INTERVISTA A BILLY SMITH

VERSIONE INTEGRALE - FEBBRAIO 2006

Billy Smith è primo cugino di Elvis, il figlio del fratello più vecchio di Gladys Presley. Billy è 8 anni più giovane di Elvis ed è cresciuto insieme a lui a Tupelo. La famiglia di Billy andò insieme ai Presley quando questi si spostarono a Memphis.
Quando Elvis comprò Graceland, anche la famiglia di Billy trasferì lì e suo padre Travis lavorò per Elvis come guardiano. Quando Billy fu abbastanza grande, iniziò a lavorare con la squadra della Memphis Mafia.
Una volta sposatosi, lui e sua moglie Jo, vissero dietro la casa principale di Graceland, eccetto per alcuni anni, quando Billy lavorò nelle ferrovie. Erano una vera famiglia e rimasero con Elvis fino all'ultimo giorno. Essendo sia un membro della famiglia che un componente della Memphis Mafia, Billy Smith era probabilmente il miglior amico che Elvis abbia mai avuto.
(Al tempo di questa intervista) Billy vive nel Mississippi e lavora  ancora come addetto alle macchine specializzato in un'azienda di lavorazione dell'acciaio.
In questa lunga intervista, Billy Smith parla della sua famiglia, della Memphis Mafia, degli anni dei film, dell'incontro con i Beatles e molto, molto altro.
Questa intervista risale a Febbraio 2006.



LA FAMIGLIA:


Qual è il primissimo ricordo di Elvis? Ricordi Elvis che cantava a te o alla famiglia prima di diventare famoso?
Ricordo che cantava molto per la famiglia e per altre persone. Ha sempre avuto un grande amore per la musica anche da giovanissimo. Ricordo che una volta Elvis mi ha tolto dall'immondizia. C’ ero andato dentro con la testa. Ero piccolo e cercavo di prendere delle banane che l’uomo della bancarella della frutta aveva buttato via. Elvis mi vide, passò e mi portò via.

Come la maggior parte delle persone sa, il padre di Elvis, Vernon, è stato in prigione per un assegno falso. E’ vero che anche tuo padre andò in prigione, ma che il nonno di Elvis ha fatto uscire Travis e lasciato in prigione Vernon? Sembra piuttosto strano.

E’ vero che mio padre Travis è stato in prigione con Vernon, ma Vernon è uscito alcuni mesi prima di mio padre per buona condotta. Il nonno di Elvis ha fatto uscire mio padre di prigione e ha lasciato Vernon là quando successe la prima volta. Disse “Così imparerà la lezione”.

Quando arrivasti a Memphis hai vissuto nella stessa casa dei Presley in Washington Street. Che cosa ricordi di quel periodo e cosa cambiò rispetto alla vita a Tupelo? Ti ricordi che effetto ebbe su Elvis?

Per prima cosa, avevamo toccato il fondo! Era molto diverso e ricordo che ci volle un po’ prima che ognuno trovasse un lavoro, e uno dei cugini di mio padre ci rubò tutti i soldi che avevamo, e anche i calzini nuovi di mio padre. Era più sconvolto e triste per i calzini. Lo zio Vernon e papà cercavano lavoro e avevano letteralmente consumato le suole delle loro scarpe. Li ricordo tagliare il cartone da mettere nelle scarpe per coprire i buchi. Abbiamo dovuto mangiare rape verdi per un mese. Elvis giurò che non ne avrebbe mai più toccata una e non credo che l’abbia mai più fatto.

Forse la prima residenza più nota di Elvis, prima che diventasse famoso fu l’appartamento di Lauderdale Courts. Si è parlato spesso del fatto che Elvis, in quel periodo, facesse pratica con Johnny Burnett e suo fratello.

Non ricordo niente di lui che praticasse con Johnny Burnett o suo fratello. Per quanto ne so, non è successo. E ogni volta era possibile andavamo a vederlo, soprattutto negli spettacoli locali. Elvis era sempre il mio eroe. Siamo sempre stati molto uniti, anche se avevamo 8 anni di differenza. Lui mi cercava sempre, e io volevo sempre stare con lui.

Cosa ricordi dell’inizio della fama di Elvis quando ha inciso il suo primo disco con Scotty Moore e Bill Black? Se ne parlava in famiglia oppure è stata una sorpresa per te sentire improvvisamente tuo cugino alla radio?

Aveva inciso un disco in uno studio. Ne parlò con sua madre e suo padre, e noi sapevamo che ne stava facendo uno, ma quando è uscito, a tutti noi sono venuti i brividi. Ricordo la mia famiglia andare a casa sua ed ascoltarlo, per la prima volta, alla radio.

Che cosa puoi dirci di tua zia Gladys? Guardandola dal di fuori appare sempre triste, con quello sguardo particolare nelle foto, dopo che Elvis è diventato famoso.

