LA FAVOLA DI "WHERE NO ONE STANDS ALONE"

Autore: Ivan Pusterla

Ivan Pusterla, grande conoscitore di "Elvis Presley" a 360 gradi, amico del nostro sito www.grazielvis.it e della nostra pagina Facebook, ed autore del libro di recente pubblicazione dedicato ad Elvis Presley,"Gentle On My Mind", oggi ci ha regalato questo racconto, questa favola, come dice anche il titolo, scritta di suo pugno ed ispirata alla registrazione del duetto "Where No One Stands Alone" del 2018, in cui Lisa Marie Presley ha voluto interpretare insieme a suo padre questa magnifica canzone gospel.
Abbiamo chiesto ad Ivan di poterlo pubblicare sul nostro sito e non lasciarlo solamente sulla nostra pagina Facebook, in quanto le righe che ha scritto sono davvero emozionanti e degne di nota.
Grazie Ivan per averci concesso la pubblicazione e ancora complimenti.


24 Dicembre 2017 - Graceland.
La famiglia Presley, come ogni anno alla vigilia del Natale, è riunita a casa di "nonno" Elvis. Sono tutti seduti intorno al grande tavolo della sala da pranzo per la loro tradizionale cena.
Elvis Presley a capotavola, le sue nipotine più piccole, Finley ed Harper, sedute vicino a lui.

Una a destra e una a sinistra, poi c'è il nipote, l'adorato Benjamin; di fronte la bellissima Riley con il marito Ben Smith. C'è naturalmente l'amata figlia Lisa Marie e la sua ex moglie, dal 1997 anche manager del suo ex marito, dopo la scomparsa del suo storico impresario Parker.
E' grazie a lei se, finalmente, Elvis, dopo tantissimi anni, ha potuto intraprendere tours mondiali. Ha potuto cantare in Australia, Giappone, Europa. E' ritornato nei luoghi dove ha fatto il militare, è andato in Ungheria dove gli hanno consegnato le chiavi della città di Budapest.
Ha di molto ampliato la sua raccolta di distintivi della polizia praticamente in ogni città che ha visitato.
Recentemente, a giugno, ha fatto anche il suo primo e, finora ultimo, concerto in Italia, deliziando le migliaia di spettatori accorsi da ogni parte dello Stivale regalando loro più di 2 ore di spettacolo, che hanno ricoperto la sua più che sessantennale carriera.
In Italia si è fermato qualche giorno. Ha fatto aprire di notte i negozi di Via Monte Napoleone, dove sembra abbia speso come suo solito, varie decine di migliaia di euro in gioielli, vestiti e...mance. Ha passato un paio di giorni a Sorrento e sulla costiera amalfitana. 
Prima di ripartire per gli USA, ha anche voluto visitare gli stabilimenti Ferrari di Maranello...
Al termine della cena, la famiglia si sposta tutta nella sala della musica.
C'è da dire che rispetto ai frenetici anni '60/'70 e, dopo quel terribile attacco di cuore del 1977, dove in Agosto ha rischiato seriamente di morire, Elvis, dietro consiglio dei medici e dei suoi familiari, ha decisamente modificato il suo stile di vita.
E' però sempre il RE, e fare musica per lui è linfa quotidiana.
Si siede al grande pianoforte bianco, Finley ed Harper a fianco a lui, il resto della famiglia in piedi appoggiata al piano.
Incomincia a cantare "White Christmas": tutti gli vanno dietro, ma le piccole, ansiose di far ascoltare al loro leggendario nonno i canti che hanno imparato a scuola, si impadroniscono del pianoforte e, tra la gioia di tutti strappano applausi e risate.
Il più felice sembra proprio Elvis, orgoglioso e sereno per questa serata.
Verso la mezzanotte, l'attenzione viene catturata da un rumore proveniente da giù, dalla Jungle Room. Tutti si fermano e scendono per vedere cosa succede.
Per la gioia delle bambine, c'è Babbo Natale con un sacco pieno di regali. Vorrebbero farlo restare, ma non può perché quella sera ha un sacco di regali da consegnare.
Per Elvis il fare i regali è sempre stata una di quelle cose che più gli piaceva.
Alle più piccole, oltre ai giochi tradizionali, consolle, computer, biciclette.
Per Benjamin un pacchetto piccolino, ma con al suo interno le chiavi di una nuova Mustang cabrio parcheggiata sul vialetto.
A Riley e Ben Smith, anche a loro delle chiavi. Della loro casa dei sogni che avevano visto a Los Angeles.
A Priscilla un gioiello importante acquistato a Milano in giugno.
A Lisa un quadro con una foto di lei piccola insieme ai genitori e una busta.
Lisa, felice del quadro ma preoccupata per quella busta, rimane un po' titubante.
Elvis la invita con un sorriso ad aprirla. 
Dentro c'è una stampa della mail arrivata a Priscilla, dove c'è scritto che Elvis ha prenotato per 2 settimane lo studio di registrazione ad Ocean Way a Nashville, accettando di farsi produrre dalla figlia.
Lisa Marie con le lacrime agli occhi per la felicità, butta le braccia al collo al papà e lo bacia commossa. Lei viene da un paio di anni abbastanza tribulati sul piano personale, papà e mamma vogliono che lei riprenda a sorridere ed anche Elvis, che non ha mai voluto mischiare gli affetti con il lavoro, capisce che adesso è il momento giusto per farlo.
Al termine delle vacanze natalizie e dopo aver festeggiato il suo compleanno, Elvis e Lisa Marie partono per Nashville e raggiungono gli studi.
Elvis ha fatto arrivare alcuni dei suoi musicisti con i quali collaborava parecchi anni fa.
Possiamo notare tra gli altri Cissy Houston,Terry Blackwood, Ed Hill, Darlene Love, Larry Strickland ecc.

