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sabato 4 gennaio 2025

I NOVANTA ANNI DI ELVIS - DI PAOLO BORGOGNONE

Grazie alla collaborazione che Paolo Borgognone, autore del libro "Io, Elvis. La storia immortale del Re del Rock", nel quale è menzionato anche il nostro Fan Club, ci ha gentilmente offerto e della quale lo ringraziamo moltissimo, vi proponiamo qui di seguito questo bellissimo articolo scritto di suo pugno nel quale ci ricorda, in occasione dell'imminente 90° compleanno di Elvis Presley, quanto la figura e la musica del Re non abbiano nessuna intenzione di sbiadire nel mondo e come anche le nuove generazioni, trovino interesse in lui, sebbene siano passati decenni tra l'epoca in cui è vissuto Elvis e la loro. 




"Era unico, insostituibile. Più di venti anni fa irruppe sulla scena con un impatto che non aveva precedenti e che, probabilmente, non sarà mai eguagliato. La sua musica e la sua personalità (…) cambiarono permanentemente il volto della cultura popolare americana. Il suo seguito era immenso.".
Per aprire questo nostro breve scritto in occasione del novantesimo compleanno di Elvis Presley, abbiamo scelto una parte del ricordo che di lui fece il presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter – a sua volta scomparso pochi giorni orsono, a cento anni – in occasione della morte del Re nell’agosto del 1977. Lo abbiamo fatto non soltanto perché le parole riportate testimoniano del rispetto e dell’affetto coi quali l’allora inquilino della Casa Bianca si rivolgeva al personaggio Elvis nel momento del suo trapasso, ma soprattutto perché sono estremamente attuali. Corrispondono perfettamente a quello che migliaia di persone sentono e pensano ancora oggi quando si parla di Presley, nonostante sia passato quasi mezzo secolo dalla sua scomparsa.
In questo sta la forza e, se vogliamo, il mistero dell’eco che ancora nel 2025 ha l’opera del cantante e attore di Tupelo in tutto il mondo. Lo testimoniano ulteriormente notizie come quella - recentemente apparsa sulla stampa – della scelta di "Suspicious Minds" come canzone preferita tra le sue da parte del pubblico della BBC Radio in Gran Bretagna. A colpire, in questo caso, è il numero straordinario – si parla di oltre centomila persone – di quanti hanno scelto di partecipare al sondaggio voluto dall’emittente radiofonica inglese. Ulteriore conferma che il messaggio che arriva dalla musica di Elvis dispone ancora oggi di una forza trascinante e universale che è ben lontana dall’essersi esaurita. Stesso discorso potrebbe farsi per l’adesione di personaggi di grande richiamo del mondo dello spettacolo alle celebrazioni in corso di svolgimento in questi giorni a Graceland, così come nell’eco che il novantesimo compleanno di Presley sta avendo un po’ ovunque nel mondo. Curiosando qui e lì, per esempio, abbiamo scovato un evento organizzato per il 4 di gennaio al Comanche Country Historical Museum di Comanche, Oklahoma: un’area forse poco conosciuta, ma con una forte vocazione alla storia, nata nei territori della popolazione nativa che gli dà il nome e una predisposizione alla musica che si incarna in alcuni personaggi che da questo angolo, magari meno noto di altri degli Usa, hanno raggiunto fama nazionale e internazionale. Stesso discorso si può fare per l’Elvis Tribute Artist Spectacular Birthday Tour, un evento itinerante che sta girando l’America per portare ovunque la musica e il ricordo del Re e che ne ripercorre, con l’aiuto di importanti musicisti, l’intera parabola artistica, dagli esordi alla Sun Records ai trionfi di Las Vegas. E non possiamo dimenticare i documentari come "Elvis by the Presleys" o "In the Shadow of the King", tutt’ora inedito, e che promette di approfondire, attraverso le dirette testimonianze di persone a lui più vicine, aspetti ancora meno noti al grande pubblico della personalità del cantante e attore nativo del Mississippi. Uno stato che, a proposito, celebrerà i novanta anni di Presley e i cento di B.B. King nel 2025 con una serie di iniziative di promozione turistica. La prima, che ha ottenuto notevole successo, è stata la partecipazione di un carro allegorico raffigurante proprio “i due Re” alla 136esima tradizionale “Rose Parade” di Pasadena, California, che si è svolta il primo giorno del nuovo anno.

Tutto questo ci ricorda una cosa fondamentale: Elvis è vivo. Lo è nel senso che il suo ricordo non si è sbiadito, a dispetto del tempo trascorso. Al contrario, e potremmo citare le uscite cinematografiche che in questi anni lo hanno tenuto sotto i riflettori, suscita interesse, curiosità, passione anche in generazioni di persone che non lo hanno conosciuto direttamente quando era in vita e che, nonostante questo, non consentono che la sua figura evapori, si stemperi nelle nebbie del passato. Il lascito della sua breve e straordinaria esistenza è ancora chiaro ed evidente e continua a interessare ed emozionare milioni di persone in tutto il mondo. Ed è bello essere tra coloro che ancora oggi possono testimoniare questa vicenda umana e musicale, così leggendaria e pure così reale e vicina a ciascuno di noi. 
Paolo Borgognone
Autore del libro "Io, Elvis. La storia immortale del Re del Rock" – Diarkos Editore 2023 

👉Per acquistare il libro in italiano "Io, Elvis. La storia immortale del Re del Rock"CLICCA QUI!

sabato 25 maggio 2024

GLI ULTIMI ARTICOLI PUBBLICATI SUL NOSTRO SITO

Per chi è rimasto indietro nella lettura degli ultimi articoli pubblicati sul nostro sito, lasciamo questo promemoria.

