora è lontano da quello che era. Non potrà mai essere la stessa cosa.


Cosa ricordi maggiormente dell'essere on tour con Elvis?
L'aereo e tutto il divertimento che abbiamo avuto. Come potevamo camminare fino alla cabina di comando e dire "Ciao Elwood, non siamo ancora arrivati?", "Hi Ron, com'è il tempo?" Erano fantastici!
Carol, l'hostess, era meravigliosa. Gli hotel potevano essere stravaganti, oppure potevano essere come un motel alcune volte. Non lo sapevamo finchè non arrivavamo.
I fans ci facevano sempre sentire speciali ed abbiamo trascorso dei momenti bellissimi.
Qualche volta, se stavamo in una città per più di un giorno, i ragazzi giocavano a baseball se c'era un campo nei paraggi. "I ragazzi" che le donne guardavano. Ci divertivamo a guardarli.
Cenavamo sempre in elegantissimi ristoranti. Le cene erano solitamente favolose.
Elvis lavorava duramente, ma gli piaceva davvero. Mi veniva da ridere perchè c'erano fans che chiedevano: "Dov'è la festa?". Non c'era nessuna festa nei tour, a meno che non ci mettessimo a girovagare nelle rispettive stanze a chiacchierare oppure a giocare a backgammon.
Non posso parlare per i componenti della band perchè, solitamente, stavano ad un piano differente o in un hotel diverso.
Andare in tour era un lavoro e, solitamente, entravamo ed uscivamo da una città così velocemente da non riuscire nemmeno a ricordare dove eravamo.
I cambiamenti di orario erano pazzeschi e qualche volta regnava la confusione.
Non bevevamo e non facevamo pazzie, ma come un sacco di gente, dovevamo ogni tanto prendere qualche sonnifero per rilassarci e poter fare una buona notte di sonno.


Tu pali di molti argomenti interessanti nel libro. Per favore raccontaci del "Monopoly Tour" di Elvis. Beh, non mi ero resa conto che tutti gli Stati in cui Elvis si è esibito nel 1976 sono sulla tabella del Monopoly finchè non ho fatto ricerche per il mio libro. Ho creato una linea temporale prima di iniziare a scrivere "Memphis Mafia Princess" ed poi ho sostanzialmente iniziato a scrivere un diario. E' stato allora che mi sono accorta che gli stati in cui Elvis è stato on tour erano, fatalità, gli stessi menzionati sulla tabella del Monopoly.
Sembra qualcosa che il Colonnello sarebbe stato capace di fare, per come lo conosco.
Coincidenza? Può essere, ma è stato certamente ironico.


So che molti fans vorranno sapere della tua visita nel club privato di Hugh Hefner, il PIPS.
E' stato molto divertente. Abbiamo giocato a Backgammon, abbiamo cenato e poi ballato. Ho incontrato molte celebrità. Joe ci andava ogni tanto, ma Mindi Miller ed io ci andavamo spesso da sole. Joe non è mai stato geloso e non aveva ragione di esserlo. Aveva completa fiducia in me ed io non gli ho mai dato motivo per non averne.
Io sono probabilmente la peggiore quando si tratta di sapere chi è chi nell'ambito delle persone famose. Mindi conosceva tutti.
Una volta ho incontrato un famoso commediografo e sceneggiatore degli anni '70, con una nomination agli Academy Awards (Oscar), ossia Neil Simon.
Il suo amico scherzava, dicendo che tentava di diventare uno scrittore; io gli ho augurato buona fortuna ed ho detto al suo amico di smetterla di prenderlo in giro, perchè sarebbe diventato un famoso scrittore un giorno. Oh mio Dio! Mi sono così imbarazzata quando venni a sapere da Mindi chi era veramente e che era già un famosissimo scrittore.