La zia Gladys era una persona molto buona. La ricordo socievole e simpatica, una persona adorabile…. Rideva sempre. In quelle foto dell’ultimo periodo, la si vede triste perché era malata, così come era triste perché Elvis stava andando sotto le armi. Era generosa come Elvis, ma aveva anche un forte temperamento. Elvis e Vernon sapevano come starne lontano. Si preoccupava facilmente, e non era in buona salute. Era molto legata alla sua famiglia, ma nel suo cuore, c’ era Elvis. Lo adorava.

Elvis era un uomo bellissimo. Probabilmente alcune delle sue caratteristiche erano dovute alla sua discendenza degli Indiani Cherokee che sono anche parte della tua famiglia. Lo sapeva, quando eravate giovani e c’era qualche storia di Morning Dove White della Vostra bis-bis-bis-bisnonna?

Sì Elvis era un bellissimo uomo. Anche nostro nonno era un bell’uomo. Mio padre Travis, la zia Gladys, la zia Clettes, lo zio Johnny e la zia Lillian avevano tutti questi aspetti dei Cherokee: pelle scura, occhi scuri, e zigomi alti. Zia Livelle e zio Tracy assomigliavano a loro padre… occhi azzurri e pelle chiara. Avevamo sentito storie su Morning Dove, ma non tante su di lei. Ci fu detto che era una bellissima donna.

Anche Elvis, ovviamente, aveva un temperamento forte. E’ vero che tua zia Gladys aveva lo stesso temperamento? Hai mai visto la sua parte cattiva?

Sì. Elvis e zia Gladys avevano un carattere forte, e ho visto la parte cattiva in tutti due. Davano di matto, rovesciando tutto. Quando qualcosa lo infastidiva, per Elvis era dura cercare di nascondere questo suo aspetto.

E cosa ci dici di Vernon? Era veramente così pigro come è stato spesso descritto? E puoi farci dei commenti su quanto dici (nel libro “Elvis e la Memphis Mafia”) e cioè che “Vernon voleva sempre qualcosa in più di qualsiasi cosa, eccetto le responsabilità”?

Non ha mai avuto voglia di lavorare. Ed era sempre tardi per lavorare. Ha lavorato solo in due posti prima della fama di Elvis, al contrario di zia Gladys, che ha lavorato in moltissimi posti prima che Elvis diventasse famoso.

Mi sembra che il ruolo di Vernon, quale responsabile finanziario di Elvis, sia stato un terribile errore. Elvis avrebbe potuto prendersi un consulente finanziario esperto che sapeva come investire e lui non avrebbe dovuto lavorare così duramente negli ultimi anni. 

Se c’era una cosa sulla quale zio Vernon era bravo erano i numeri, specialmente se c’era davanti il simbolo del dollaro! Ed Elvis aveva fiducia in lui. Non ha mai sgarrato. Guardava solo all'interesse di Elvis e al suo.

Quando Elvis comprò Graceland, ti sei spostato anche tu con la tua famiglia? 

Mio padre Travis fu la prima guardia al cancello che Elvis ha avuto. Quando ci spostammo a Graceland, Vernon chiese a mio padre di essere la guardia principale, proprio perché era stato a casa di Elvis, a Audubon Drvie. Noi vivevamo in una grande casa bianca che c’era nella proprietà. E’ la stessa casa bianca che Elvis ed io abbiamo buttato giù con il bulldozer per aggiungere stanze e metterci i cavalli.

Pochi fan conoscono la storia di tuo zio, Tracy Smith. La vuoi condividere con noi?

Quando era bambino lo zio Tracy ebbe la febbre che lo rese un po’ ritardato. Aveva l’intelligenza di un ragazzino di 12 anni, ma era un bravo ragazzo, con una forza incredibile. Qualche volta Tracy stava giù al cancello con papà e fingeva di essere una guardia. Visse con noi in quella casa dietro Graceland. La zia Gladys lo ha accudito fino a che non è morta e, dopo la sua morte, lui visse con noi e con alcune delle sue sorelle. Amava Elvis ed Elvis provvedeva a lui.

Puoi dirci qualcosa circa l’altro tuo cugino Junior Smith? Com'era il suo rapporto con Elvis?

Junior Smith era il fratello più grande di Gene e il suo vero nome era Carrol. Lo vedi in molte foto di Alfred Wertheimer del viaggio di Elvis a New York. Lui era cupo e disturbato per quello che gli era appena successo facendo il soldato in Corea. Lo ricordo come un ragazzo dolce e simpatico e che stava molto con Elvis fino a che Elvis non è andato militare. Junior assomigliava all’attore Jack Elam. Aveva la sua stessa espressione e aveva persino l’occhio cattivo come Elam. Elam sembrava sempre che stesse per farti qualcosa di terribile. Così faceva Junior. Quando morì era a casa mia nel mio letto. Era il 1960.

Cosa ci dici di tuo fratello Bobby, anche lui morì molto giovane?

Si, il mio fratello più giovane morì nel 1968. A quel tempo viveva al ranch Circle G, mentre noi eravamo a Los Angeles. Bobby ed io eravamo sempre entro un miglio o due da Elvis. Siamo cresciuti assieme e ci siamo spostati a Graceland quando eravamo adolescenti. Ricordo una volta che Elvis ci portò a fare shopping e ci comprò un intero guardaroba in poco tempo e poi ci portò a Graceland. Riesci ad immaginare come ci sentivamo in un posto come quello?