INTERVISTA AD ANGIE MARCHESE - RESPONSABILE ARCHIVI DI GRACELAND:
A Novembre 2023 Angie Marchese, vicepresidente degli archivi di Graceland, ha rilasciato un'interessante intervista in cui parla principalmente del suo lavoro a Graceland ed un po' della sua storia personale.
il suo compito consiste nel gestire gli oltre milioni di documenti e manufatti che continuano ad essere scoperti. Angie ha un desiderio infinito di costruire un quadro completo della vita e della carriera di Elvis e di condividere queste scoperte con il mondo.
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INTERVISTA AD ELVIS PRESLEY: 01 MARZO 1960:
Il 01 Marzo 1960 Elvis Presley lascia la Compagnia D, 32° Battaglione dei Carri Armati, 3° Corpo Corazzieri con una conferenza stampa, presso le Ray Barracks, a Friedberg, in Germania, intitolata "Addio Elvis", organizzata dall'esercito per la radio e la televisione delle Forze Armate, alla quale prendono parte oltre un centinaio di giornalisti e fotografi. Dopo la conferenza stampa viene anche intervistato da Johnny Paris di AFN Radio.
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RECENSIONE CONCERTO ELVIS PRESLEY: MACON, GEORGIA - 24 APRILE 1975:
Elvis Presley, che registra il tutto esaurito negli auditorium e nelle arene da 20 anni, lo ha fatto nuovamente Giovedì sera a Macon davanti ad una folla di 10.242 persone, che hanno viaggiato da tutto il Sud-est per sentire cantare il leggendario artista.
Presley, accompagnato da quattro guardie del corpo, è arrivato al Macon Coliseum alle 21.18 a bordo di una Cadillac limousine entrando attraverso il tunnel dietro le quinte.
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RECENSIONE CONCERTO ELVIS PRESLEY: ANN ARBOR, MICHIGAN - 24 APRILE 1977
Elvis Presley non ha bisogno di cantare.
Potrebbe semplicemente stare in piedi sul palco e muovere un po' i fianchi o semplicemente sembrare sexy. Ed i suoi fans impazzirebbero!
E l'hanno fatto mentre cantava, si muoveva o semplicemente stava lì perché "il re è arrivato".
Questo è ciò che è successo Domenica sera alla Crisler Arena.
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RECENSIONE CONCERTO ELVIS PRESLEY: SEATTLE, WASHINGTON - 29 APRILE 1973
Non c'è stato modo di penetrare nella rete di sicurezza di Elvis Presley intorno alla Seattle Center Arena, dove si è esibito in spettacoli alle 15.00 ed alle 20.00, entrambi esauriti settimane fa. Dovevi avere una spilla verde di Elvis ed un lasciapassare bianco di Elvis per entrare nel backstage. Le credenziali della stampa non andavano bene. E non c'è stato verso di discutere con gli uomini della sicurezza di Presley in borghese e la polizia di Seattle in uniforme a guardia di ogni porta. La sicurezza era stretta.
"Elvis riceve minacce di morte ovunque si esibisca" ha detto un giovane uomo lì vicino.
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RECENSIONE CONCERTO ELVIS PRESLEY: ATLANTA, GEORGIA - 30 APRILE 1975:
Il reporter Art Harris, del giornale "The Atlanta Constitution" più che assistere al concerto, ha seguito alcune fans che hanno cercato di raggiungere ELVIS mentre si trovava ancora in albergo. Non si sa cos'abbia contro di loro e contro ELVIS, ma le sue parole sono abbastanza pesanti nei confronti di entrambi.
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INTERVISTA A GLEN D. HARDIN:
Glen D. Hardin, nato il 18 Aprile 1939, è diventato famoso nel mondo di Elvis Presley per essere componente della TCB Band, il gruppo di musicisti che lo ha accompagnato durante i suoi concerti a Las Vegas e nel sud degli Stati Uniti negli anni '70.
Prima di essere chiamato da Elvis ha lavorato con molti altri artisti famosi, tra cui Bing Crosby, Dean Martin, Ricky Nelson, John Denver, Linda Ronstadt, Kenny Rogers, Johnny Rivers, ed altri.
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INTERVISTA LISA MARIE PRESLEY - MARZO 2012
A Marzo 2012 il magazine "Rolling Stone" ha intervistato Lisa Marie Presley per l'uscita, prevista per il 15 Maggio, del suo terzo album dal titolo "Storm & Grace".
Nell'introduzione all'intervista si legge:
"Storm & Grace" di Lisa Marie Presley è l'album per cui è nata: una raccolta country, folk e blues cruda e potente, che la vede abbracciare le sue radici meridionali ed il cognome della sua famiglia.
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RECENSIONE CONCERTO ELVIS PRESLEY: LITTLE ROCK, ARKANSAS - 16 MAGGIO 1956
Il 16 MAGGIO 1956 Elvis Presley si esibisce al Robinson Auditorium, a Little Rock, in Arkansas, alle ore 19.00 ed alle 21.30.
Quelli che si leggono in questo articolo sono i ricordi di alcuni fans che hanno assistito agli spettacoli e che, a distanza di anni, ancora ricordano con grande entusiasmo quella magnifica serata.
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RECENSIONE CONCERTO ELVIS PRESLEY: LARGO, MARYLAND - 22 MAGGIO 1977:
C'è stata la tendenza, in anni recenti, a guardare in modo critico al peso di Elvis Presley. Presley ha più di 40 anni - circa 42 - ed a quell'età il corpo tende ad adagiarsi.
Il Re del Rock, o Rock King, è tornato ieri sera per un altro ingaggio al Capital Center e circa 20.000 persone sono scese dalla tangenziale per dare un'altra occhiata alla leggenda.
Presley è ingrassato, naturalmente, paragonato a 20 anni fa. Ma coloro che si sono accalcati per vederlo hanno, tutto sommato, guadagnato molto più peso.
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domenica 30 aprile 2023

GRAZIELVIS.IT - PROMEMORIA ULTIMI ARTICOLI PUBBLICATI

Se qualcuno di voi è rimasto indietro con la lettura degli ultimi articoli pubblicati sul nostro sito www.grazielvis.it, può recuperare con questo promemoria.

INTERVISTA A LISA MARIE PRESLEY:
Nel 2003 Lisa Marie Presley viene intervistata da Larry King nella sua celebre trasmissione.
Una bellissima intervista in cui parla di tutto: della sua famiglia, dei suoi figli, della sua carriera musicale e dei suoi genitori.
CLICCA QUI PER LEGGERE L'INTERVISTA... 

RECENSIONE CONCERTO ELVIS PRESLEY: HOUSTON, TEXAS - 27 FEBBRAIO 1970:
Elvis è tornato in città (serve il cognome?) per esibirsi due volte al giorno all'Astrdome per lo "Houston Livestock Show and Rodeo" fino a Domenica.
La location ha fatto il pieno zeppo ad ogni esibizione, ma non esitate ad andarci - uscite di casa presto, il traffico è un massacro - perché Elvis non fa molti concerti in questo periodo.
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RECENSIONE CONCERTO ELVIS PRESLEY: MONTGOMERY, ALABAMA - 06 MARZO 1974:
Il governatore George C. Wallace potrebbe aver provato una punta di gelosia quando parecchie migliaia di donne urlanti hanno reso omaggio al loro idolo, Elvis Presley.
Wallace ha portato sua moglie Cornelia a vedere il concerto tutto esaurito di Presley al Garrett Coliseum e sarebbe passato inosservato, se non fosse entrato durante l'intervallo.
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RECENSIONE CONCERTO ELVIS PRESLEY: MEMPHIS, TENNESSEE - 20 MARZO 1974:
Elvis Presley ha terminato ieri sera il suo tour di 15 località con un'esibizione nella città in cui abita, registrata davanti a 12.300 fan al Mid-South Coliseum. La registrazione verrà utilizzata per un album che sarà distribuito dalla RCA-Victor.
Elvis ha detto di aver rifiutato richieste di registrazione da altre città nell'ambito del suo attuale tour per riservare lo spettacolo di registrazione ai fans della sua città.
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RECENSIONE CONCERTO ELVIS PRESLEY: OKLAHOMA CITY, OKLAHOMA - 25 MARZO 1977:
Venerdì  "The King" Elvis Presley ha debuttato, come ci si poteva aspettare, in un luogo che ha registrato il tutto esaurito con  quasi 13.000 persone alla Norman's Lloyd Noble Arena. Lo spettacolo è stato il primo di una rara data di due esibizioni di Presley nell'arena. Si esibisce nuovamente Sabato alle 20.30 ed i biglietti sono ancora disponibili.
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giovedì 27 ottobre 2022

ELVIS PRESLEY - LA SUA STORIA CLINICA IN UNA RIVISTA DI MEDICINA ITALIANA


Maria Fagiolo, fan di Elvis Presley ed assidua frequentatrice dei nostri spazi social
, ha compiuto quella che osiamo definire un'impresa unica nel suo genere, almeno nel nostro Paese fino ad oggi per quanto riguarda il mondo di Elvis.
Prendendo come punto di riferimento il bellissimo ed interessante libro di Sally A. Hoedel "Destined To Die Young" - tradotto in italiano e pubblicato con il titolo "ELVIS: Storia dell'icona più amata di tutti i tempi" - ha reso possibile la pubblicazione della vicenda clinica di Elvis Presley sulla "Nuova Rivista di Storia della Medicina".
Tale rivista, consultabile online, è punto di riferimento per ricercatori e medici di varie università sul territorio italiano, pertanto gli articoli godono di una certa visibilità.
Grazie ad un saggio scritto di suo pugno ed inviato a chi di dovere, è riuscita a catturare l'attenzione dei medici che si occupano della rivista stessa ed a farne accettare la pubblicazione, portandoli ad occuparsi del caso.
In questo modo si è riusciti a far entrare la storia delle sofferenze patite da Elvis Presley in una rivista specializzata nel settore, portandole alla conoscenza di coloro che, con la pubblicazione dello scritto, accettano quanto riportato da Sally A. Hoedel riguardo la morte prematura di Elvis come verosimile sul piano scientifico.
Se lo scopo dei fans è di far conoscere la vita e la carriera di Elvis Presley in tutti i suoi aspetti, cercando di smontare tutte le leggende metropolitane che, nel corso di decenni, ne hanno danneggiato l'immagine, sia come persona che come artista, possiamo dire senza tema di smentita di aver fatto sicuramente un passo avanti con questa pubblicazione.
Ringraziamo di tutto cuore Maria Fagiolo per il suo impegno e le facciamo tantissimi complimenti per il fantastico traguardo raggiunto.

