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lunedì 23 settembre 2019

E' DECEDUTO BARRON HILTON - HILTON HOTEL

Barron Hilton, albergatore e filantropo, è morto giovedì 19 Settembre 2019 per cause naturali nella sua casa di Los Angeles, all'età di 91 anni.
Ne ha dato conferma la Conrad Hilton Foundation, la fondazione di famiglia, a mezzo stampa.
Elvis Presley ha lavorato per 8 anni al Las Vegas, intrattenendo circa 2 milioni e mezzo di persone, rendendolo il performer di maggior successo di tutti i tempi nella città del Nevada.
Nel corso degli anni, Barron Hilton ed Elvis diventarono amici e nel 1978 l'albergatore fece spazio ad una statua di Elvis all'interno del suo hotel; statua che sta lì ancora oggi.
In Agosto del 1969, l'International Hotel di Kirk Kerkorian era il più grande resort del mondo ed aveva bisogno di 80 milioni di dollari per essere completato. 
Ad Alex Soofey, che lavorava per Kerkorian, venne dato il compito di mettere l'International Hotel al lavoro e decise che Elvis Presley era il personaggio giusto per dare lustro al posto e, dopo aver incontrato il Colonnello Parker, venne dato inizio ad un ingaggio.
Il 31 Luglio 1969 Elvis Presley diede inizio al suo ingaggio di quattro settimane: Elvis batte tutti i record di partecipazione di pubblico.
Cinque mesi dopo, nel 1970, Elvis Presley torna nuovamente, battendo il suo stesso record ed iniziando una serie di ingaggi, previsti due volte all'anno, e che proseguirono fino al 1976.
Nel 1970 il gruppo Hilton Hotel comprò l'International Hotel, insieme al Flamingo, che era l'altra proprietà di Kirk Kerkorian e Barron Hilton divenne il nuovo proprietario.
VERNON PRESLEY - ELVIS PRESLEY - BARRON HILTON


Source: ElvisDaybyDay

lunedì 12 agosto 2019

JAMES BURTON & DARLENE LOVE - ESTATE 1969: QUANDO ELVIS PRESLEY FECE IL SUO RITORNO

Qualche giorno fa il Washington Post ha pubblicato un bell'articolo in cui parla del ritorno di Elvis Presley a Las Vegas nell'estate del 1969, inserendo i ricordi di James Burton, Darlene Love e del giornalista Robert Christgau, i quali raccontano quel particolare ed elettrizzante momento della loro vita.

James Burton: "Non era salito sul palco per 9 anni" dice James Burton, che ora ha 79 anni. 
Elvis disse: "James, non so se potrò andare là fuori. Non so se sarò capace di camminare là fuori, amico". Gli ho detto: "Certo che sei capace. Esci soltanto e non fare caso al pubblico. Pensa solo a cantare. Fai finta che sia una jam session nella Jungle Room a Graceland".

Nel ricordare la formazione della TCB Band...
James Burton racconta: "
Elvis disse: "Amico, ti ho visto all'Ozzie and Harriet TV show". Gli ho risposto: "Hai voglia di scherzare". Il re del rock'n'roll che mi guarda suonare la chitarra alla TV? Sai, si è messo a ridere.
Voleva tornare. Voleva fare gli spettacoli dal vivo. Era stufo di fare film dopo 9 anni e disse di voler tornare sul palcoscenico con una band dal vivo. Gli mancava l'esibirsi dal vivo davanti ai fans".


La band, che si è formata con l'aiuto di James Burton ed in cui è stato incluso il batterista Ronnie Tutt ed il bassista Jerry Scheff, è diventata famosa e conosciuta da tutti come TCB Band.


James Burton: "Beh, Elvis effettivamente se n'è uscito con quel "Taking Care Of Business" ed è diventato il suo logo. Poi è uscita anche l'idea di TLC - "Tender Loving Care" - per le signore.
Ma per i ragazzi, quando andiamo sul palco, quando cantiamo e quando suoniamo è prendersi cura degli affari - TCB - tirando dritto".