Cosa ci dici di Gene Smith, sembrava andare e venire nel gruppo? E’ ancora vivo?

Gene era primo cugino di Elvis. Era il fratello di Junior. Elvis e Gene avevano la stessa età ed erano molto uniti, specialmente i primi anni. Elvis e Gene hanno anche lavorato insieme alla Precision Tool. Gene ha lavorato per Elvis per alcuni anni ed è stato uno dei componenti della Memphis Mafia originale, insieme a Red West e Junior. Gene è morto qualche anno fa.

Il cugino Billy Mann. Nel libro "Elvis & The Memphis Mafia" si dice che fu lui a fare la foto di Elvis nella bara. Questa sembra qualcosa di più che una coincidenza, visto che nel 1957 fu coinvolto in un affare losco di cambiali per 1000 dollari. Puoi confermarlo?

Sì, è stato Billy Mann a fare la foto della bara.

Billy, tu avevi un rapporto particolare e speciale con Elvis e gli eri affezionato più di qualsiasi altro componente della Memphis Mafia. Per favore, parlaci di questo.

Sono sempre stato affezionato ad Elvis, ma io ero la sua famiglia. Molti nel nostro gruppo erano vicini a lui a periodi. Io sono sempre stato vicino ad Elvis anche da piccolo. Ho sempre avuto l'impressione che mi volesse vicino ed era molto protettivo con me. Ho sempre voluto molto bene ad Elvis e volevo fare qualsiasi cosa per fargli piacere e stare con lui. Potevamo parlare di qualsiasi cosa, e lo facevamo! Si sentiva a suo agio con me e si fidava di me. Almeno, mi ha sempre detto così. Quando era ammalato, solitamente stavo con lui. Andavo sempre all'ospedale e stavo là con lui. Lo rispettavo moltissimo. Ha fatto moltissimo per me e per la mia famiglia nei primi anni e per la mia famiglia negli ultimi anni. Mi diceva sempre che mi voleva  bene. Forse perchè io ero con lui prima che succedesse tutto quanto, e questo creava un legame...eravamo famiglia. Lui era il mio eroe.

Il tuo rapporto con Elvis è probabilmente meglio rappresentato da "Il Pegno". Come è successo?

"Il Pegno" nacque perchè abbiamo avuto un incidente da bambini e non ne abbiamo mai parlato. Ce lo siamo promesso. In seguito, Elvis lo raccontò a qualcuno e questo mi ferì molto, e lui lo venne a sapere. Decise di dimostrarmi che non sarebbe successo mai più, ed è così che nacque il pegno. Ora è un fatto conosciuto tra i ragazzi che Elvis non era capace di tenere un segreto, ma se era davvero importante, lo faceva. Non mi ha più tradito. E nemmeno io ho tradito lui. Non so da dove è arrivato o se Elvis lo fece fare. Ma lui lo sapeva a memoria, e l'abbiamo ripetuto molte volte in modo che io potessi memorizzarlo. Dopodichè abbiamo pianto come matti e me lo ricorderò finchè vivo. I primi due versi dicono così: "E' una semplice parola, vedi. Per conservarla non hai bisogno di chiavi. Per noi che sappiamo, sappiamo bene. Ed a te che non sai, non potremo mai dire. Poichè ho messo la mia mano sul tuo cuore e tu hai messo la tua sul mio, da questo giorno in poi, le nostre menti, le nostre anime, i nostri cuori saranno intrecciati".

Credo che tu abbia portato Jerry Schilling dentro al gruppo. Lo vedi ancora oppure avete qualche contatto?

Ho visto Jerry al funerale di Richard (Davis) circa due anni fa. Tutti i ragazzi del gruppo erano particolarmente legati. Noi eravamo come fratelli. Alcuni più legati di altri, ma ancora facciamo tutto l'uno per l'altro, senza dubbio. Era un legame molto forte, ed Elvis era il centro di tutto. Tutti lo amavamo ed avevamo un lavoro da fare. Alcuni lo facevano meglio di altri, ma ognuno di noi aveva un proposito. Parlai con Elvis riguardo l'assumere Jerry. Jerry è sempre stato simpatico a me ed alla mia famiglia ed a mio papà e mamma, e lo ricorderò sempre per questo.

Ci sono storie riguardo il fatto che Joe Esposito fosse pagato sia da elvis che dal Colonnello Parker e che il Colonnello lo usava per spiare Elvis. Puoi dirci se è vero?

Non so nulla riguardo il fatto che Joe fosse pagato dal Colonnello. Ma il Colonnello cercava di avere informazioni da noi. Joe riusciva a sopportare il Colonnello meglio degli altri.

Cosa ne pensi di Larry Geller?