venerdì 30 settembre 2022

DAL LIBRO "DESTINED TO FLY: THE STORY OF RON STRAUSS"

Sally A. Hoedel, già autrice del libro "Destined To Die Young", ha pubblicato sul suo profilo Facebook un primo estratto del suo nuovo libro "Destined To Fly: The Story of Pilot Ron Strauss - From Iowa to Elvis", in cui racconta il colloquio che Ron Strauss ha fatto a Graceland per poter essere assunto come pilota del "Lisa Marie", l'aereo di Elvis Presley.


I colloqui si sono svolti nell'ufficio di Vernon, a Graceland. L'ufficio non assomigliava per niente a quello che è oggi, tutto pulito ed ordinato come parte del tour di Graceland.
Ron ha ricordato nitidamente che era sempre un caos completo, con libri e fogli accatastati ovunque, e che quella prima visita non aveva fatto eccezione.
"Ho chiesto a Nigel cosa aspettarsi durante il colloquio e lui ha detto che non ne aveva idea, ma che avremmo dovuto essere tutti preparati con un importo che volevamo venisse pagato", ha ricordato Ron. "Come gruppo, abbiamo discusso tutti gli importi che avremmo chiesto".
Elwood David venne intervistato per primo. Entrò nell'ufficio di Vernon solo per riemergere nell'arco di cinque minuti.
Ron chiese: "Com'è andata?".
Elwood rispose: "Non lo so".
Ron entrò nell'ufficio dopo di lui per il suo turno. Scoprì subito che si trattava di un'intervista di due domande.

giovedì 8 settembre 2022

GRAZIELVIS.IT - GLI ULTIMI ARTICOLI DA NON PERDERE!

Per tutti i fans che sono rimasti un po' indietro nella lettura degli ultimi articoli inseriti nel nostro sito, lasciamo questo promemoria.

INTERVISTA A MARIAN JUSTICE COCKE
Marian Justice Cocke è stata infermiera di Elvis Presley negli ultimi anni della sua vita, ma anche amica e confidente.
Era presente anche lei al pronto soccorso quando, il 16 Agosto 1977, Elvis è stato portato d'urgenza in ospedale ed ha assistito a quello che è stato fatto per cercare di salvargli la vita, senza però ottenere risultati. Tanto che, ad un certo punto, resasi conto che Elvis era salito al Cielo, ha chiesto ai medici che stavano tentando di rianimarlo, di lasciarlo in pace. Qualche anno fa ha rilasciato questa intervista.
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RECENSIONE INGAGGIO LAS VEGAS AGOSTO 1975 - CANCELLATO
PRESLEY CANCELLA IL LAVORO A LAS VEGAS PER RICOVERO IN OSPEDALE

Elvis Presley ha iniziato il suo 13° ingaggio a Las Vegas il 18 Agosto 1975.
Il 20 Agosto, all'ultimo momento, vorrebbe annullare entrambi gli spettacoli perché non si sente per niente bene; ma il Colonnello Parker insiste affinché salga ugualmente sul palcoscenico, dato che non c'è stato un preavviso sufficiente. A partire dal giorno dopo, però, l'ingaggio viene annullato ed Elvis viene ricoverato in ospedale.
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RECENSIONE CONCERTO ELVIS PRESLEY: SPOKANE, WASHINGTON - 30 AGOSTO 1957
Qualsiasi descrizione di quello che è successo ieri sera al Memorial Stadium potrebbe essere solo una pallida immagine di un evento che doveva essere visto per crederci. Elvis Presley, con i suoi lunghi capelli svolazzanti e la sua giacca dorata con paillettes che luccicava sotto le luci rosa della ribalta, ha cantato 18 canzoni nel mezzo di un'enorme, unanime bolla sonora.
Era un'atmosfera irreale. Da un lato interno del campo c'erano tanti agenti di polizia quanti appaiono alla parata del giorno di San Patrizio a New York
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RECENSIONE CONCERTO ELVIS PRESLEY: LAKELAND, FLORIDA - 04 SETTEMBRE 1976
Sedersi in un auditorium affollato sapendo che Elvis Presley è appena sceso dalla sua Limousine e si sta avvicinando al palco, può essere paragonato solo a sedersi su una spiaggia da qualche parte subito prima che un fragoroso maremoto arrivi.
Quel tipo di ansiosa attesa, seguita da un inevitabile mare di urla, che ha salutato il "Re" 20 anni fa quando stava dimostrando di non essere una moda passeggera in blue jeans attillati, si è ripetuta Sabato al Lakeland Civic Center Arena, dove Elvis, il suo fascino non più mistificante, ha cantato per più di 16.000 fan durante due spettacoli, registrando il tutto esaurito.
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martedì 14 giugno 2022

GLI ULTIMI ARTICOLI DA NON PERDERE SUL NOSTRO SITO!

Per coloro che sono rimasti un po' indietro con la lettura degli ultimi articoli inseriti nel nostro sito, riproponiamo una breve panoramica.
Buona lettura! 

RECENSIONE CONCERTO ELVIS PRESLEY: LUBBOCK, TEXAS - 31 MAGGIO 1976
Adolescenti o verso la mezza età - non ha fatto differenza per più di 9.600 fans che hanno urlato e gridato mentre "The King" cantava sul palco in un concerto del Memorial Day.
Elvis Presley, esibitosi Lunedì sera al Municipal Coliseum, ha intrattenuto i fans per circa un'ora e mezza con il suono dolce che ha usato per 20 anni.
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RON STRAUSS - IL PILOTA DI ELVIS RACCONTA...
Sicuramente ci sono stati dei vantaggi: portare in aereo una rockstar in giro per gli Stati Uniti nel suo aereo privato, biglietti del concerto gratis e la compagnia di celebrità.
Ma ci sono stati anche degli svantaggi, come essere sempre reperibile, molto tempo lontano dalla famiglia, non poter mai bere alcolici.
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RECENSIONE CONCERTO ELVIS PRESLEY: LOS ANGELES, CALIFORNIA - 11 MAGGIO 1974
Dal momento che l'atteggiamento di un artista è molto importante, ero preoccupato da un po' di tempo che l'enormità del successo di Elvis Presley, da quando è tornato alle esibizioni dal vivo nel 1969, stesse avendo un effetto negativo sull'uomo che è stato sicuramente l'artista solista più significativo nello sviluppo della musica rock.
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RECENSIONE CONCERTO ELVIS PRESLEY: SAGINAW, MICHIGAN - 03 MAGGIO 1977
È difficile attaccare una figura leggendaria, specialmente quando vengono fatti molti sforzi per perpetuarne la magia.
Elvis Presley è un professionista di successo nel mantenere il suo fascino intatto, nonostante gli anni che passano e l'eccesso di peso. Che sia una sorta di re è stato mostrato ieri sera ed il 25 Aprile, quando si è esibito davanti alla folla alla Wendler Arena.
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giovedì 6 gennaio 2022

DAL LIBRO "ELVIS: THE ARMY YEARS UNCOVERED" DI TRINA YOUNG

 PERCHE' ELVIS HA FATTO SOSTITUIRE LA LAPIDE DI SUA MADRE?