La scelta di Lisa è rifare un album gospel e ha chiesto aiuto anche al Coro della Chiesa di Cristo di Nashville.
Elvis, come suo solito, non è facile da gestire in studio, ma stavolta c'è Lisa e acconsente alle sue decisioni e direttive; sente che, forse, anche a lei è scattata la giusta scintilla.
Lei gli parla, gli ricorda quando da piccolina lo sentiva cantare quelle canzoni solo per se stesso. Vuole ricreare le stesse emozioni.
Elvis si arrende e le dà carta bianca, però sferra una delle sue zampate e le chiede di cantare insieme in "Where No One Stands Alone", un brano molto significativo per entrambi, visto che hanno avuto spesso la sensazione di essere soli nonostante fossero circondati sempre da tante persone.
Lisa non vuole, pensa che forse non è all'altezza di cantare con papà. Ma Elvis insiste e riesce a convincerla.
Il brano finalmente viene registrato; è forse il più complicato da fare perché il RE lascia alla figlia i versi più intensi della canzone e lei, molto emozionata, fatica a portarli a termine.
Nelle altre canzoni vengono rifatte alcune sonorità e cori: Elvis ne esce alla grande!
Sembra di essere tornati nel 1960.
In una sola notte registra tutto l'album. Dopo una pausa chiede di riascoltare il tutto, con per ultimo il duetto. 
Si siede, come faceva negli anni '50 in mezzo allo studio, Lisa gli si mette a fianco anch'essa seduta. Chiede a tutti di fare silenzio e di metterlo ad un volume alto.
Ascolta tutto il disco senza fiatare, ma visibilmente soddisfatto.
Quando arriva il momento di "Where No One Stands Alone", fa abbassare tutte le luci, lasciandone solo 4 blu e rosse ai lati dello studio e china il capo per concentrarsi meglio. Quando sente la voce della figlia, le lacrime incominciano a rigagli il viso.
Lisa gli è seduta a fianco, una lacrima scappa anche a lei, mentre guarda il profilo del padre. 
Sembra quella famosa foto di Aloha che fu usata anche nella copertina di "A Legendary Performer Vol 2". Il viso è ancora molto bello, anche se segnato da qualche ruga; i capelli hanno ancora il loro famoso ciuffo, anche se ha smesso di tingerli e ora sono brizzolati.
Elvis non piangeva in studio dal 1973, quando dopo aver inciso "Help Me" ed averla riascoltata, si commosse per la forza del testo.
Allora però era preso da moltissimi problemi personali, adesso le sue sono lacrime di gioia per l'emozione che sua figlia è riuscita a fagli provare.
Lisa gli prende la mano, lo abbraccia e lo bacia teneramente.
Dirà più avanti "Le lacrime commosse di mio papà per la mia prestazione nel duetto sono la mia ricompensa più grande".
W ELVIS...THE KING