Larry Geller è OK. Non sono d'accordo con alcune storie che racconta, ma Larry è stato con noi per un po' di tempo. Sembra ricordare la sua importanza più di quanto alcuni degli altri ragazzi la ricordino. Ma perchè distruggere la sua illusione? Come ho detto, ognuno aveva il suo lavoro da fare. Larry era il parrucchiere.

Nella metà degli anni 60, Elvis sembrava avesse bisogno di nuovi stimoli ed interessi. Leggere sembrava essere la sua maggiore preoccupazione. Cosa hai visto della sua ricerca personale al tempo e delle sue visite al Self Realization Park?

Elvis amava leggere. Aveva sete di imparare cose nuove. Era elettrizzato per le sue scoperte e si assicurava che tutti noi fossimo informati. Abbiamo trascorso giorni nella sua stanza a leggere e studiare. Elvis era molto intelligente. Gli piacere il Self Realization Park. Diceva che gli dava la pace interiore, e, se lo faceva, era un bene. Meritava di avere pace nella mente. Non ha mai cambiato la sua fede in Dio o in Gesù Cristo. Parlavamo moltissimo di religione. Ma lui non ha mai criticato le altre religioni. Elvis aveva una mente molto aperta.


E' vero che nel 1977 Elvis ti ha chiesto di diventare caposquadra e che ha considerato di sbarazzarsi del Colonnello ancora una volta ed anche di Joe Esposito? Era serio Elvis riguardo il cambiamento delle cose?
Elvis mi chiese di diventare capo e parlò del fatto di sbarazzarsi di un po' di persone. So che Elvis voleva bene al Colonnello, ma aveva anche del risentimento nei suoi confronti per avergli impedito di fare delle cose che lui voleva fare. Una di queste era il tour in Europa. Ne ha parlato moltissime volte, e tutti non vedevamo l'ora che succedesse. Purtroppo, non è mai successo.


GLI ANNI AD HOLLYWOOD:


Hai sempre viaggiato con Elvis per girare i film?

Ho viaggiato con Elvis per quasi ogni film. Me ne manca qualcuno per problemi di salute nella mia famiglia. Io, come la maggior parte dei ragazzi, facevamo le comparse nei flm. Elvis cercava di farci lavorare tutti nei film. Gli piaceva avere i suoi amici intorno. Si fidava di noi.

Quale è il tuo maggiore ricordo delle volte in cui avete lavorato nei film? Erano divertenti oppure noiosi?

Con Elvis, tutti i film erano divertenti. Li rendeva un bel momento. Tutta la troupe gli voleva  bene, ed erano gentili con i suoi amici. Abbiamo trascorso momenti memorabili sui set.

Ti ricordi quando Elvis ha iniziato a lamentarsi della qualità dei suoi film?

Sì, ricordo quando ha iniziato a demoralizzarsi riguardo ai suoi film. Diceva che erano tutti uguali, praticamente. Voleva ruoli più importanti. Ma i suoi film fruttavano soldi, ed il Colonnello non voleva cambiare il format.

Dopo il ritorno dal servizio militare e tu hai sposato tua moglie, Jo, come hai fatto a bilanciare i mesi ad Hollywood con il tuo rapporto a casa? Elvis comprendeva?

Essere sposati non era facile a quel tempo. Ci sono stati un sacco di giorni tristi finchè Jo non ha iniziato a viaggiare con  noi. Quando andava bene, era molto bello; quando andava male, era terribile. I primi tempi a nessuna moglie era permesso andare, ma poi, quando Priscilla iniziò ad andare avanti ed indietro, fecero lo stesso le altre mogli. Loro continuarono anche dopo che Priscilla lasciò Elvis. Portavamo i nostri figli con noi, così tutto era più bello, così durante il tour eravamo tutti insieme. Elvis era molto comprensivo ed anche lui voleva compagnia.

Hai mai visitato gli studi dove Elvis registrava? Elvis non ha mai parlato con te delle terribili canzoni dei film, oppure hai visto con i tuoi occhi qualche brutta reazione da parte sua?

Sì, ero con lui durante molte session di registrazione. La Memphis Mafia era con lui quasi 24 ore al giorno, almeno uno o due di noi. E, nei primi tempi, loro vivevano con lui.

So che eri a Nashville per la session di "Guitar Man" con Jerry Reed. Elvis si rendeva conto che stava tornando a fare bella musica nuovamente, oppure se n'è accorto solo quando ha fatto la session agli American Sound Studio?

Ad Elvis è piaciuta la session di "Guitar Man" con Jerry Reed. Noi abbiamo sempre pensato che stesse facendo bella musica, qualsiasi musica facesse.

Tutti sanno che i Beatles hanno fatto visita ad Elvis a casa sua, ma tu sei stato presente! Come è stata quella sera per te, e perchè non hai fatto nessuna registrazione di quel momento?