All'inizio di Agosto del 1958, Elvis Presley stava prestando servizio nell'esercito a Fort Hood. I suoi genitori alloggiavano in Texas insieme a lui, ma sua madre Gladys iniziò a stare male, così l'08 Agosto Elvis insistette affinché Gladys tornasse a Memphis per essere curata dal suo medico di base.
Tuttavia, nel tempo in cui Gladys tornò a Memphis, le sue condizioni stavano peggiorando rapidamente. Il giorno dopo venne portata in ambulanza da Graceland al Methodist Hospital e le sue condizioni vennero descritte come gravi, a causa di un problema al fegato.

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venerdì 3 dicembre 2021

ELVIS PRESLEY & HARLEY-DAVIDSON: UN CONNUBIO DURATO 20 ANNI


Malgrado l’enorme talento musicale, sarebbe errato e limitativo pensare che l’unico interesse di Elvis fosse la musica, il palcoscenico oppure il cinema.
Elvis è stato un ragazzo ed un uomo del suo tempo e, come la maggior parte di loro, aveva la passione per le due e le quattro ruote. Nel corso degli anni ne acquistò molte, sia delle une che delle altre, per sé, per i suoi familiari, gli amici e anche per dei perfetti sconosciuti che, in qualche modo, si sono ritrovati ad incrociare la sua traiettoria.
In questo reportage trovate descrizioni, informazioni, curiosità ed aneddoti relativi alle motociclette che Elvis Presley ha acquistato da quando ha potuto permettersele all'inizio della sua carriera, fino a pochi mesi prima della sua scomparsa.

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lunedì 1 novembre 2021

DAL LIBRO "DESTINED TO DIE YOUNG" - MINNIE MAE, GLI OCCHIALI SCURI ED IL GLAUCOMA

Nel libro "Elvis: Destined To Die Young", l'autrice si sofferma ad analizzare il rapporto tra Elvis Presley e sua nonna paterna, Minnie Mae. Nonna e nipote, oltre ad essere legati da un grande affetto, lo erano anche nella condivisione dello stesso problema agli occhi: la sensibilità alla luce che, nel caso di Elvis, è divenuta glaucoma. Anche questa patologia è questione di ereditarietà come le altre che lo hanno accompagnato dalla sua nascita fino al 16 Agosto 1977?

Minnie Mae sopraggiunse silenziosamente per incarnare lo scopo di Graceland nel suo essere rifugio sicuro per la famiglia. Rimase lì anche dopo la morte di Elvis e Vernon.
Gladys diceva sempre che voleva andare per prima perché non avrebbe potuto sopportare di seppellire suo figlio o suo marito. Minnie Mae ha dovuto sopportarlo.
Dopo la morte di Gladys, fu Dodger a rappresentare il successo ed il duro lavoro di Elvis.
Lui ha dato molto per molti, ma lei fu il faro costante che ha mantenuto Graceland una casa e non la villa di un playboy.
Quante rockstar portano una ragazza nella loro villa per incontrare la nonna? Dodger rappresentava le sue radici (N.d.R.: le radici di Elvis). Era il costante promemoria della persona che avrebbe dovuto diventare crescendo...
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lunedì 3 settembre 2018

KATHY WESTMORELAND & ELVIS PRESLEY: LA NOSTRA PRIMA CONVERSAZIONE

Come annunciato poco tempo fa, Kathy Westmoreland, su nostra richiesta a favore dei fans italiani di Elvis Presley, ci ha consentito di tradurre i suoi racconti e pubblicarli qui, sul nostro sito www.grazielvis.it
Facendo seguito alla prima parte dell'interessante documento, in cui Kathy Westmoreland - corista di Elvis Presley negli anni '70 - racconta la sua prima conversazione con Elvis, abbiamo tradotto ed inserito anche la seconda parte di questa bellissima storia, che ha segnato l'inizio di una profonda amicizia, durata fino alla morte di Elvis Presley nel 1977 e oltre!
Se volete leggere questo scritto, fatto così bene da parte dell'autrice da riuscire a far vedere al lettore, tra le righe, le immagini di quello che accade, vi invitiamo a cliccare sul link qui sotto. 😊

KATHY WESTMORELAND & ELVIS PRESLEY:  LA NOSTRA PRIMA CONVERSAZIONE
- PARTE 1 e 2
 

venerdì 24 agosto 2018

COLLABORAZIONE KATHY WESTMORELAND & GRAZIE ELVIS OFFICIAL FAN CLUB

Ciao a tutti!
E' con molto piacere ed entusiasmo che vi comunico che Kathy Westmoreland, corista di Elvis Presley, che ha lavorato con lui negli anni '70, prendendo il posto di Millie Kirkham e che lui amava presentare come "la piccola ragazza con la bellissima voce", ha accettato la nostra richiesta di concederci il permesso di tradurre e pubblicare qui, sul nostro sito www.grazielvis.it , tutti gli scritti che, da qualche tempo, sta postando e posterà in futuro sulla sua pagina Facebook.
Le abbiamo inviato un'email, parlandole delle difficoltà della maggior parte dei fans italiani nel capire l'inglese e dell'impossibilità di leggere libri, guardare documentari su Elvis Presley, ecc... a meno che non siano tradotti.
Lei ha compreso queste difficoltà ed è stata molto felice di concederci il suo permesso per tradurre tutto quello che ha postato e posterà riguardo ad Elvis Presley ed al tempo che hanno trascorso insieme, sia in pubblico che in privato.

Pertanto, al più presto, inizieremo il lavoro di traduzione e, come fatto fino ad ora, posteremo gli articoli qui sul sito e ve ne daremo notizia, in modo che possiate leggerli.

Sia noi che Kathy Westmoreland siamo assolutamente entusiasti di questa collaborazione. Lei, in particolare, è felice di sapere che i suoi scritti verranno tradotti nella nostra lingua.
Sia lei che noi speriamo che, anche per voi, sia una cosa gradita.


Kathy Westmoreland mi ha raccomandato di dirvi che vi vuole bene e che vi stima molto per quello che fate per Elvis Presley.

