CONVERSAZIONE TELEFONICA TRA ELVIS PRESLEY ED ANITA WOOD

Nella sua biografia dal titolo "Elvis and Anita", scritta da sua figlia, la conversazione telefonica tra Anita Wood ed Elvis Presley è raccontata nell'arco di alcune pagine.
Anita Wood ha ammesso che si trattava di una "trappola", per così dire, poiché a quel tempo si era resa conto che Elvis Presley le era stato infedele con altre donne.
Non avrebbe mai voluto fare quella telefonata, dato che è stata la causa del cambiamento dei suoi sentimenti per Elvis.
In ogni caso, è stata abbastanza forte da registrare la conversazione tra i due, come spiega sua figlia nel libro.

ANITA WOOD BREWER (A DESTRA) INSIEME A SUA FIGLIA JONNITA BREWER

"Da quel momento mia madre capii che una certezza della vita di Elvis era che ci sarebbero sempre state chiacchiere riguardo alle donne, specialmente quando lui era in tour o stava lavorando ad un film.
Visto che non le è mai piaciuto sentire queste storie, ha sempre deciso di ignorarle. Inoltre, malgrado ci fossero parecchi chilometri a separarli, Elvis telefonava sempre - se non ogni giorno, ma almeno ogni 2 o 3 - dandole rassicurazioni sul fatto che lei era l'unica.
Una volta, però, la stampa iniziò a far circolare qualche pettegolezzo in più del solito... Questo fece credere alla mamma che, forse, semplicemente forse, Elvis stava veramente vedendo qualcuno di "speciale" questa volta, e non solo per pubblicità.
Sebbene la mamma odiasse l'idea di affrontare Elvis, sapeva anche che era qualcosa che aveva bisogno di fare, come se dovesse liberarsi da un peso nel cuore. Così prese il telefono e gli chiese come mai non avesse chiamato. Era solamente una domanda, pura e semplice.

La conversazione continuò più o meno in questo modo:
"Non ti sento da un po' " esordì la mamma. "Deve essere davvero duro il lavoro...Sembra che l'unico momento in cui riesco a parlarti in questi giorni, sia quando ti chiamo io!".
Elvis cercò di sminuire la cosa con una risata, ma la mamma non abboccò.
"Beh, lo sai che ti amo, Anita".

"Non credo sia così" rispose la mamma. "Non senti la mia mancanza?"
"Ovviamente, mi manchi" disse Elvis. "Sei il mio piccolo tesoro".
"Beh, sicuramente non sembra sia così".
"Beh, può non sembrarlo a te, piccola, ma è così. E' così e tu lo sai". Poi lui cercò di parlarle come fanno i bambini, ma la mamma non abboccò nemmeno a quello.
"Elvis, non sono una bambina adesso". Lei sbroccò diretta e disse: "Hai una ragazza lì fuori?"
"Ho una ragazza qui fuori?".
"Hai sentito quello che ho detto".
"Oh, non essere così, tesoro. Te l'ho detto un migliaio di volte, sono innamorato di te".
"Beh, sicuramente non ti stai comportando come se lo fossi".
"Anita, non riesci a credermi sulla parola? Se non ti amassi, non perderei il mio dannato tempo con te. Solo perchè non ti chiamo 3 o 4 volte alla settimana, non significa che non ti amo. Non arrabbiarti con me adesso. Ogni volta che ti parlo, mi si rammollisce il cervello!".
"Non è vero, Elvis, e tu lo sai!".
"Beh, allora, da questo momento in poi devi sapere cosa provo per te, piccola. Ti amo tantissimo, mi manchi tantissimo, e se tu fossi qui con me in questo preciso momento, sarei la felicità in persona!".


Quando ricorda questo momento, mia madre vorrebbe non aver mai fatto quella telefonata, perchè lei ed Elvis finirono per litigare per quasi mezz'ora.
Ma, allo stesso tempo, il suo istinto continuava a dirle che c'era qualcosa di diverso, che non aveva importanza cosa lui stesse dicendo: lui non le era fedele; ed era arrivato il momento che lei smettesse di mentire a se stessa ed a chiunque altro, fingendo che lui lo fosse.
Questa loro conversazione ci dà un'idea dei sentimenti di Elvis. Non credo che lui non fosse sincero quella sera, quando disse a mia madre di amarla.

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Source: EIN