Una delle chicche del box da 11 CD uscito da un paio di giorni è l'esecuzione di "Mystery Train" e di "Tiger Man".

James Burton: "Il tempo è fantastico e quel riff di chitarra dietro la canzone... E poi l'assolo e tutto il resto. Molto simile all'incisione originale,  ma con molta più energia. E poi lui che si inserisce di colpo con "Tiger Man"... e quella è stata una sorpresa, a cui abbiamo dato seguito.
E quella è stata l'occasione per me per fare un po' più "chicken picking" ".


Kerkorian, per assicurare ad Elvis Presley ed all'evento la giusta visibilità, fece arrivare un certo numero di critici musicali, tra cui Nat Hentoff, la giornalista del "New Yorker" Ellen Willis e quello del "Village Voice" Robert Christgau.
Crescendo, Christgau non era diventato un fan di Elvis. Ma rimase impressionato dal ritorno di Elvis in classifica con la canzone "In The Ghetto".

Robert Christgau: "E' stata una canzone di successo che si è rivolta alla coscienza politica. Avevamo capito che Elvis Presley era un interprete credibile della musica popolare nera degli inizi degli anni '50. Quello era ciò che sapevamo.
La canzone "In The Ghetto" cambiò totalmente la prospettiva di ciò che lui era e diede la consapevolezza del tuo ritorno in modo più accettabile all'interno delle persone orientate verso la contro-cultura, che era la maggior parte dei critici rock".


La cantante Darlene Love ha partecipato al " '68 Comeback Special" , facendo parte del gruppo "The Blossoms". A lei ed al suo gruppo era stato chiesto di fare da coriste per Elvis a Las Vegas, ma a causa dei loro impegni non è stato loro possibile.
In ogni caso, Darlene Love è riuscita a vedere il primo spettacolo. Elvis Presley è salito su palco vestito di nero.

Darlene Love: "Era perfetto. Era bellissimo. Ecco perchè ha potuto indossare quella tuta. Ed era...come la chiamate voi...una cintura nera. Ecco perchè faceva quel tipo di mosse mentre era sul palco".

Il pubblico ha iniziato a reagire non appena Elvis è apparso sul palcoscenico. Le urla del pubblico erano tali da far provare a James Burton il brivido di una nuova sfida: i musicisti non riuscivano a sentirsi l'un l'altro.

James Burton: "Il pubblico era impazzito. Siamo usciti là fuori e tutto quello che si poteva sentire erano le urla e gli applausi. Noi avevamo sul palco solamente i monitors per la sua voce, ma non riuscivamo a sentirci l'uno con l'altro. Ed è stato fantastico. Pensavi: come riescono a suonare insieme questi tizi?"

Darlene Love: "Elvis è stato il primo a sporgersi dal palco, prendendo i fazzoletti e qualsiasi altra cosa gli porgessero per asciugarsi il sudore. In questo modo, probabilmente, si potevano sentire le urla di quelle persone più forti di quelle di chiunque altro, dato che lui aveva il microfono in mano. Ma era quello che succedeva in tutto il pubblico".

La recensione di Christgau sul Village Voice fu entusiasta. 
Scrisse: "Stavamo esultando ancora prima di comprendere cosa stesse succedendo". Rimase colpito dalle battute che Elvis faceva tra una canzone e l'altra, dal suo sarcasmo e dall'autoironia.

James Burton: "Raccontava storie riguardo cose di cui non avevamo mai sentito parlare, che sul palco erano divertenti. Dovevi guardarlo ogni minuto perchè era capace di iniziare improvvisamente una canzone o di cambiarla. E noi dovevamo stargli dietro. 
Dovevamo tenerlo d'occhio come dei falchi".

Dopo l'inizio dei concerti, Elvis iniziò ad andare in tour e tornò a Las Vegas periodicamente.