lunedì 23 luglio 2018

CHET ATKINS "MR. GUITAR" ED ELVIS PRESLEY


Il Re del Rock'n'Roll non ha mai creato musica da solo. Ha lavorato con alcuni dei migliori musicisti, cantanti, compositori, produttori e tecnici del settore. Tutti questi talenti, messi insieme, hanno dato vita alla musica più influente e rivoluzionaria che le orecchie di tutto il mondo abbiano mai ascoltato.
Chet Atkins, meglio conosciuto come "Mr. Guitar" o "The Country Gentleman", musicista, produttore e compositore è stato uno dei talenti che si è unito a quello di Elvis Presley.
Chet Atkins nacque a Luttrell, Tennessee, nel 1924, 11 anni prima di Elvis Presley.
Ha iniziato ad amare la musica fin da giovanissimo ed ha iniziato a suonare l'ukulele da bambino.
Più tardi ha iniziato ad apprezzare la chitarra, che è divenuta il suo strumento preferito.
Ha fatto pratica continuamente e, già negli anni della scuola superiore, poteva essere menzionato come un esperto chitarrista.
Nel 1939 iniziò a sviluppare un suo stile, dopo aver sentito Merle Travis alla radio. Lo stile di Travis veniva denominato "Travis Picking" e Atkins ne rimase ispirato.
Nell'arco di poco tempo, iniziò la sua carriera musicale, che nei primi anni andò molto lentamente, finchè non venne scritturato dalla RCA Victor nel 1947.
Ha inciso la sua musica, ha fatto da assistente al dirigente RCA Steve Sholes in qualità di capo alle session di registrazione, ha gestito lo studio della RCA a Nashville (vedendo il completamento dello Studio B RCA, in cui molti artisti, Elvis Presley incluso, hanno inciso i loro più grandi successi) ed è diventato consulente per Gretsch, un produttore di chitarre. Inoltre ha scritto canzoni ed è stato musicista in session di registrazione di altri artisti.
Steve Sholes è diventato responsabile della produzione POP nel 1957, quando la carriera di Elvis Presley era appena decollata, ed ha dato incarico a Chet Atkins di dirigere la divisione della RCA di Nashville.
Atkins, insieme ai produttori Bob Ferguson e Owen Bradley, ha creato quello che è diventato famoso come "Nashville Sound" . Questo suono armonioso ha permesso agli artisti country di passare ad un suono più pop ed attirare un pubblico più ampio.
La musica dei suoi album erano un mix di country, jazz e pop, perchè, come artista, non ha mai avuto paura di sperimentare diversi generi musicali, anche mescolandoli l'uno con l'altro.
Come presidente della divisione Country della RCA, ha portato all'etichetta artisti del calibro di Willie Nelson, Connie Smith, Waylon Jennings e Dolly Parton; inoltre ha firmato il contratto con il primo cantante country afro-americano - Charley Pride.
La prima volta in cui Elvis Presley e Chet Atkins hanno lavorato insieme è stato in Gennaio del 1956 allo studio RCA di Nashville.
Con Elvis c'era anche la sua band di allora: Bill Black e Scotty Moore. Quest'ultimo era un grande fan di Chet.
Hanno lavorato insieme a canzoni come "I Got A Woman", "Heartbreak Hotel", "Money Honey", "I’m Counting on You" e "I Was the One".
Poi, in Aprile, hanno inciso  "I Want You, I Need You, I Love You".
Successivamente, sempre nel 1956, Elvis ha inciso la melodia scritta da Atkins "How’s the World Treating You".
Chet Atkins ha suonato durante la session di registrazione di Elvis Presley in Giugno 1958, in cui sono state incise  "I Need Your Love Tonight", "A Big Hunk O’ Love", "Ain’t That Loving You Baby", "(Now and Then There’s) A Fool Such as I" e "I Got Stung".
Per questa session, Atkins ha riunito il team di musicisti di Nashville, includendo Hank "Sugarfoot" Garland alla chitarra, Bob Moore al basso, Buddy Harmon alla batteria, Floyd Cramer al piano ed, ovviamente, i Jordanaires.
Mentre Elvis la band lavoravano a "Ain't That Loving You Baby", Elvis era molto frustrato in quanto sembrava che la canzone non volesse nascere nel modo giusto e si continuava a lavorare per trovare l'arrangiamento migliore e cambiare il tempo.
Atkins entrò ed Elvis si mise ad ulare "Boogie, Chet!". Atkins creò un arrangiamento per il basso al ritmo della chitarra per aiutare a stabilizzare il ritmo nell'arrangiamento più veloce.
Dopo il servizio militare, Elvis tornò in studio nel 1960.
Atkins e Sholes si misero a lavorare per la session di Elvis allo studio B RCA di Nashville del 20 Marzo, durante la quale vennero incise "Stuck on You", "A Mess of Blues", "Make Me Know It", "Soldier Boy", "Fame and Fortune" e "It Feels So Right".
L'ultima session di registrazione di Elvis Presley e Chet Atkins è avvenuta il 12 Gennaio 1964, a Nashville. In quell'occasione arrivarono le canzoni "Memphis, Tennessee", "It Hurts Me" e "Ask Me".
La carriera di Chet Atkins è continuata con esibizioni ed incisoni anche durante gli anni '90, ma dopo la diagnosi di cancro al colon, la sua salute non gli permise più di continuare come prima.
Chet Atkins è mancato il 30 Giugno 2001.
Durante gli anni del suo meritato successo, ha guadagnato 14 Grammy Awards, 9 Country Music Association Awards; nel 1993 gli è stato assegnato il Grammy Lifetime Achievement Award e nel 1997 il Billboard Magazine’s Century Award.

mercoledì 4 luglio 2018

ELVIS PRESLEY: COINCIDENZE DI FELICITA' E DI DOLORE

Nelle cronache della storia di Elvis Presley, ci sono alcune date che hanno un  significato preciso ed una loro importanza, ma una in particolare presenta una peculiarità piuttosto singolare.
Infatti la data del 26 Giugno segna un numero di importanti avvenimenti nella sua vita e nella vita delle persone che hanno vissuto vicino a lui; intanto per iniziare, il fatto che sia la data del suo ultimo concerto, in quel giorno del 1977. Ma le coincidenze della sua vita in questa data iniziano molto prima.
La sua ultima esibizione ha avuto luogo solo 7 settimane prima della sua morte, avvenuta a 42 anni, che ha messo sotto shock tutto il mondo; ma 68 anni anni prima che la frase "Elvis ha lasciato l'edificio" venisse pronunciata per l'ultima volta, il giorno 26 Giugno ha visto l'ingresso nel mondo di colui ha guidato la carriera del re del rock'n'roll.
Infatti, il 26 Giugno del 1909 è venuto al mondo in Olanda un tizio a cui è stato dato il nome di Andreas Cornelius van Kuijk. Scritto così questo nome potrebbe anche non dire niente, ma se lo si scrive come "Colonnello Tom Parker", ecco che assume già un significato diverso e suscita ricordi ed emozioni ben diverse da quello dell'anonimo Andreas Cornelius van Kuijk.
Un sabato, esattamente il 26 Giugno 1954, un anno prima che Elvis Presley e Tom Parker si incontrassero per la prima volta, il giovane cantante venne convocato agli studi della Sun Records di Sam Phillips, a Memphis.
Ed un altro 26 Giugno ha segnato un traguardo nella sua vita, o meglio, un nuovo inizio: il 26 Giugno 1957 ha dormito per la prima volta nella sua nuova casa: Graceland.
Quella casa che, ancora oggi, i fans sognano di andare a visitare.
20 anni esatti sono passati da quel giorno! 20 anni dopo Elvis si è esibito per l'ultima volta al Market Square Arena di Indianapolis, cantando ancora una volta, per l'ultima volta, la sua celebre e bellissima canzone di chiusura: "Can't Help Falling In Love".
Una canzone che sembra voler essere un suo tributo ai fans, ai quali, su quelle note, sembrava voler rinnovare ogni volta, alla fine di ogni concerto, amore, stima e riconoscenza, in uno scambio reciproco che continua ancora oggi, anche se lui non c'è più.
Secondo Peter Guralnick, autore della più bella e completa biografia su Elvis Presley, in quell'occasione la cantò con "un'energia ed una vitalità che era mancata durante l'intero tour".
Quante volte si è detto che le primissime parole della canzone "My Way", una delle sue preferite, sembravano più che mai profetiche, col senno di poi!
Ma con la morte di Elvis Presley, avvenuta il 16 Agosto 1977, la data del 26 Giugno, purtroppo, sembra non aver ancora finito di segnare la vita di questa famiglia.
Due anni dopo, il 26 Giugno 1979, il padre di Elvis, Vernon Presley, muore per un attacco di cuore a Memphis.
Che strane, a volte, le coincidenze della vita...ammesso e non concesso che le coincidenze esistano. Alcune date continuano imperterrite a segnare la vita di una persona, con avvenimenti felici e tristi, sempre in quel giorno, ma il mistero della vita non ce ne fa mai capire il motivo. 
Lasciamo ad ognuno la propria riflessione, sulle note di questa "Can't Help Falling In Love", eseguita ancora una volta, per l'ultima volta in quel 26 Giugno 1977.
CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO!
Per ulteriori approfondimenti: 👉 ELVIS PRESLEY DAY BY DAY - 26 GIUGNO