Quali sono i momenti più divertenti che ricordi essendo stata nel gruppo più vicino ad Elvis?
Ne racconto alcuni nel mio libro. Penso che il più divertente sia quando Elvis non smetteva di puntare la sua lingua nel mio orecchio ogni volta che Joe tentava di farci una fotografia alle Hawaii. Elvis non smetteva.
Era divertente anche vederlo imitare gli attori inglesi del film "Monty Python", che stavamo guardando.  Faceva di tutto per essere divertente. Era come il pagliaccio della classe, che cercava sempre di trovare il modo di far ridere tutti.
Se non riusciva a pensare ad un modo per farti ridere, allora trovava un modo per farti sorridere, e quello era il momento in cui iniziava a comprare regali strani.
Non c'era quasi mai un momento di noia. Quando dico che Graceland era piena di risate, lo era sempre, grazie ad Elvis.


Il tuo libro è un caldo e positivo racconto della vita nel mondo di Elvis. Comunque, c'è un incidente di cui parli, in cui sono coinvolti molti componenti della Memphis Mafia. Senza andare nello specifico dell'incidente, ma considerando quello ed altri racconti su come funzionava la Memphis Mafia, è ragionevole dire che c'erano essenzialmente due gruppi all'interno della MM e, nel descriverli, tu potresti etichettare uno come progressista in relazione alle donne e l'altro come di vecchio stampo, maschilista? Purtroppo negli anni '70 gli uomini era per la maggior parte sciovinisti. I ragazzi del gruppo erano tutti molto "vecchio stampo". Come i tempi in cui alle donne non era permesso di giocare a poker con gli uomini, capisci, del tipo "è un gioco da uomini". Ma loro erano anche rispettosi nel non lasciar fare alle donne nessun lavoro. Loro si assicuravano che noi avessimo sempre tutte le attenzioni. Le porte venivano aperte per noi, le sedie venivano spostate dai tavoli da pranzo per noi, ecc...
Ma c'erano alcuni bulli verso la fine. Il loro bullismo andava dal bullismo verso i fans al bullismo verso alcune delle donne e, per questo motivo, sono stati licenziati.  Ovviamente loro non hanno mai ammesso che è quello che è realmente successo
(n.d.r. : ...that was really "What Happened").


Le storie della Memphis Mafia negli anni '50 e '60 fanno pensare che erano un gruppo affiatato che passava molto tempo insieme ad Elvis a Graceland, a Palm Springs e sul set dei films.
Negli anni '70, con la carriera cinematografica di Elvis rimpiazzata da un programma di tour spesso estenuante e la sua salute in declino, sembra che l'affiatamento del gruppo si sia indebolito. Poichè so che tu non c'eri in quei primi tempi, come qualcuno che c'era negli ultimi anni di vita di Elvis, quale è il tuo punto di vista?
 Sai, non l'ho mai visto, fino alla fine. Non ho mai sentito i ragazzi parlare male l'uno dell'altro. Erano come fratelli. Facevamo tantissime cose divertenti, tutto il tempo. Credo che Elvis odiasse la tristezza, odiasse le discussioni, pertanto i ragazzi sembrava si comportassero al meglio delle loro possibilità. Non ho visto nessuna rabbia e non ho sentito nessun pettegolezzo.
Lo so, non era un mondo perfetto, ma ci andava vicino.
Se ci fosse stato Facebook a quel tempo, tutti sarebbero stati licenziati. Elvis odiava il bullismo; chiunque sappia qualcosa su Elvis, sa questa cosa. Penso che sia, probabilmente, il motivo per cui non ho mai visto nessuno litigare o fare bullismo fino alla fine.
E' stato il crollo dell'impero, per come lo vedo.
Personalmente sono stata bullizzata su Facebook da un gruppo, di cui non farò il nome, che dicono di aver voluto bene ad Elvis. Questo è impossibile, perchè se veramente l'avessero conosciuto, avrebbero saputo che questo è esattamente ciò che l'ha distrutto.