Quando i Beatles sono arrivati, eravamo tutti eccitati per l'incontro con loro. Ma non potevamo darlo a vedere davanti ad Elvis. Ad Elvis piaceva essere sempre al centro dell'attenzione. Tutte le nostre mogli erano presenti. I Beatles arrivarono alla casa di Elvis al 525 di Perugia Way a Bel Air; ci siamo seduti ed abbiamo chiacchierato e loro erano molto simpatici. Con i piedi per terra. Non dimenticherò mai quella sera e so che ad Elvis sono piaciuti molto. I Beatles erano eccitati all'idea di incontrarlo, ma appena arrivati erano tranquilli e non riuscivano a smuoverlo. Elvis iniziò a parlare e disse: "Se non avete intenzione di dire niente,  vado a dormire". Loro scoppiarono a ridere. Questo ha rotto il ghiaccio e, dopo questo, hanno parlato per ore. E' stato un  bell'incontro.

Dopo la caduta e la commozione cerebrale prima del film "Clambake", il Colonnello ordinò che Elvis bruciasse tutti i suoi libri di spiritualità. Ha anche cercato di allontanarvi da Elvis, mettendo Joe a capo di tutto. Puoi chiarirci cosa è successo e come ti sei sentito in questa situazione, essendo un membro della famiglia?

Eravamo a Rocca Place in quel periodo. Eravamo nel soggiorno quando Elvis ci disse: "Sono caduto ed ho sbattuto la testa. Penso di aver bisogno di vedere un dottore". Aveva un bernoccolo dietro la testa. Così, quando è caduto ed ha avuto la commozione, sono rimasto con lui giorno e notte. A quel tempo sapevo che era arrabbiato con il Colonnello per qualcosa, ma non disse mai per cosa. Il Colonnello cercava di sbarazzarsi di qualcuno dei ragazzi, ma non aveva nessun effetto su di me. Elvis dettava le regole e le prendeva le decisioni per me e la maggior parte dei ragazzi. Eravamo tutti nelle mani di Elvis, e lui era molto protettivo con noi.

Ci sono un sacco di articoli della stampa riguardo il fatto che Elvis fosse razzista; alcuni arrivano da quella falsa citazione che è stata stampata in un giornale negli anni '50. Puoi chiarire una volta per tutte se hai visto qualche comportamento razzista di Elvis?

Elvis era un uomo del Sud, e così scherzava ogni tanto. Ma aveva tutti i tipi di persone che lavoravano per lui: bianchi, neri, italiani, messicani, greci... Elvis guardava sempre la persona, non la razza a cui una persona apparteneva.


LE RAGAZZE DI ELVIS:


Tu hai quasi la stessa età di Priscilla, perciò com’era il tuo rapporto con lei, soprattutto appena arrivò a Graceland?

Quando Priscilla arrivò a Graceland la prima volta, era piuttosto timida. Penso che tra noi sia sempre andato tutto bene.

Come si rapportava tua moglie con Priscilla, sono diventate amiche? Quando è stata l’ultima volta che Jo ha visto Priscilla?

Jo e Priscilla, sin dai primi giorni, sono diventate amiche. Avevano l’abitudine di andare in giro insieme quando noi eravamo fuori città, e quando venivano a Los Angeles. Jo ed io stavamo a casa di Elvis con Priscilla. Andavano a fare shopping assieme ed erano amiche. A Graceland hanno fatto molte cose con Patsy Lacker, la moglie di Marty. Marty e Patsy, al tempo, vivevano a Graceland. Loro tre sono ancora amiche. Sono rimaste amiche, fino ad oggi. Tuttavia, l’ultima volta che Jo ha visto Priscilla è stata dopo la riapertura di Graceland.

Qualcuno avrebbe sentito parlare di un flirt di Priscilla con il cantante Mylon Lefevre, alla metà degli anni 60. Puoi dirci qualcosa in merito, ci fu qualcosa di più di un flirt?

Per quanto ne so, lei lo ha solo incontrato. In realtà non ne so abbastanza per fare dei commenti su questa cosa, visto che, al tempo, eravamo a Los Angeles.

Che cosa pensavi di Ann-Margret, li avresti visti insieme? Per quanto tempo è durata la loro relazione/amicizia? Era la compagna giusta per Elvis? Credi che Elvis volesse veramente lasciare Priscilla per lei?

Ann- Margret era meravigliosa! Non potevi incontrare una persona più simpatica! Era così dolce e bella ed Elvis la adorava. Le aveva dato un nomignolo. La maggior parte delle persone pensava fosse Rusty, ma non era quello. La chiamava con un nome speciale. Tutti noi amavamo Ann. Credo che gli fosse passato per la mente di stare con Ann.

Come vi siete rapportati tu e Jo con Linda Thompson? Lei andava bene per Elvis?

Volevamo bene a Linda Thompson. Jo e Linda erano amiche, insieme a Patsy Lacker. Tutte e tre erano grandi, ma Linda lo era al di sopra di tutte. Fu grande per Elvis! Quando era là, si prese cura di lui.

Hai mai sentito Linda Thompson dopo e attualmente vi vedete?

Non ho mai visto Linda o parlato con lei. Vive a Los Ageles e io vivo nel Mississippi, ma Linda fu grande con Elvis; credo che Linda piacesse a tutti.