Source: Grazie Elvis Official Fan Club


mercoledì 30 maggio 2018

ELVIS PRESLEY - BOB DYLAN E KEITH RICHARDS FOLGORATI DAL RE


Il 24 Maggio Bob Dylan ha compiuto 77 anni.
Il sito Sheila Variations ha pubblicato un articolo riguardo Elvis Presley e lo stesso Dylan, con un link ai ricordi di Keith Richards.
Quali sono le loro opinioni su Elvis Presley? Che effetto ha avuto il re del rock'n'roll sulle loro vite e sulle loro carriere?
Dylan negli anni ha dichiarato che: "Quando ho sentito la voce di  Elvis Presley per la prima volta, ho capito che non avrei lavorato per nessuno e nessuno sarebbe stato il mio capo. Sentirlo per la prima volta era come evadere di prigione.
Il punto più alto della mia carriera? E' facile! Quando Elvis ha inciso una delle mie canzoni!"
Elvis Presley ha inciso la canzone "Tomorrow Is A Long Time" nel 1966.
Dylan la scrisse ed incise un demo all'inizio degli anni '60. La suonò nei suoi concerti ed altri iniziarono ad inciderla. 
Elvis la sentì tramite la registrazione di Odetta.
Ai tempi è stata inserita nella colonna sonora del film "Spinout", seppellendola musicalmente. Infatti non ebbe nessun risalto, ma recentemente è stata utilizzata nella colonna sonora del documentario "ELVIS PRESLEY: THE SEARCHER", facendola scoprire a chi non la conosceva.

Nel corso della sua carriera, Elvis Presley ha cantato altre canzoni di Bob Dylan: "Don't Think Twice", "I Shall Be Released" ed apprezzava molto "Blowin' In The Wind", che cantava sedendosi al pianoforte e cantandola per i suoi amici, sebbene sembra che Elvis e Dylan non avessero niente in comune nella visione politica e sociale.
"Tomorrow Is A Long Time" è stata comunque la migliore incisione.
La frase di Dylan "Nessuno sarà il mio capo" è giudicata una frase molto importante sull'impatto che Elvis ha avuto su di lui.
Anche Keith Richards ha espresso il suo parere su Elvis:
"Credo che il primo disco che ho comprato sia stato "Long Tall Sally" di Little Richard. 
Disco fantastico, ancora oggi. I bei dischi migliorano con gli anni.
Ma quello che mi ha veramente acceso, come un'esplosione, una notte in cui, ascoltando Radio Luxembourg sulla mia radiolina quando si presumeva stessi dormendo, fu "Heartbreak Hotel". Quella mi ha tramortito! Non l'avevo mai sentita prima e non avevo mai sentito nulla del genere. Non avevo mai sentito Elvis prima. Era quasi come se stessi aspettando che succedesse. 
Quando mi sono svegliato il giorno dopo, ero una persona diversa. Improvvisamente ero stato travolto. Buddy Holly, Eddie Cochran, Little Richard, Fats Domino... Radio Luxembourg era notoriamente difficile da sintonizzare. Avevo una piccola antenna e camminavo per la stanza, tenendo la radio vicino all'orecchio e muovendo l'antenna. Cercando di tenere il volume basso per non svegliare mia mamma e mio papà. Se il segnale fosse stato buono, avrei tenuto la radio sotto la coperta nel letto, facendo uscire solo l'antenna. 
Avrei dovuto addormentarmi. Avrei dovuto andare a scuola la mattina seguente. 
Un sacco di spot pubblicitari per James Walker, i gioiellieri e le lotterie irlandesi, con cui la Radio faceva affari. Il segnale era perfetto per la pubblicità..."Ed ora  ascoltiamo Blueberry Hill di Fats Domino"...ed il segnale spariva.
Poi "Since my baby left me" - era semplicemente il sound. E' stato il primo rock'n'roll che ho sentito. Era un modo totalmente diverso di fare una canzone, un sound totalmente diverso, spogliato, bruciato, niente violini e cori femminili. Era nudo, dritto alle radici che avevi la sensazione che ci fossero, ma non avevi ancora sentito.
Devo togliermi il cappello davanti ad Elvis per questo.
Il silenzio è la tua tela, quella è la tua cornice, questo è ciò su cui lavorare. Questo è ciò che "Heartbreak Hotel" ha fatto su di me. Era la prima volta che sentivo qualcosa di completo.
Allora sono andato indietro a quello che questo ragazzo aveva fatto prima. Fortunatamente avevo capito il suo nome.
Il segnale di Radio Luxembourg era tornato. "Abbiamo ascoltato Elvis Presley con Heartbreak Hotel".

martedì 8 maggio 2018

IL MATRIMONIO DI ELVIS PRESLEY - RACCONTATO DA MARTY LACKER

Nel Dicembre 1966, Elvis mi informò riguardo la sua intenzione di sposare Priscilla e mi chiese di essere il suo testimone di nozze.
Io e Joe Esposito siamo diventati i due testimoni di nozze per l'imminente matrimonio.
Era già stato posticipato una volta, ma in Aprile il Colonnello Parker riunì Elvis, Joe e me.
I progetti erano stati fatti: Joe doveva gestire parte dei preparativi ed io dovevo occuparmi del resto.
Non volevamo, ovviamente, che i giornalisti sapessero del matrimonio, ma loro in qualche modo l'hanno saputo, anche se non avevano comunque i dettagli. 
Il Colonnello Parker aveva organizzato con Milton Prell, che aveva da poco acquistato l'Aladdin Hotel a Las Vegas, per fare in modo che il matrimonio avvenisse lì.
Per portare i giornalisti su una falsa pista, Elvis, Joe, sua moglie Joanie e George Klein andarono in aereo a Palm Springs nella notte del 29 Aprile.
Il matrimonio era organizzato per il 01 Maggio 1967.
Clicca qui per continuare a leggere il racconto :-)

mercoledì 18 aprile 2018

DOCUMENTARIO - ELVIS PRESLEY: THE SEARCHER / RECENSIONE DEL "WASHINGTON POST"

Il "Washington Post" ha fatto la sua recensione del documentario "Elvis Presley: The Searcher", dopo la trasmissione del 14 Aprile sul canale HBO.

"Elvis: The Searcher": un bel modo per riscoprire l'uomo che è diventato Re. 
Questo è Elvis, riabilitato alla fine e fatto scendere dal suo lunatico aldilà come un'icona, ci ricorda che, una volta, era solo un uomo.
Sicuramente, non era un uomo qualsiasi, lui era ELVIS - dalla nascita, a quanto pare.
Il gemello sopravvissuto di una mamma innamorata, cresciuto dalla Depressione di Tupelo e dai bassifondi di Memphis del dopoguerra, apre la sua bocca davanti al microfono di Sam Phillips e, apparentemente, unisce le canzoni della tradizione americana bianca e nera in una forma nuova ed eterna.
Era impregnato dallo spirito della musica gospel e approdò a qualcosa di bizzarramente chiamato rock'n'roll.
Con una manciata di produttori che include Priscilla Presley, il commovente e perspicace documentario del regista Thom Zimny è una bella dimostrazione di come il passare del tempo può aiutare a collocare anche le star più amate e più geniali in una liberazione benedetta.
Il film è un calmo e profondo racconto della vita di Elvis Presley.
Un amorevole miscuglio di filmati d'archivio e chiarezza sonora, è un riassestamento ben fatto delle origini e dell'impatto di Presley. 
Molte fonti, siano esse morte o vive (da Elvis stesso, al Colonnello Parker; a scrittori come Alan Light e Jon Landau, fino a musicisti come Robbie Robertson ed Emmylou Harris) sono stati ascoltati in interviste piuttosto che visti davanti alla telecamera, che aiuta a mantenere la concentrazione. 
L'unico punto in cui "The Searcher" sembra incompleto in modo rilevante è quando arriva la fine, forse per deferenza al coinvolgimento di Priscilla o forse come compromesso per l'accesso a materiale di archivio.
La morte di Elvis all'età di 42 anni, nel 1977, è vista più come una liberazione dalla tristezza che un eccesso evitabile, e non c'è un accenno al fantastico e redditizio mondo che si è creato dopo la sua morte come icona.
Il documentario sembra anche determinato a risolvere vecchie questioni con il Colonnello Parker, morto nel 1997, ed il cui modo di gestire la carriera di Elvis Presley viene ritratto come una costrizione crudele e tragica sotto il profilo creativo, scegliendo per il suo cliente un percorso disseminato di film di serie B e, negli ultimi anni, la servitù a Las Vegas.
Alla fine rimane una sorta di teoria dal carattere suggestivo: persino il Re era legato all'uomo, ma lui si erge ancora!