Quali sono stati i tuoi sentimenti quando hai saputo che Elvis era morto? Ne sei rimasta sorpresa? Questa è una domanda molto difficile a cui rispondere. Non è qualcosa a cui qualcuno può dare una risposta in un'intervista. Penso che la maggior parte di noi abbia perso una persona cara, e sa quando fa soffrire.
Penso che dire "sorpresa" sia un eufemismo. Devastata è la descrizione più corretta. Piuttosto di spiegarti come mi sono sentita, condividerò con te un estratto del mio libro dal capitolo 24 "Lacrime dal Paradiso":
"Le parole che Joe mi aveva detto in modo disperato erano un eco dentro la mia testa, il mio cuore batteva forte e sentivo il dolore di un cuore spezzato, un dolore che non avevo mai sentito prima. Volevo dire qualcosa a Joe, volevo confortarlo, e volevo che Joe confortasse me. Non riuscivo a parlare. Non sapevo cosa dire. Era come se il mondo avesse smesso di girare. Mi sono adagiata nella mia camera, una stanza che sentivo vuota, una stanza che faceva eco al silenzio". Me lo aspettavo? No, era qualcosa che non avrei mai potuto immaginare.


Nel libro c'è una bellissima foto di te e Joe a metà degli anni '70, a bordo dell'aereo "Lisa Marie". Recentemente, hai associato quell'immagine con una foto di te e Joe a bordo del Lisa Marie nel 2014. Di chi è stata l'idea di fare questo? Mi ricordavo della foto di me e Joe sul Lisa Marie, perchè l'avevo inserita nel mio libro. Stavo parlando con alcuni fans, quando Joe e mio figlio ed alcuni amici si avviarono per vedere l'interno dell'aereo. Nel momento in cui sono arrivata, stavano scendendo dall'aereo. Ho detto loro: "Oh no, aspettate, voglio fare una foto". Ho dovuto trascinarli nuovamente dentro all'aereo per farla. Una volta dentro, immagino abbiano capito maggiormente perchè la volevo. La foto dice tutto.

Puoi descrivere con una parola o due queste persone?
Elvis: Icona
Lisa Marie: In punizione
Vernon Presley: Dolce
Priscilla Presley: Fraintesa
Colonel Tom Parker: Intimidatorio
Joe Esposito: Meraviglioso ed onesto
Billy Smith: Buon marito
George Klein: Divertente
Marty Lacker: Non commento
Jerry Schilling: Rilassato
I fratelli Stanley: Non commento
Linda Thompson: Dolce
Sam Thompson: Intelligente
Ginger Alden: Non commento
Dr. Nick: Gentile

So che sei in procinto di far gestire le vendite di "Memphis Mafia Princess" ad Amazon. Come vanno le vendite del libro? E' travolgente e sono quasi al tutto esaurito. Spero di avere nuovi libri stampati presto. Sto ancora ricreando l'audio-book e spero di avere presto la versione Kindle. Ho un'azienda in cui non mi sto impegnando al massimo ed ho bisogno di tornare ad occuparmene. Pertanto, a causa di tutto il tempo in cui sono stata coinvolta, dovrò probabilmente rivolgermi ad Amazon completamente. Odio fare questo perchè non sarò in grado di autografare i libri, ma non ce la faccio proprio.

C'era stata una risposta molto positiva da parte dei fans a "Memphis Mafia Princess". Questo deve gratificarti molto. Sono felicissima delle meravigliose risposte che ho ricevuto per il libro e ne sono molto grata. E' stato il mio sogno condividere con tutti quanto meraviglioso è stato il tempo condiviso con Elvis. Sono stata veramente spinta dallo Spirito Santo a scrivere questo libro e so che Dio ha una mano su di lui. Ho avuto la sensazione che Elvis fosse lì a sorvegliarmi tutto il tempo per assicurarsi che venisse fatto nel modo giusto. Penso di averlo fatto.

La tua relazione con Joe è finita nel 1979, ma siete rimasti ottimi amici da allora ed entrambi ora abitate nello stesso complesso residenziale. Quante volte ti sei trovata con Joe in questi giorni? Joe ed io ci vediamo praticamente ogni giorno. Sono contenta che abitiamo vicini. Abito anche vicino alla sua famiglia. Mio figlio e mia figlia gli vogliono bene come ad un padre. Joe è una persona molto speciale. E' una  benedizione per me averlo come amico.