Che cosa pensi di Ginger Alden? Si sarebbero sposati?

Ginger l’ha sempre pensato. Ma Elvis aveva un suo modo di evitare le cose. Diceva sempre: "Quando sarà il momento giusto" e rideva… Il momento non era mai giusto. Non penso che si sarebbero sposati.

SULLA STRADA:


Il Dr Nick è la persona più famosa da incolpare per i problemi di Elvis con i farmaci, ma c'era pieno anche di altri medici. Qual è la tua opinione sul Dr. Nick, buona o cattiva?

Il Dr. Nick ha cercato di aiutare Elvis. Elvis era una persona fortemente testarda, e, nella maggior parte dei casi, faceva esattamente quello che voleva fare. Secondo me il Dr. Nick era un buon medico.

Quando eri in tour con Elvis, quale era il tuo ruolo?

Principalmente fare compagnia ad Elvis e stare con lui. Negli ultimi anni, stavamo molto tempo soli io e lui. Ero della famiglia e la persona a lui più vicina. C’erano notti in cui passavamo ore e ore a parlare nella sua stanza. Solo io e Jo, con Elvis e Linda.

Elvis ti ha mai parlato della sua idea di fare tours oltreoceano? E’ stata un’occasione persa?

Certo, Elvis voleva andare oltreoceano e molto anche. Ma il Colonnello mise la questione da parte.

Quindi, nel corso degli anni, il tuo rapporto con il Colonnello è cambiato ?

Presumo di  sì, in qualche modo. Nei primi tempi ammiravo il Colonnello. Aveva uno sguardo molto intenso e occhi azzurri penetranti.  Sapevi che aveva tutto sotto controllo. Quando sono diventato più adulto, mi sono accorto che le cose stavano cambiando tra Elvis ed il Colonnello. Iniziò a far pressione sui ragazzi, me incluso, per avere informazioni su Elvis. Io sono sempre piaciuto al Colonnello e anche la mia famiglia, ma la mia lealtà era sempre per Elvis. Naturalmente conoscevo il Colonnello sin da quando ero un bambino.

Pensi che abbia fatto lavorare troppo Elvis?

Elvis voleva lavorare e se non aveva voglia avrebbe trovato qualche scusa per non farlo.

Di quali concerti hai un bel ricordo?

Di tutti!

GLI ULTIMI ANNI


Andavi a trovare Elvis quando non lavoravi per lui e seguivi tuo padre ammalato? Elvis poteva parlare con te in qualità di "famiglia"?

Sono sempre andato a trovare Elvis quando era a Memphis, nel periodo in cui mio padre era ammalato. Sono anche andato a vederlo a Las Vegas e siamo sempre stati capaci di parlare di tutto. Parlavamo come una famiglia e della famiglia. Suppongo per il fatto che eravamo molto legati… Abbiamo sempre avuto in comune la famiglia ed i primi anni. Per me, Jo ed i miei figli, Elvis era un punto di riferimento. Al tempo era difficile, ma abbiamo avuto un sacco di opportunità che non avremmo avuto, se non fosse stato per Elvis. Amavamo essere parte del suo mondo. Ci sentiamo benedetti per essere stati con lui. E lui rimarrà per sempre nei nostri cuori. 

Visto che eravate una famiglia, avete mai fatto in modo di parlargli dei farmaci che prendeva? Cosa diceva?

Elvis non voleva parlare della sua dipendenza perché secondo Elvis, lui non aveva un problema e ti avrebbe ricordato di farti gli affari tuoi. Diceva a tutti: “So cosa è meglio per me” 

Sai perchè Vernon non prese posizione sulla dipendenza di Elvis? Non credi che sarebbe stata l’unica persona che Elvis avrebbe dovuto ascoltare?
Io non so perché lo zio Vernon non ha cercato duramente di far aprire gli occhi ad Elvis. Tutti abbiamo cercato a modo nostro di farlo, ma Elvis non voleva cambiare niente in quel momento. Era solo lui che doveva aiutare se stesso e non l’ha fatto.  

Nel 1975, in ospedale Elvis si fece un lifting agli occhi. Pensi che questo abbia cambiato il suo sguardo ed è vero che tu hai cercato di dissuaderlo?

Sì, Elvis ha fatto il lifting agli occhi e Linda, Jo ed io siamo stati con lui in ospedale.
E’ vero che ho cercato di dissuaderlo. Non ne aveva bisogno, aveva un bellissimo sguardo. Come si può migliorare la perfezione? Anche i medici glielo avevano detto. Ma lui volle farlo, e lo fece. Non credo che abbia cambiato molto il suo sguardo. 


Elvis ovviamente aveva grande fiducia in te. Puoi raccontarci la storia di quando si è messo a letto con te e Jo per condividere i suoi pensieri?