Darlene Love: Quella prima notte il pubblico capì che le cose erano cambiate. Elvis Presley era tornato.
Solitamente, quando lo spettacolo finisce, la gente inizia ad andarsene, specialmente a Las Vegas. Ma non quella volta! Quello che è successo quella sera, quello che è successo a quello spettacolo...e l'idea che Elvis fosse tornato... Non penso ci sia mai stato un altro  momento come quello.
Tutti hanno avuto il loro momento, e quello era il momento di Elvis".


Source: Washington Post

martedì 23 luglio 2019

GIORNALE "LAS VEGAS REVIEW" DEDICA LA COPERTINA AD ELVIS PRESLEY

Durante l'ultimo fine settimane il giornale "Las Vegas Review" ha reso omaggio ad Elvis Presley, dedicando la copertina ed un articolo al 50° anniversario del suo trionfante ritorno ai concerti dal vivo nella città del Nevada, citando 50 fatti che lo riguardano, di cui abbiamo riassunto i principali qui di seguito.
Facendo riferimento al libro di Richard Zoglin "Elvis In Vegas: How The King of Rock'n'Roll Reinvented The Las Vegas Shows", questi sono alcuni punti dell'eccitante, storica, malinconica melodia che era il regno del Re del rock'n'roll a Las Vegas.
L'articolo sul "Las Vegas Review" parte così, e come partenza ci sembra ottima!

"Ci scusiamo con Celine, Elton, Britney, Gaga e tutti gli altri che sono impegnati ad esibirsi in spettacoli a Las Vegas, ma ci inchiniamo al RE, che 50 anni fa, in questo mese, ha messo in fila una serie di storici concerti a Las Vegas".
Il 31 Luglio 1969 è stato solo per i VIP ed ha segnato il primo concerto di quella che è diventata un'abitudine durata 7 anni all'International Hotel (che in seguito è diventato Las Vegas Hilton, ed è ora è Westgate).
I concerti comprendono un arco ben definito della carriera di Elvis, non solo inserendo la vitalità dell'artista esplosa dall'acclamato "Comeback Special" del 1968, ma anche gli ultimi anni della sua vita.
Gli spettacoli di Elvis Presley hanno cambiato il modo di fare intrattenimento a Las Vegas, introducendo una sensibilità presente ancora oggi.

Vediamo perchè e come, in base al suddetto libro:


1) La RCA ha annunciato il primo spettacolo con una pubblicazione di 9 pagine, che iniziava dicendo: "Il 31 Luglio 1969, un cantante-attore alto, bello e pieno di talento si esibirà per la prima volta davanti ad un pubblico dopo oltre un decennio. Si chiama Elvis Presley e, grazie alla magia evocativa di quelle semplici sillabe, le sue esibizioni all'International assumono un significato speciale, emozionante e sorprendente per milioni di americani, sia adolescenti che adulti".

2) Fino al 1969, il trentaquattrenne ha venduto più di 250 milioni di dischi in 15 anni di carriera.

Il suo disco "Hound Dog" ha venduto oltre 7 milioni di copie dalla sua pubblicazione nel 1956 ed Elvis ha partecipato a 32 film, guadagnando 47 dischi d'oro e 10 album d'oro.

3) La voce registrata di Elvis è stata la più ascoltata al mondo! Più di qualsiasi altro artista nella storia della musica, secondo la RCA, ed il contratto con l'International Hotel lo rende uno degli artisti più pagati nella storia di Las Vegas.

4) Il contratto di Elvis Presley con l'International prevede il pagamento di 100.000 dollari alla settimana per un ingaggio di 4 settimane, mettendolo allo stesso livello di Frank Sinatra e Dean Martin.

5) Sebbene la prima esperienza di Elvis Presley a Las Vegas nel 1956, al New Frontier Hotel, sia stata a dir poco deludente, lui non ha avuto rancore nei confronti di quel luogo, anzi!
Nel 1967 ne ha fatto il luogo delle sue nozze ed il film "Viva Las Vegas" è considerato uno dei più belli della sua carriera cinematografica, nonché uno dei suoi preferiti.