Shirley, a parte Elvis, il tuo percorso di vita ha preso molte svolte interessanti, dal lavorare come modella ed attrice, incluso un ruolo ricorrente nello show TV "Fantasy Island" fino ad avere la tua agenzia. Raccontaci di queste esperienze. Amavo fare televisione e la serie "Fantasy Island" (da noi in Italia veniva trasmessa con il nome "Fantasilandia"), ma ho sempre voluto figli, erano il sogno della mia vita. E' stata una benedizione avere un figlio ed una figlia. Ho lavorato duramente tutta la mia vita, mi piaceva il lavoro di produttore; sono stata produttore esecutivo di una compagnia di produzione per circa 13 anni. Mi piaceva fare casting ed avere la mia agenzia.
Niente mi ferma. Mi piace la ginnastica ed ho appena iniziato a fare body building. Odio invecchiare ed intendo combatterlo in tutti i modi. Penso sia importante tenersi in forma. I miei figli sono nello stesso modo. Entrambi amano la ginnastica.
Mi piace ancora Disneyland e non vedo l'ora di diventare nonna uno di questi giorni.
Mi piacerebbe avere una relazione, finalmente, poichè ho messo questo aspetto della mia vita da parte per crescere i miei bellissimi bambini. Penso si possa dire che sono ancora una ragazzina interiormente.


Attualmente ti sposti tra le tue case a Las Vegas ed in California, dove operi con la tua azienda di brockeraggio di auto. E' un'occupazione molto diversa dai tuoi altri lavori. Cosa ti ha attratta di questa attività? Mi sono trasferita più vicino alla mia famiglia all'inizio degli anni '90 ed ho dovuto lasciare il mondo dell'intrattenimento. Quello è stato il momento in cui mi sono imbattuta nel mondo delle auto per la prima volta. Inizialmente ho lavorato sulle vendite ed poi sono entrata nel reparto finanziario di un concessionario di automobili.
E' stato nel 2013 che ho dato inizio alla mia attività, "The Lease Factor" a Beverly Hills. Mi piace moltissimo aiutare gli altri. Quando riesco a far avere al mio cliente l'auto dei suoi sogni e gliela consegno sulla porta di casa per molto meno di quanto l'avrebbe pagata da un concessionario, mi sento felice. Posso farlo via telefono da Las Vegas o da Beverly Hills, sebbene debba rimanere con l'ufficio a Beverly Hills.

Non includendo la tua esperienza nel mondo di Elvis, quale è stato il punto più alto della tua vita fino ad ora? E' facile, i miei due figli Stevo Jacobs e Cally Powell.

Quale è il prossimo capitolo della vita di Shirley Dieu?
Sto tentando di frequentare qualcuno nuovamente, ma sembra sia difficile poichè ho ormai le mie abitudini, come tutti noi. Ed ovviamente mi piace scrivere e mi piacerebbe scrivere un altro libro. Ma mi piacerebbe scrivere su qualcosa di diverso del mondo di Elvis.
Ci sono alcune persone meravigliose là fuori, ma ci sono molte persone confuse riguardo quello che è vero e quello che non lo è, e quando tu scrivi un libro su Elvis, devi stare in quella tana, che ti piaccia o no. Ho pensato di scrivere qualcosa riguardo tutti quei meravigliosi fans che ho incontrato e le loro storie. Ce ne sono di favolose.


Shirley, c'è qualcos'altro che vorresti dire?
Voglio dire grazie a tutti voi che avete letto il mio libro ed a coloro che lo faranno. Spero che lo condividiate con altri, cosicchè anche loro possano sapere chi è era Elvis nei suoi ultimi anni.
Spero anche che le persone rimangano fuori da quei gruppi su Facebook che sembrano creati per rendere tutti ostili. Non è un bel posto in cui stare e ci si dovrebbe pensare bene se si vuole avere una vita felice e positiva.
E per favore ricordate, se qualcuno vi dovesse dire che non siete nessuno, stanno mentendo! Dio vi benedica.

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*** Il libro è in lingua inglese ***