BILLY STANLEY - UNA CORSA IN FERRARI CON ELVIS PRESLEY

Billy Stanley ci racconta un'avventura al cardiopalma, vissuta insieme ad Elvis Presley il giorno in cui decisero di vedere quanto fosse veloce la Dino Ferrari che Elvis aveva comprato.

Qualcuno mi ha chiesto più o meno una settimana fa di condividere qualche ricordo inerente ad Elvis ed alle macchine veloci.
Questo è uno di quelli che mi sono venuti in mente.
Io ed Elvis condividevamo una passione: il bisogno di velocità.
Quando Elvis acquistò la Dino Ferrari, gli chiesi se potevo prenderla per fare un giro in città.
Lui disse: "So cosa vuoi fare, Billy, ma non succederà questa volta".
Io gli sorrisi... Aveva ragione! Sapeva che avevo intenzione di far andare quella macchina a tutta velocità.
Dissi: "Ho solo pensato di portarla all'autolavaggio... Inizia ad essere un po' sporca".
Elvis mi rise in faccia. "Bel tentativo" disse.
Poi disse: "Andiamo a fare un giro, Billy. Lascia che ti mostri quanto è veloce".
N.B.: Ogni volta che Elvis metteva gli occhi su una macchina veloce, la prima cosa che diceva era: "Quanto è veloce?".
Così, siamo saliti sulla Dino Ferrari ed abbiamo guidato sulla Elvis Presley Blvd, verso la I-55, andando verso sud.
A quel tempo, era come la maggior parte delle autostrade statali, a due corsie con una mediana, che aveva ghiaia su entrambi i lati.
Mentre guidavamo sulla rampa di ingresso, Elvis disse: "Reggiti".
Io, scherzando, dissi: "Okay".
Elvis mi guardò con un sogghigno e questo mi fece ridere.
Elvis ingranò la seconda marcia e partimmo. Eravamo entrambi incollati ai sedili mentre l'auto prendeva rapidamente velocità. 
Poi ingranò la terza e successe la stessa cosa... Poi la quarta... Adesso sì che stavamo andando davvero veloci!
Guardai Elvis mentre stava guidando: aveva lo sguardo rivolto verso il finestrino a lato, per avere il senso della velocità. Elvis sorrise... e poi ingranò la quinta marcia.
Mi piaceva tutto questo ed anche ad Elvis.
Si voltò verso di me e poi indicò il contachilometri. Guardai il contachilometri e vidi che stavamo andando a 160 miglia all'ora (N.d.R.: circa 250 km orari).
Scherzando dissi: "Credevo che questa cosa andasse veloce, Elvis".
Lui si mise a ridere.

Mentre lo dicevo, guardai davanti e vidi un camioncino nella corsia di destra, in cui stavamo anche noi.
Anche Elvis lo vide e ci spostammo sulla corsia di sinistra. Proprio mentre ci stavamo spostando, vedemmo il camion spostarsi nella stessa direzione.
Avevamo due camion davanti a noi e ci stavamo rapidamente avvicinando a loro.
Stavamo ancora andando a 160 miglia mentre tutto questo succedeva. Andando così veloce, non si può frenare di colpo, ma si deve rallentare. Elvis lo fece, ma eravamo ancora a 145 miglia. 
Elvis portò l'auto verso la corsia mediana di sinistra e la ghiaia iniziò a colpire la carrozzeria dell'auto. 
Pensai tra me e me: "Ecco... Io ed Elvis stiamo per morire! Ma almeno moriremo facendo qualcosa che ci piace fare".
La Dino Ferrari andò dritta mentre passavamo il camioncino ed Elvis la portò nuovamente sull'autostrada. Ci siamo guardati l'un l'altro ed abbiamo tirato un gran sospiro.
La Dino stava rallentando e, mentre stavamo tornando nei limiti di velocità consentiti, Elvis disse: "Bene, penso che per oggi ne abbiamo abbastanza, Billy. Che ne dici???".
Dissi: "Certo Elvis. Credo anch'io!!".
Entrambi ci mettemmo a ridere. Il ritorno a Graceland fu lento e tranquillo. Nessuno di noi disse niente; stavamo riflettendo su quello che era appena successo. 
L'unica cosa fu detta quando scendemmo dall'auto: uscimmo dalla macchina e, mentre stavamo per chiudere le portiere; Elvis mi guardò, io guardai lui. 
Lui disse: "E' stata abbastanza veloce per te, piccolo somarello Billy??".
Dissi: "Non molto, Elvis!".
Ci siamo messi a ridere e poi siamo entrati a casa.