6) L'International Hotel, inaugurato il 1° Luglio 1969, era, a quel tempo, l'hotel/casinò più grande del mondo, con 1.500 stanze ed una showroom con circa 1.150 posti a sedere.

7) Alla serata di apertura, a cui parteciparono celebrità come Fats Domino, Sammy Davis Jr., Tom Jones, Ann-Margret, George Hamilton, Paul Anka, Pat Boone, Carol Channing, Juliet Prowse ed Henry Mancini, veniva dato un cofanetto regalo agli ospiti, in cui erano compresi due album, un calendario tascabile del 1969, due fotografie di Elvis, una fotografia a colori, una brochure dei dischi e nastri di Elvis, un comunicato stampa ed un foglio di statistiche.
Sammy Davis Jr. ebbe un regalo extra. Secondo il blog del sito ufficiale di Graceland, gli venne regalato, direttamente da Elvis durante il concerto, uno dei suoi anelli.

8) Durante i 58 concerti previsti dal periodo di ingaggio, Elvis Presley ha portato all'International Hotel la bellezza di oltre 100.000 persone, battendo un record di presenza di pubblico, ed un incasso di un milione e mezzo di dollari.

9) Nel periodo dell'ingaggio, Elvis risiedeva in hotel, in una suite al 30° piano, di 465 metri quadrati. Negli anni la suite ha subito molte variazioni ed ora, purtroppo, non è più la stessa.

10) Il successo degli ingaggi a Las Vegas portarono alla realizzazione, nell'estate del 1970, del docu-film "Elvis: That's The Way It Is".

11) Elvis Presley si è esibito tra le 600 e le oltre 800 volte qui (837 in base ai dati dell'Hilton Hotel; 636 volte in base ai dati di Graceland). Ma la cosa più importante è che tutti gli spettacoli hanno fatto il tutto esaurito.
A prescindere dal numero esatto, l'hotel ha reso omaggio ad Elvis Presley, nel 1978, con la presenza di una statua che lo raffigura, che ancora oggi è presente vicino alla reception.
Alla cerimonia di presentazione della statua erano presenti Priscilla, Vernon Presley ed il proprietario dell'hotel, Barron Hilton, oltre a 2.000 fans.

12) Il legame tra Elvis Presley e Las Vegas è ancora vivo tutt'oggi, tanto che Riviera Boulevard è stata ribattezzata Elvis Presley Boulevard nel 2016 e nel sud del Nevada ci sono Elvis Presley Court ed Elvis Alive Drive.
Nel 2008, inoltre, Elvis ha ricevuto la sua stella sulla Walk Of Stars.

13) Oltre ad aver trasformato il tipo di spettacolo proposto a Las Vegas, che è passato dalla tranquilla sequela di canzoni di Frank Sinatra, all'adrenalina bruciante del re del rock'n'roll, i progetti di vacanza delle famiglie a Las Vegas venivano programmati in base alla presenza di Elvis Presley ed ai suoi concerti.

