LETTERA KATHY WESTMORELAND - SETTEMBRE 1977

Questa lettera è stata scritta da Kathy Westmoreland in Settembre 1977, un mese circa dopo la morte di Elvis Presley. E' rivolta ai fans, ma allo stesso tempo anche ad Elvis.

Alle più amorevoli e leali persone del mondo, i fans di Elvis.

Lui ha tratto questo amore da voi. Era il più adorabile di tutte le star. Voi, che sentite un grande senso di perdita e di vuoto nei vostri cuori. Ricordate i doni che vi ha fatto. Mi ha detto poco tempo prima di morire "Sono qui per rendere felici le persone. Questa è la missione della mia vita. Sono stato scelto da DIo per fare questo. I momenti più felici sono stati quelli trascorsi sul palco. Non smetterò fino al giorno in cui morirò". Ha mantenuto la parola.
E' stato il primo ad ammettere di essere stato un essere umano con debolezze umane e colpe. Ma sapeva anche di avere dei "doni" speciali.
Misurare un uomo dalle sue più piccole azioni o dalle sue debolezze è come misurare la forza dell'oceano da un'onda o dalla sua schiuma. I suoi punti di forza e la sua bontà superano di gran lunga ogni fragilità umana o debolezza che possa aver mostrato.
Sono stata fortunata ad averlo conosciuto e ad aver lavorato con lui per sette anni. 
"The Superstar", "The Greatest Entertainer" di tutti i tempi. Lui era un mio amico, mi mancherà. 
Mi ha fatto molti regali materiali, ma il regalo più prezioso che mi ha fatto è stata la sua amicizia. Mi ha insegnato la gioia pura di condividere la musica con altri,  la gioia di cantare. "Il linguaggio universale".
Lui donava a chiunque entrava in contatto con lui un atteggiamento positivo verso la vita. Lui viveva la sua fede.
Sono gioiosa quando penso che l'uomo che le persone chiamano "The King of Rock'n'Roll" diceva "Grazie, ma c'è solo un Re - il Cristo".
Mi divertiva ascoltare le registrazioni di Mario Lanza, Leontyne Price (cantare "The Lords's Prayer") e ascoltare musica sacra gospel.  Penso quanto strano deve essere stato per un artista rock'n'roll aver voluto un soprano classico sul palco insieme a lui. Lui apprezzava il meglio di tutte le forme musicali. Lui presentava altro talento al mondo ai suoi stessi concerti. Era veramente magnifico nel suo amore verso l'umanità, verso il suo paese, nella sua generosità, nella sua lealtà e nella dimostrazione delle sue emozioni. Rideva facilmente, piangeva facilmente, esprimeva gioia facilmente e rabbia velocemente. Cercava di allenarsi usando in modo costruttivo la sua rabbia e non dirigendola verso una persona. Lui amava e odiava. Era un essere umano.
Se mai ci furono dei malintesi con qualche membro della "Sua Famiglia", cercava di risolvere tutto al più presto. Guardava dentro se stesso e si accorgeva di molte verità. Era così "consapevole". I momenti felici che ha dato a tutti noi vivranno per sempre nei nostri cuori. "Quello che conservi nel tuo cuore non potrà mai morire".
Un amico mi ha spedito una nota in cui citava un libro in cui si dice "Sono come l'uccello con l'ala spezzata. Non posso alzarmi tanto in alto, ma la mia canzone sarà più dolce".
Non sentirò mai più l'eccitazione di lavorare con Elvis, ma lui è stato una grande ispirazione per me.  "La canzone è finita, ma la melodia permane" può suonare banale e trito, ma è la semplice verità. Anch'io credo, come credeva lui, che ognuno di noi ha una missione nella vita e finchè non lo portiamo a termine, non possiamo andarcene. Lui ha vissuto nel modo in cui ha scelto di vivere, ha svolto bene il suo lavoro ed io non posso fare meno di ricordarlo mentre dice "Kathy, quando e dove ci incontreremo nuovamente sarà più bello di quanto possiamo immaginare su questa terra".
Riposa un po', Elvis, poi vai per la tua strada. Un giorno, da qualche parte, una volta ci incontreremo nuovamente e sarà bellissimo. Fino ad allora...grazie più di quanto possa dire con le parole---specialmente la conoscenza della tua sempre viva presenza.