Source: Washington Post
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mercoledì 11 aprile 2018

TANTO RUMORE PER NULLA!

LA SOLITA FAKE NEWS SU ELVIS PRESLEY!

Due giorni fa sui tabloid e giornali di tutto il mondo sembrava fosse esplosa la bomba della notizia del secolo nel mondo di Elvis Presley! 😨
Il titolo, per ottenere l'effetto voluto, doveva essere tanto lampante quanto lapidario, così i giornalisti hanno optato per 5 parole, che dicevano tutto: "Elvis Presley si è suicidato". E già questo bastava e avanzava... Se poi il sottotitolo recita che questa affermazione è opera della ex moglie Priscilla, lo scoop è fatto! La bomba è esplosa ed ora, a chi l'ha lanciata, non resta altro da fare che mettersi alla finestra e vedere cosa succede.
La reazione dei fans di Elvis Presley in tutto il mondo è stata immediata sui social network: qualcuno, con obiettività, si è rassegnato ad un'ipotesi che ha ritenuto potesse anche essere veritiera; mentre altri, probabilmente la maggior parte, si sono strappati le vesti, urlando alla calunnia, all'infamia e pretendendo rispetto per il re del rock'n'roll. 
**A questo proposito, nel caso in cui fosse vero che Elvis si è tolto la vita, penso si possa dire che quel gesto nulla toglierebbe a ciò che è stato come uomo, come artista, alla sua generosità, alla sua capacità di essere una brava persona ed un padre amorevole ed un amico leale con tutti.
C'è chi ha detto che si infanga la sua memoria con queste parole, ma la domanda è: la vergogna, eventualmente, è di chi ha commesso il gesto (Elvis) o di chi pensa che il suicidio sia un atto vergognoso e, pertanto, non vuole che venga attribuito a lui?
Il problema, infatti, in ciò che è successo, non è se Elvis Presley abbia commesso un suicidio oppure no, ma la falsità che è stata scritta, travisando le parole altrui** (chiusa la postilla).

La maggior parte dei fans si è scagliata contro Priscilla, con insulti ed augurandole il peggio possibile; pochi, quasi nessuno, hanno messo in dubbio che fosse stata semplicemente un'opera giornalistica di livello così basso da sfiorare il pavimento!
Leggendo testualmente le parole di Priscilla Presley fornite dai giornali esteri (tra l'altro estrapolate sicuramente da un contesto più grande e, pertanto, più articolato, che bisognerebbe leggere per intero per capire tutte le sfumature del discorso che stava facendo con il giornalista davanti a lei) si legge: 
"He knew what he was doing and people go, ‘why didn’t anyone do anything?’ Well, that’s not true.
People there in the inner group did – but you did not tell Elvis what to do. You’d have been out of there faster than a scratched cat. They would try and – no way".
Traduzione:
"Lui sapeva cosa stava facendo e le persone dicono 'perchè nessuno ha fatto niente?' Beh, questo non è vero. Le persone più vicine a lui l'hanno fatto, ma tu non potevi dire ad Elvis cosa fare. Saresti stato buttato fuori di lì alla velocità della luce. Loro hanno tentato e - niente da fare".
In queste parole di Priscilla non c'è la parola "suicidio", non si legge da nessuna parte l'idea o la volontà di lasciar intendere che Elvis Presley quel 16 Agosto 1977 abbia intenzionalmente fatto qualcosa che possa averlo portato alla morte!
Quello che si capisce, invece, è un concetto che Priscilla ha ribadito già più di una volta nel corso dei decenni, probabilmente con parole diverse, ma il concetto è lo stesso, ossia il fatto che moltissime delle persone vicino a lui, tra cui Priscilla stessa e suo padre, abbiano tentato di far cambiare ad Elvis il suo modus vivendi. Non è una novità! Tutti lo raccontano.
Dire "Sapeva cosa stava facendo" ha un significato molto semplice: "Sapeva che il suo comportamento non era salutare".
Ciò che ha aiutato a scatenare ulteriormente il putiferio mediatico è stata anche l'operazione, fatta con estrema furbizia da parte dei giornalisti, di collegare le parole di Priscilla a delle presunte note che Elvis avrebbe scritto  (il condizionale è d'obbligo!) nel Gennaio 1977, che sarebbero state in possesso da Joe Esposito e scoperte poco tempo fa.
Qui nel nostro sito ne avevamo parlato qui http://www.grazielvis.it/2017/12/trovata-lettera-in-cui-elvis-presley.html , dando la notizia nel momento in cui è stata resa pubblica.
Se si parte dal presupposto che Joe Esposito è morto e non può, quindi, dare nessuna testimonianza e spiegazione in proposito, ci si deve limitare anche qui a leggere quanto riportato e cercare di fornire la traduzione ed il significato più obiettivo e, soprattutto, oggettivo possibile.
In queste note Elvis direbbe (sempre d'obbligo il condizionale) che sta male, è stufo della sua vita ed ha bisogno di riposo.
Quanti di noi dicono che sono stanchi, stufi ed hanno bisogno di riposo? Vuol dire che ci si vuole suicidare? No di certo!
Vuol dire semplicemente quello che c'è scritto, ossia che Elvis voleva prendersi un periodo
di riposo, di lontananza dal lavoro, voleva passare le giornate a non fare niente, a rilassarsi, occupandosi di se stesso e della sua salute. Nient'altro!
Vedere l'intenzione di suicidio e dirlo pubblicamente, come sembra abbia affermato il suo fratellastro Rick Stanley pochi mesi fa, vuol dire essere, come minimo, in malafede e, forse, avere voglia di finire sulle pagine dei giornali.
Pertanto, tra persone che vorrebbero 5 minuti di gloria ogni tanto e giornalisti che, ovviamente, fanno di tutto per vendere il loro giornale e/o ottenere il maggior numero di visite possibili sul sito della testata per cui lavorano, si crea un connubio esplosivo, del quale, poi, pagano le conseguenze chi non c'entra, chi non c'è più e chi non ha detto nulla di male.
Priscilla Presley, da parte sua, qualche ora fa ha rilasciato una dichiarazione sul suo profilo Facebook, chiarendo la situazione:
"FAKE NEWS: Per quelli che vogliono crederci:
Non ho mai detto che Elvis era depresso e che si è ucciso. Le mie parole sono state completamente tirate fuori dal contesto 'lui sapeva cosa stava facendo'. Questa storia è nata da un tabloid, THE MIRROR in UK ed è stata raccolta dal DAILY MAIL, anch'esso in UK, ed entrambi hanno dato come fonte di questa storia inventata "The Searcher". Vergognatevi!
Loro sanno cosa stanno facendo...cercando di vendere giornali scrivendo falsità. Grazie a coloro che lo vedono per quello che è: FAKE NEWS".

