lunedì 19 settembre 2022

ASTA - AUTOMOBILE STUTZ BLACKHAWK APPARTENUTA AD ELVIS PRESLEY

Nell'arco della sua vita, sembra che Elvis Presley abbia acquistato 4 automobili modello Stutz Blackhawks. Questo tipo di auto era molto in voga negli anni '70, specialmente tra le celebrità. Ce l'avevano artisti come Frank Sinatra, Lucille Ball, Sammy Davis Jr, Dean Martin, Wilson Pickett, Johnny Cash, Liberace, Willie Nelson, Muhammad Ali, Tom Jones, Paul McCartney, Al Pacino.
La produzione del modello è iniziata nel 1971 ed è durata fino al 1987, per un totale tra i 500 ed i 600 esemplari.
Elvis Presley, amante dei motori, oltre che della musica, si appassionò a quest'automobile,  tanto da acquistare un prototipo poco dopo l'importazione negli Stati Uniti ed ancora prima che diventasse conosciuta pubblicamente sul territorio.
L'acquisto di questo prototipo passò alla storia per aver dato vita ad una specie di gara tra Elvis e Frank Sinatra per aggiudicarselo, che finì con l'accordo tra Elvis ed il venditore Jules Meyers, che gli aveva mostrato l'automobile per primo.
Purtroppo il prototipo venne incidentato a Los Angeles l'aveva portato l'auto al lavaggio e venne messo in una rimessa.
Elvis ne ordinò subito un'altra, che gli venne consegnata nella sua casa di Beverly Hills il 09 Settembre 1971.
Dopo qualche anno dall'acquisto, Elvis regalò la Stutz Blackhawk al dottor Elias Ghanem, suo medico personale a Las Vegas e, per l'occasione, fece realizzare una targa con scritto "Elias Ghanem, un vero amico. Elvis Presley".
Questa Stutz Blackhawk verrà messa all'asta tramite Mecum a Las Vegas il prossimo Novembre; ha percorso solamente 31.856 miglia (pari a circa 51.200 km) ed i documenti sono ancora registrati a nome di Elvis Presley presso la motorizzazione dello Stato della California. Anche per questo motivo si ritiene possa attrarre molti collezionisti.
L'automobile che Elvis Presley  guidava nel momento in cui ha varcato i cancelli di Graceland per l'ultima volta la sera tra il 15 ed il 16 Agosto 1977 era una Stutz Blackhawk.