A Graceland è venuto molte volte nel letto con noi, quando passavamo la notte là, nella camera di Lisa Marie, o in hotel, quando eravamo in tour oppure nella roulotte a Graceland. Ritengo che avesse grande fiducia in me, come io in lui. Praticamente, stavamo là tutti tre a parlare per ore di qualsiasi cosa del mondo! Qualche volta aveva incubi e veniva a cercarmi per parlarne, e poi si addormentava con noi, nel nostro letto. E’ successo un sacco di volte, e noi non pensavamo niente di questo. Mi sentivo bene quando diceva che aveva bisogno di avermi lì.

Quando ascolti i nastri delle sessions della Jungle Room, Elvis qualche volta sembra felice e qualche volta giù di morale. Che cosa ricordi delle sessions della Jungle Room?
BILLY: Pensavo che le sessions della Jungle Room fossero buone. Per una qualche ragione Elvis decise di suonare il basso in “Blue Eyes Crying in the Rain” e ricordo Elvis che rideva quando JD Sumner fece quella bassissima nota su “Way Down”. Elvis si è divertito in quelle sessions.
(C'è chi racconta, invece, che durante queste sessions Elvis abbia avuto grandi difficoltà, specialmente a livello emotivo, a volte non presentandosi nemmeno).

Come fu l’ultima vacanza alle Hawaii?

Era Marzo del 1977. Abbiamo passato un periodo splendido. Elvis sembrava divertirsi un sacco. Gli andò della sabbia negli occhi e gli venne un’infezione, così tornammo a casa prima del previsto.

Qual è la tua opinione sul libro di Red e Sonny “Elvis: What’s Happened”? Elvis te ne ha parlato e cercò di bloccarne la pubblicazione?

Ho letto il libro di Red e Sonny e dissi ad Elvis cosa c’era scritto. Ne rimase turbato. Abbiamo parlato un po' del libro e non voleva che venisse pubblicato.

Nell’ultima notte hai giocato a racquetball con lui e poi lui si sedette e suonò il piano. Era “Blue Eyes Crying in the Rain” l’ultima canzone che cantò al pianoforte. Era di buon umore?

Sembrava fiacco e non nella forma migliore. Ha cercato di fare alcune cose e restare attivo, ma non lo era realmente. Qualche volta Elvis era lunatico, ma era entusiasta per l’imminente tour. L’ultima sera Elvis, Ginger, Jo ed io siamo andati al racquetball e abbiamo fatto una o due partite. Era di ottimo umore, ma non è che giocasse veramente. Soprattutto cercava di colpirmi con la palla! Ci siamo seduti al piano, ed è vero che ha cantato “Blue Eyes Crying in the Rain”. Scherzava e rideva. Siamo tornati a casa. Siamo saliti al piano di sopra con lui e lo abbiamo aiutato a mettersi a letto. Mi abbracciò e mi disse: "Ti voglio bene…. Buonanotte. Questo sarà un grande tour".


LA VITA DOPO ELVIS:


Larry Geller parla di un testamento diverso – probabilmente un manoscritto. Nessuno capisce perché Elvis non ha voluto lasciarti qualcosa per andare avanti, dopo ti sei occupato di lui per tanto tempo. Che cosa ne pensi?

E’ vero, ho visto un testamento diverso. Elvis aveva aggiornato il suo testamento prima che partissimo per le Hawaii nel Marzo del 1977. Lo diede a me, per conservarlo e mi disse di leggerlo. L’ho messo via.  Dopo la sua morte mi chiamò mia cugina Patsy, chiedendomi se sapevo dove  fosse. Lo zio Vernon lo stava cercando. Glielo dissi! Elvis aveva sempre detto a me e Jo che si sarebbe occupato finchè fosse vissuto e finchè fossimo vissuti noi. E se gli fosse successo qualcosa, noi ci saremmo presi cura di lui.

Dopo la morte di Elvis, per un periodo, tu hai lavorato a Graceland come supervisore delle guide turistiche. Che cosa è successo in seguito e quali sono i tuoi sentimenti nei confronti di Graceland?
E’ vero, io ho aiutato ad allestire la stanza dei trofei e per un po' di tempo sono stato il supervisore delle guide turistiche di Graceland. Non vedevo le cose nella stessa prospettiva in cui le persone incaricate le gestivano , e io non potevo far parte di qualcosa che non ritenevo positiva. Sono stato licenziato…. Ho cercato di chiamare Priscilla, ma lei non mi ha mai richiamato. Ho cercato Lisa una volta, ma Lisa non era al comando in quel periodo. Non ho una bel ricordo di quell'esperienza. Ma loro hanno fatto quello che pensavano fosse meglio. Graceland era stata la mia casa per molti anni, e io l’amavo quando c’era Elvis. Era una casa con grandi sentimenti di appartenenza ed amore. Dopo la morte di Elvis non è più stata "casa" e il sentimento non c'è più stato.

Qual è la tua opinione su come Priscilla ha gestito la proprietà dopo la morte di Elvis?
Penso che Priscilla abbia fatto un buon lavoro. Ha fatto un sacco di soldi!

La vendita della parte operativa/marketing della EPE a Robert Sillerman. Secondo te questa è una buona cosa o cattiva?