Scusate se è poco....!! 😉 

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Source: ReviewJournal

giovedì 24 gennaio 2019

LIBRO - ELVIS IN VEGAS: HOW THE KING OF ROCK'N'ROLL REINVENTED THE LAS VEGAS SHOWS

Questa è la copertina del libro di Richard Zoglin "Elvis In Vegas: How The King of Rock'n'Roll Reinvented The Las Vegas Shows", che verrà pubblicato a partire dal prossimo 23 Luglio. 
Il libro racconta la storia di come Las Vegas abbia salvato Elvis ed Elvis abbia salvato Las Vegas nel più grande ritorno musicale di tutti i tempi.
Convenzionalmente si pensa che Las Vegas sia stata la causa della distruzione di Elvis Presley, lanciandolo in una spirale di droghe, noia, comportamenti sbagliati e, probabilmente, nell'overdose fatale.
Ma nel libro "Elvis in Vegas", Richard Zoglin fa una revisione di quanto accaduto, sostenendo che Las Vegas sia il luogo in cui Elvis Presley ha visto risorgere la sua carriera, ha reinventato se stesso come artista ed ha creato lo spettacolo più eccitante della storia di Las Vegas.
Il concerto di apertura del 1969 ha segnato il suo ritorno sul palcoscenico dopo oltre 8 anni. 
La sua carriera si stava spegnendo - brutti film, canzoni pop mediocri che non scalavano più le classifiche - e la maggior parte dei critici ormai lo dava per finito.
Ma a Las Vegas si è esibito nella più grande showroom del più grande hotel della città, portando più persone per le sue quattro settimane di ingaggio di qualsiasi altro artista.
Le recensioni per i suoi spettacoli erano favolose, la canzone "Suspicious Minds" gli ha regalato la prima posizione delle classifiche dopo 7 anni e lui è diventato la più grande star della città. Nei 7 anni successivi si è esibito in oltre 800 spettacoli in quel luogo, facendo sempre il tutto esaurito.
Anche Las Vegas è stata cambiata da tutto questo. Da night-club dei membri del Rat Pack ad una nuova esperienza musicale ai massimi livelli. Ha dato inizio ad una nuova era per la città, meta di grandi artisti, con stipendi da capogiro, meta di grandi produzioni artistiche e della più grande campagna pubblicitaria che si sia mai vista. Nel fare tutto questo, Elvis ha spalancato le porte della città ad una nuova generazione di musicisti e di pubblico, da cui ancora oggi dipende il successo di quel luogo.

domenica 30 dicembre 2018

LIBRO - ELVIS IN VEGAS: HOW THE KING OF ROCK'N'ROLL REINVENTED THE LAS VEGAS SHOWS

Il 23 Luglio 2019 verrà pubblicato il libro di Richard Zoglin "Elvis In Vegas: How The King of Rock'n'Roll Reinvented The Las Vegas Shows".
Il libro racconta la storia di come Las Vegas abbia salvato Elvis ed Elvis abbia salvato Las Vegas nel più grande ritorno musicale di tutti i tempi.
Convenzionalmente si pensa che Las Vegas sia stata la causa della distruzione di Elvis Presley, lanciandolo in una spirale di droghe, noia, comportamenti sbagliati e, probabilmente, nell'overdose fatale.
Ma nel libro "Elvis in Vegas", Richard Zoglin fa una revisione di quanto accaduto, sostenendo che Las Vegas sia il luogo in cui Elvis Presley ha visto risorgere la sua carriera, ha reinventato se stesso come artista ed ha creato lo spettacolo più eccitante della storia di Las Vegas.
Il concerto di apertura del 1969 ha segnato il suo ritorno sul palcoscenico dopo oltre 8 anni. 
La sua carriera si stava spegnendo - brutti film, canzoni pop mediocri che non scalavano più le classifiche - e la maggior parte dei critici ormai lo dava per finito.
Ma a Las Vegas si è esibito nella più grande showroom del più grande hotel della città, portando più persone per le sue quattro settimane di ingaggio di qualsiasi altro artista.
Le recensioni per i suoi spettacoli erano favolose, la canzone "Suspicious Minds" gli ha regalato la prima posizione delle classifiche dopo 7 anni e lui è diventato la più grande star della città. Nei 7 anni successivi si è esibito in oltre 800 spettacoli in quel luogo, facendo sempre il tutto esaurito.
Anche Las Vegas è stata cambiata da tutto questo. Da night-club dei membri del Rat Pack ad una nuova esperienza musicale ai massimi livelli. Ha dato inizio ad una nuova era per la città, meta di grandi artisti, con stipendi da capogiro, meta di grandi produzioni artistiche e della più grande campagna pubblicitaria che si sia mai vista. Nel fare tutto questo, Elvis ha spalancato le porte della città ad una nuova generazione di musicisti e di pubblico, da cui ancora oggi dipende il successo di quel luogo.