Concludendo...
Alla luce di quanto è successo, viene da pensare che, come abbiamo visto e già sappiamo, Elvis Presley fa ancora notizia! Anche dopo 40 anni dalla sua morte, il suo nome è capace di occupare ancora le prime pagine dei giornali e di suscitare interesse a livello internazionale.
Questo è fantastico!
Peccato che tantissimi articoli su di lui passino inosservati e quelli che, invece, in un colpo solo discreditano e creano zizzania fanno il "tutto esaurito".
La speranza è che la lezione sia servita un po' a tutti, per aiutarci a discernere e ad avere più furbizia di quella che hanno i giornalisti, che sono pronti a svendere la loro professione, mettendo da parte la verità - che dovrebbe essere il loro credo deontologico - per profitto o per la stupida soddisfazione di vedere "l'effetto che fa".

TAKING CARE OF ELVIS!

Source: GrazieElvis

martedì 3 aprile 2018

DOCUMENTARIO - ELVIS PRESLEY: THE SEARCHER / ARTICOLO SU HOLLYWOOD REPORTER

Il 22 Marzo scorso, il sito "Hollywood Reporter" ha pubblicato un bellissimo articolo in cui analizza il già celebre documentario "Elvis Presley: The Searcher", che verrà trasmesso sul canale HBO il prossimo 14 Aprile, ma che è già stato proiettato in anteprima a Memphis ed al South by Southwest Film Festival".

Questo è l'articolo:


Può essere realmente possibile che un documentario su Elvis Presley, profondo e pensato come quello ideato da Thom Zimny, "Elvis Presley: The Searcher", non esista già?
Dopo decenni di pubblicazioni di home video, film e documentari di varia qualità, questo film in due parti della durata di 3 ore e mezza, appare come una pietra miliare, un
marchio, qualcosa a cui si dovrebbe dare il benvenuto calorosamente come lo si è dato al libro in due volumi di Peter Guarlnick "Last Train To Memphis" + "Careless Love" (In italiano: "L'ultimo treno per Memphis" + "Amore senza freni") degli anni '90.
Togliendo strati calcificati di mito e caricatura dedicati alla psicologia dietro la carriera di Elvis Presley, la sua serietà e sensibilità, non ci si sorprende di quelli che hanno seguito le serie di documentari che Zimny ha creato su Bruce Springsteen.
La più grande decisione di Zimny è stata quella di tenere tutti i suoi intervistati fuori dallo schermo, usando solamente le loro voci per accompagnare fotografie del passato e video.
Non è il primo regista di documentari ad usare questa tecnica, sicuramente, ma pochi registi che hanno accesso a Bruce Springsteen, Tom Petty e Priscilla Presley oserebbero nascondere i loro visi ai fans.
La scelta funziona per molte ragioni: permette a Zimny di includere filmati occasionali da interviste precedenti (includendo, in modo parsimonioso, quelle con Presley stesso) come se parlasse direttamente con noi; stabilisce una sorta di sensazione di trance; gli permette di intrufolarsi in filmati locali, che altrimenti sarebbero stati occupati da teste parlanti.
Pertanto adesso, quando ascoltiamo l'amico di gioventù di Elvis, Red West, oppure lo storico Bill Ferris, stiamo vedendo il mondo che il più eclettico amante della musica consumava avidamente: filmati di tutti, da Howlin' Wolf ai predicatori santificati; scene di strada da Tupelo, Mississippi, e poi Memphis, dove si è trasferita la famiglia, un luogo in cui la cui vita vibrante della città l'ha reso eccitante come Parigi per i nuovi arrivati da piccoli paesi.
Il paese non era integrato, ma era diverso, e l'Elvis che incontriamo era occupato a scivolare dentro ai night club frequentati da neri, case di culto, raccogliendo le sue influenze, come una gazza, mentre assemblava "la sua versione di se stesso".
E' stata un'emozione entrare in collegamento col musicista in questi anni, anche se solo attraverso il racconto di altri, e Zimny lo segue, mentre il giovane cantante fa l'incontro della sua vita con Sam Phillips della Sun Records.
Petty ci racconta che, "per un sacco di nobili ragioni", Phillips stava cercando un ambasciatore bianco che potesse portare avanti il sound eccitante della nuova musica nera oltre i dischi della razza del ghetto commerciale, creati dalle grandi case discografiche.
Ha avuto molto più di quanto poteva sperare nel sound di Presley, che, lontano dal voler scimmiottare Big Joe Turner, ha mescolato toni musicali che pochi potevano immaginare potessero avere senso.
Zimny ed i suoi intervistati offrono un'abbondanza di storie piene di colore di questo periodo, tracciando un successo commerciale che ha preso vita rapidamente, ma solo, come ha puntualizzato l'archivista Ernst Jorgensen, grazie all'enorme ammontare di lavoro sul circuito dei tour.
E poi arriva il Colonnello.
Zimny e compagnia spiegano il fascino del cosiddetto manager di Elvis, il Colonnello Tom Parker.
Il cantante aveva serie ambizioni come attore, voleva vendere dischi a livello nazionale e Phillips gestiva da solo un'operazione regionale che non poteva dargli queste possibilità.
Mentre la Prima Parte va verso la chiusura, vediamo il Colonnello dare al suo cliente tutto quello che vuole.
Nel suo primo film, Presley era così serio riguardo la recitazione, da non imparare solamente le sue battute, ma anche quelle di tutti gli altri. Non voleva nemmeno cantare nei film, ma i produttori avevano idee differenti. Come fece lo zio Sam, che arruolò le star e mise la loro carriera in stallo.
La Seconda Parte è, sicuramente, un'esperienza più buia, ma il film è più complicato di quanto un serio fan di Elvis possa comprendere.
Priscilla Presley, che è apparsa in qualche momento della prima parte, qui offre molto di più, aiutandoci a capire come essere forzati a fare una serie di film schifosi sia una sorta di prigione artistica; e poi essere sistemati nei casinò degli hotel, come la sua famosa residenza a Las Vegas, sia un'altra.
In uno dei pochi momenti espressionisti, Zimny presenta una serie di ritagli di Elvis in cartone in una stanza nebbiosa, concentrandosi da uno all'altro: l'uomo che ha creato così amorevolmente la sua originale personalità, era ora incollato in ruoli superficiali che altri gli avevano imposto di recitare.
Per quanto le cose erano diventate difficili per lui personalmente, il film presenta Presley come un uomo che ha continuato (nonostante alcuni periodi svogliati) a sentirsi guidato dal bisogno di creare musica spettacolare.
Springsteen e Petty rifiutano il cinismo anche quando si arriva agli anni dei jumpsuits.
Quest'ultimo ammira "l'audace pazzia" delle dimensioni della band che aveva messo insieme, nell'affrontare materiale che altri avrebbero definito pomposo, come il medley di Mickey Newbury "An American Trilogy"; Springsteen ammira Elvis per "aver tentato di essere un vascello che potesse contenere l'esperienza americana nella sua interezza".
Elvis voleva anche portare questa esperienza nel resto del mondo.
Non avendo mai lasciato gli Stati Uniti d'America, eccetto che per il servizio militare, voleva andare in tour in Europa ed in Giappone, ma il Colonnello aveva ragioni per reprimere tali ambizioni.
Per tutte le due parti del documentario, Zimny è tornato ai filmati del "Comeback Special" del 1968, presentandocelo come un esempio di come l'essere una star possa essere compatibile con l'abilità artistica.
Ora, alla fine, questo motivo diventa emotivamente profondo, in quanto collega gli ideali di Elvis riguardo l'armonia tra le razze al mondo politico intorno a lui e alle sofferenze future.

Source: hollywoodreporter.com