Non so niente degli affari di Graceland e sinceramente non mi interessa. Abbiamo vissuto Graceland durante i momenti belli e i ricordi che ho saranno con me per sempre. Ne ho tantissimi. Tutta la famiglia, i fans, i ragazzi... Non scambierei tutto questo con niente al mondo. Ricordo quando ci siamo trasferiti là all'inizio. Credevo di essere andato in Paradiso. La zia Gladys, i miei genitori e mio fratello, mio cugino Elvis e i tanti amici...abbiamo avuto dei momenti fantastici!  Natale era incredibile. Elvis amava Graceland e credo che chiunque vi abbia passato del tempo, l'abbia amata.

Molti fans si sono irritati perché non sei stato coinvolto nel progetto “Elvis By the Presleys’. Credo che si sarebbe dovuto chiamare, in realtà, “Elvis By the Beaulieus”. Ti è mai stato menzionata l'idea del progetto e che cosa ne pensi del documentario?
Beh, siccome io e Marty Lacker ne abbiamo parlato, penso che ognuno voglia sentirsi il più importante, ma non si può raccontare una storia vera di Elvis e Graceland senza includere tutti coloro che erano coinvolti. Che ti piacciano o no! 
Quel che è fatto, è fatto; e il fatto è che molti di noi sono stati lasciati fuori. Succede la stessa cosa quando uno dei ragazzi racconta qualcosa. Credo che tutti quelli che c'erano e che hanno avuto una parte nel mondo di Elvis, debbano essere ritratti per dare una visione accurata, altrimenti è come se mancasse qualcosa.  Ne abbiamo parlato, c’era parecchia gelosia, ma non capisco perché, visto che ognuno di noi aveva un suo ruolo speciale. Ma ognuno la racconta come avrebbe voluto che fosse e, forse, non come era realmente.


Si dice che tu non abbia parlato con Lisa Marie per anni, è vero? Se è così, deve averti rattristato questa cosa. Che cosa ha provocato questa situazione? Vista da fuori, sembra una pazzia, visto che hai passato tanto tempo con suo padre.
No, non ho parlato con Lisa per molti anni. Veramente non so perché. Ma dopo che sono stato licenziato da Graceland, ho perso i contatti con Lisa e Priscilla. Deve sembrare pazzesco visto che ho passato la maggior parte della mia vita con Elvis prima che morisse.

Quando vi riunite con i ragazzi per parlare dei vecchi tempi, come per “All the Kings Men"  oppure per il più recente “The Elvis Mob” della BBC, com'è sedersi in un bar di Beale Street tra voi quattro a raccontarvela? Sembra come 28 anni fa, è come essere in “famiglia”?
Quando ci troviamo noi ragazzi, tutti insieme, è fantastico. Uno di noi può iniziare a dire qualcosa e gli altri già sanno dove andrà a parare. Tutti i ragazzi erano come una famiglia. Abbiamo passato più tempo tra noi che con le nostre famiglie. Ho conosciuto la maggior parte di loro quando ero bambino e sono ancora legato alla maggior parte di loro.
Vedo Marty più di tutti. Siamo sempre stati molto amici, e Jo e Patsy ed i nostri figli sono cresciuti insieme.
Lamar, Sonny e Red li ho frequentati per la maggior parte della mia vita. Rivedo gli altri in qualche occasione. Mi mancano quelli che non sono più con noi e mi mancano i momenti passati assieme. La maggior parte di noi aveva mogli e figli, ed eravamo come una grande famiglia. Abbiamo  viaggiato, lavorato e vissuto insieme per molti anni. 
La maggior parte di noi è rimasta in amicizia ancora oggi, ed è grazie al nostro amore e rispetto per Elvis.


PER CONCLUDERE...

Avresti fatto niente di diverso? Hai qualche rimpianto?

Penso che avrei fatto delle cose in modo diverso. Ma, in buona sostanza, abbiamo fatto quello che dovevamo fare in quel momento, e soprattutto, al meglio. Ho qualche rimpianto, ma non avrei voluto perdere l'occasione di essere parte di tutto questo per nulla al mondo.

Qual è il più bel ricordo di Elvis, quello che porta il sorriso sul tuo viso?
Non riuscirei a scegliere un ricordo preferito. Ne ho così tanti. Ci vorrebbe un'eternità per parlare di tutti! Amo il tempo passato a casa, quando eravamo tutti insieme a divertirci e facevamo tutte quelle cose pazzesche che facevamo. Tutto quello che abbiamo fatto ha un suo valore.

Sogni Elvis? Parla ancora con te?
Qualche volta lo sogno e lui parla con me tutto il tempo e in vari modi. Non c’è giorno che passi che io non pensi a lui o a qualcosa che ha detto. E questo mi porta un sorriso o una lacrima. E qualunque cosa sia, sono grato!

Grazie mille per esserti preso del tempo dai tuoi impegni per rispondere a tutte queste domande. Sai, i fans lo apprezzeranno molto. Sei un vero sopravvissuto ed un vero gentiluomo.

Grazie a te per avermelo chiesto!