martedì 17 luglio 2018

SFIDA LIP SYNC - VIVA LAS VEGAS DI ELVIS PRESLEY

Il Las Vegas Metro Police Department prende parte alla sfida "Lip Sync" ed ha deciso di usare la canzone più appropriata per la loro città: "Viva Las Vegas".
I dipartimenti di polizia del Paese si stanno sfidando l'uno con l'altro per il miglior sincronismo delle labbra sul testo e la musica delle canzoni.
Guardate questo divertentissimo video!! 😄😄



mercoledì 27 giugno 2018

STELLA COMMEMORATIVA DI ELVIS PRESLEY AL NEON MUSEUM DI LAS VEGAS

Il "Neon Museum" di Las Vegas annuncia di aver fatto posto per una stella dedicata ad Elvis Presley sull'Electric Promenade, che porta dal centro per visitatori "La Concha" fino al "Neon Museum".
La stella, che era originariamente parte del Las Vegas Walk Of Stars, venne donata al Neon Museum dal Viva Las Vegas Elvis Presley Fan Club nel 2015.

Creata per essere  parte del Las Vegas Walk Of Stars davanti all'ormai demolito Riviera Hotel & Casino, la stella venne sponsorizzata dal Club Viva Las Vegas nel 2008: infatti il club raccolse la bellezza di 15.000 dollari, necessari per finanziare l'inserimento nella Las Vegas Walk Of Stars, con l'aiuto dei fans, dei fan clubs, dei tribute artists e di amici di Elvis in America, Europa, Brasile e altrove.
Sulla stella, installata il 26 Settembre 2008, si legge: "Elvis Presley – A Legendary Performer, Singer/ Actor/ Humanitarian – Las Vegas".
La stella è munita di certificati ufficiali e di una targa: quest'ultima è stata consegnata agli archivi di Graceland nel Gennaio 2009. La placca della stella venne originariamente esposta all'interno di Graceland, nella Trophy Room.
All'inizio del 2015, quando la porzione di marciapiede del Las Vegas Walk of Stars relativa al Riviera & Casino Hotel venne smantellata, il club Viva Las Vegas entrò in possesso della stella per custodirla.
Dato che la stella è stata leggermente danneggiata, è stata creata una nuova stella e riposizionata lungo la Las Vegas Walk Of Stars. Quella originale è stata donata ad un'organizzazione con sede a Las Vegas che avrà il compito di custodirla, ma anche di esporla al pubblico, ossia il Neon Museum.
"Siamo grati al Viva Las Vegas Club per il suo supporto al Neon Museum nella sua missione di collezionare, preservare e mostrare la favolosa storia di Las Vegas per gli anni futuri" ha detto Brenda Bogue, dello staff del Neon Museum.
"E' un onore essere poter rendere omaggio ad Elvis Presley, un artista mondiale, che è anche stato un'icona amata a Las Vegas, sulla nostra Electric Promenade".
Susan Lorenz, Presidente del Viva Las Vegas Fan Club ha detto: "La missione del nostro fan club è promuovere il ricordo e la storia di Elvis nella capitale mondiale dell'intrattenimento. A tale scopo, non potevamo trovare miglior casa per la sua stella del Neon Museum, insieme ad altri oggetti storici di Las Vegas".
Poichè la stella di Elvis Presley è punto focale della Electric Promenade del Neon Museum, solo un numero limitato di pietre da pavimentazione commemorative sono disponibili per l'acquisto pubblico.
I fondi raccolti dalla vendita di queste pavimentazioni servono per fare in modo che il museo continui la sua opera.
Situato appena fuori dal centro per visitatori del museo La Concha, la Electric Promenade è vista da migliaia di visitatori ogni anno.